Lambrusco, Kyenge “Assicuro il mio impegno all’Europarlamento”

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Dichiarazione dell’europarlamentare modenese del Pd Cécile Kyenge sul caso lambrusco

 

 

“Il Lambrusco deve essere riconosciuto per il territorio esclusivo dal quale ha avuto origine, come vino caratteristico delle terre emiliane, e così del resto è identificato in tutto il mondo e di questo territorio deve rimanere un’eccellenza distintiva”: l’europarlamentare modenese del Pd Cécile Kyenge assicura il suo impegno nel Parlamento europeo a difesa del Lambrusco. Ecco la sua dichiarazione:

 

“Come europarlamentare modenese, faccio mio l’appello di tutte le organizzazioni che operano nel settore agricolo e degli Enti locali territoriali per un impegno forte a tutela del Lambrusco. Condivido: il progetto di revisione del regolamento CE n. 607/2009 che mira a liberalizzare l’uso dei nomi di varietà, escludendo il Lambrusco dalla lista dei vini con indicazione geografica, va nella direzione sbagliata. Come già accaduto in questa prima parte della legislatura, penso ad esempio alla battaglia vinta per la proroga dei termini fissati dell’UE relativi alla ricostruzione dei nostri fabbricati rurali colpiti dal terremoto, dobbiamo unire le forze lavorando insieme, come sta già avvenendo: organizzazioni agricole, Regione Emilia-Romagna, Governo e parlamentari nazionali.  Per parte mia, assicuro fin d’ora un impegno sul versante del Parlamento Europeo, in stretto raccordo con il collega europarlamentare De Castro, membro della Commissione competente, agendo insieme in tutte le sedi europee opportune. Il Lambrusco deve essere riconosciuto per il territorio esclusivo dal quale ha avuto origine, come vino caratteristico delle terre emiliane, e così del resto è identificato in tutto il mondo e di questo territorio deve rimanere un’eccellenza distintiva. Anzi, è il momento di rilanciare ed innovare ulteriormente la proiezione internazionale di questa distintività del Lambrusco: va nella direzione giusta l’idea della creazione di un Distretto del Lambrusco che unisca tutti i territori storicamente vocati alla sua coltivazione” 

 

 

 

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