L’asfaltatore

Condividi su i tuoi canali:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su print
Condividi su whatsapp
Il golden boy della politica italiana, smanioso di bruciare le tappe, rischia di bruciare se stessoart. di Nicola Miotto

Renzi è un ganzo come si dice dalle sue parti. Un ragazzo sveglio, mediaticamente performante, simpatico per la sua aria da menestrello che canta fuori dal coro, con un mix di furbizia tutta toscana e paraculaggine che non deve mai mancare per bucare lo schermo e accattivarsi le simpatie dell’italiano sempre alla ricerca dell’uomo dei miracoli. Possibilmente della porta accanto. E’ tuttavia cosi ebbro del successo che tutti gli pronosticano, e smanioso di bruciare le tappe, che rischia di bruciare se stesso nella vanità del suo periodo magico. Sta lavorando dietro alle quinte per terremotare questo governo per lui indigeribile non tanto per le cose che fa o non fa, ma solo perché di ostacolo alle sue ambizioni da candidato premier in pectore. Sta accapigliandosi ogni giorno col suo segretario Epifani (che preferirebbe vedere Matteo parcheggiatore a Fiesole piuttosto che segretario del PD) per stabilire date e modalità di un congresso dove quasi nessuno vorrebbe vederlo trionfare ma dove ormai tutti, annusando aria di vittoria, si schierano dalla sua parte nella speranza di godere posizioni di rendita postume. E’ intrinsecamente affascinato dal carisma e dalla simpatia di Berlusconi, che un po’ gli assomiglia nella voglia di piacere a tutti e nel dono della battuta fulminante da ganassa, ma deve massacrarlo pubblicamente altrimenti si brucia i granai di voti che stanno schiudendosi a suo favore.  Nel PD niente è più deleterio del sospetto di nutrire simpatie nei confronti di Silvio. Ora, avvertendo gli scricchiolii dell’esecutivo, si è lanciato in un forcing di feste e circoli del PD dove è accolto come una rock star tra salamelle e lambrusco, a metà tra il predicatore Obama e il bullo irresistibile Fonzie, e dove ormai non si tiene più. E’ talmente eccitato che, immemore delle nefaste cassandre del passato, ha già archiviato il centro destra affermando sicuro che saremmo asfaltati se ci fosse il tanto atteso (da lui) e catartico bagno elettorale. L’Occhetto gioioso e il Bersani smacchiatore già toccano ferro. O forse perfidamente si augurano che il golden boy della politica italiana sia il terzo ad essere impagliato al caminetto per elezioni sulla carta impossibili da perdere ai nastri di partenza. Eppure non c’è due senza tre, dice il detto… 

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...