Lavoro, 15 mila disoccupati;

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Francesco Ori: “preoccupazione”, Consiglio straordinario mercoledì 3 novembre

 

Al 30 settembre 2010 sono 15.490 i modenesi, disoccupati e in mobilità, che risultano senza lavoro. Il dato, elaborato dai Centri per l’impiego provinciali, è stato presentato dall’assessore al Lavoro della Provincia di Modena Francesco Ori nell’ambito di un incontro con le parti sociali sull’offerta formativa che si è tenuto nella mattinata di giovedì 28 ottobre.

«Numeri preoccupanti – commenta l’assessore – che indicano che la debole ripresa economica che si comincia ad avvertire non corrisponde a un analogo rilancio dell’occupazione». Per questo, come annuncia Ori, i temi del lavoro e della disoccupazione saranno al centro di un percorso che comincerà mercoledì 3 novembre con un Consiglio provinciale dedicato e proseguirà con un confronto con tutte le parti sociali «alle quali – prosegue l’assessore – chiederemo una collaborazione importante per elaborare un “patto del buon lavoro” che indichi le azioni prioritarie da compiere concretamente nella direzione delle politiche attive per il lavoro, dell’analisi del fabbisogno e quindi dell’orientamento formativo, della legalità e sicurezza».  

La disoccupazione colpisce in prevalenza le donne (57 per cento) e i lavoratori nella fascia di età tra i 25 e i 44 anni, per circa il 35 per cento stranieri. Gli iscritti alle liste di mobilità, che provengono in massima parte da realtà aziendali al di sotto dei 15 dipendenti, si concentrano nella fascia tra i 35 e i 54 anni (circa il 60 per cento) e sono in prevalenza uomini (54 per cento). La percentuale degli stranieri si ferma in questo caso a poco più del 22 per cento. Sia i lavoratori in disoccupazione che quelli in mobilità provengono in particolare dai settori della metalmeccanica, della ceramica e dell’edilizia e si caratterizzano per un livello di professionalità medio bassa. Oltre il 60 per cento possiede infatti un titolo di studio uguale o inferiore alla licenza media. Tra le persone in cerca di impiego non mancano però i laureati, pari a poco meno del sette per cento. Un ulteriore elemento in comune è la disponibilità ad accettare offerte di lavoro con mansioni di profilo medio basso o comunque inferiore alle qualifiche possedute.

Tra gennaio e settembre 2010 il mercato del lavoro modenese denota comunque un saldo positivo tra assunzioni e cessazioni dal lavoro, determinato in particolare dai settori dell’agricoltura e dei servizi alle imprese e alle persone. Sul piano dei contratti di lavoro prosegue però la tendenza che vede la flessione dei rapporti a tempo indeterminato con una flessione pari a 1.500, mentre crescono i rapporti di assunzione a tempo determinato (1.200 contratti in più), i contratti a chiamata (saldo positivo di 1.282), e il lavoro in somministrazione con 1.466 rapporti in più

 

ufficio stampa Provincia Modena

 

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