Lavorare per vivere , non vivere per lavorare

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In una società civile, che rispetti l'uomo, la vecchiaia  dovrebbe essere libera dal lavoro e dal bisogno; essa può far tornare  allo studio, al volontariato a favore dei più sfortunati  o  a qualsiasi altra cosa faccia bene al corpo e allo spirito.  Se si è abbastanza giovani e in buona salute, si aiutano  figli e nipoti, non solo nelle cose materiali, ma anche con la presenza,  discreta e affettuosa, quando serve. E, cosa non trascurabile, si lascia il posto alle giovani generazioni. 

 


“E’ una società stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti”.

Diciamo che queste  parole  di Papa Bergoglio, sono state tiepidamente accolte, a differenza di quando pontifica (è il suo mestiere) sull’immigrazione, argomento in cui politici e amministratori vari pendono dalle sue labbra.

Peccato, perchè, una volta tanto (…mi scusi Santità) ha detto una cosa profondamente condivisibile. Da che mondo è mondo,  nell’eterno alternarsi delle stagioni della vita umana, a ciascuna di esse è assegnato un compito.

L’infanzia e l’adolescenza sono destinate alla crescita,  fisica e interiore, e allo studio; la giovinezza e la maturità sono  destinate  alle scelte più importanti, affettive, intellettuali, professionali,  con il distacco dalla famiglia d’origine e con  la formazione della propria  e con la scelta della professione e del lavoro da cui trarre sostentamento futuro; l’anzianità e la vecchiaia, sono fatte per godere dei frutti di tanto impegno e tanti sacrifici e, finalmente, per avere il tempo  di riprendere, senza affanni,  le redini della propria esistenza. Tempo da spendere  dedicandosi alla famiglia, talvolta involontariamente trascurata a causa del lavoro, nonchè  per coltivare anche  qualche “”sogno di gioventù”” …  cui si è rinunciato, per mancanza di tempo e di risorse o perchè, certi lavori sognati, non avrebbero dato sufficiente guadagno per poter programmare la vita.  
“”Con i quadri non si mangia””: ricordo con tenerezza e nostalgia queste parole che, sorridendo,  mi disse il mio amatissimo papà, quando annunciai  che volevo fare la pittrice. Credo sia stato  il miglior consiglio che io abbia ricevuto nella vita. A fronte di un modesto talento,  se avessi scelto questa strada sarei sicuramente morta di fame da anni e anni.
Tornando alla vecchiaia, che dovrebbe essere libera dal lavoro e dal bisogno, essa può far tornare  allo studio, a un hobby creativo, al volontariato a favore dei più sfortunati  o  a qualsiasi altra cosa renda felici, faccia bene al corpo e allo spirito.  Se si è abbastanza giovani e in buona salute, si aiutano  figli e nipoti, non solo nelle cose materiali, ma anche con la presenza,  discreta e affettuosa e con qualche suggerimento,  quando serve. 

Per quanto la vita media, e l’aspettativa di vita, quindi, si siano notevolmente allungate,  questo non significa che, allo stesso modo, si sia spostata in avanti la comparsa dei problemi connessi all’età, con i piccoli grandi problemi che, inevitabilmente, l’anzianità e la vecchiaia portano con sé.  Oltre che privare  sia i vecchi, sia i giovani, dei loro rispettivi ruoli, spostare sempre più avanti l’età pensionabile, innalzandola progressivamente, potrebbe rivelarsi un boomerang. Una persona troppo avanti con l’età, sia intellettualmente, sia fisicamente, non può competere con il “”se stesso”” di inizio carriera lavorativa…nè può essere, come nell’età giovanile,  sempre presente, mai ammalato, mai in difficoltà. Impiegare persone molto anziane potrebbe rappresentare un costo, anzichè un vantaggio.

Scopro la proverbiale acqua calda, dicendo che è indispensabile rivedere, profondamente, il sistema pensionistico, con l’abbattimento di pensioni d’oro e altri pregiati metalli,  con una più equa distribuzione delle risorse, rendendo inoltre sempre più accessibile e diffusa la sottoscrizione di contratti di “”pensioni integrative””. 

Al centro di tutto, sempre, deve essere l’uomo, il quale deve lavorare per vivere e non vivere per lavorare.  

Chi ha orecchie per intendere, intenda e chi può prendere decisioni  opportune,  le prenda.

Le persone normali, che lavorano, a qualsiasi livello, anche elevato e gratificante, in generale non vedono l’ora di godere del meritato riposo. Non certo per passare dalla poltrona al divano, o per trascorrere i pomeriggi al baretto in piazza… ma per “”vivere””, padroni del proprio tempo, per coltivare i rapporti umani, intensificando quelli che purtroppo, come accade per tutti, si è costretti a sacrificare, in età lavorativa.

E anche, cosa non trascurabile, per lasciare il posto alle giovani generazioni.

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Come di consueto,  qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto portano direttamente ai relativi pezzi.  Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Lavorare per vivere , non vivere per lavorare

di A.D.Z.

Trattati internazionali

di Massimo Nardi

I Trattati si possono modificare: anche abolire, per il bene e la sopravvivenza di una nazione. E’ giunto il momento che si pensi seriamente a bloccare questa immigrazione senza regole. L’UE non può pensare che l’Italia possa reggere nel breve, medio o lungo termine a questa situazione

La Risarcimentite acuta

di Alberto Venturi

Qualsiasi cosa ci succeda è sempre colpa di qualcun altro e soprattutto è sempre colpa delle pubbliche istituzioni, figuriamoci se non manca un cartello, se la riga è davvero visibile, se tutto è perfetto. Figuriamoci!

Se avessi investito

di Eugenio Benetazzo

Rappresenta il leitmotiv di uno dei rimpianti che sempre più spesso mi viene rappresentato all’interno delle email inviate dai lettori che si rammaricano di non aver investito su un determinato strumento finanziario viste le performance prodotte a posteriori.

‘Al Modena Park la tempesta perfetta’

di Corrado Corradi

Queste le parole di Vasco Rossi, osannato dai fans, commentando la serata evento, il concerto per festeggiare i quarant’anni della sua carriera, là dove è iniziata. Una serata perfettamente riuscita anche sul piano della sicurezza e dell’organizzaz
ione.

 

Auguro buone vacanze a chi in questo periodo sta godendo il meritato riposo. La tecnologia, che sovente critichiamo, ha anche  i suoi pregi, fra questo, sicuramente quello di mantenerci, se lo vogliamo, in contatto. Spero che  anche in vacanza, abbiate il tempo di dare un’occhiata a Bice.

Auguro a  tutti buona settimana e buona lettura del n. 568 – 242

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