L’abitudine ad una realtà paradossale

Condividi su i tuoi canali:

Mentre i Mondiali di Calcio di Russia 2018 sono in pieno svolgimento, qualche riflessione sul torneo di calcio organizzato all'Olimpico, nello scorso mese di maggio, tra squadre composte di ""richiedenti asilo"". Un'iniziativa fra retorica ed esibizionismo, in una prestigiosa struttura pressochè deserta.


In un notiziario televisivo, il collegamento per parlare del torneo di calcio organizzato fra squadre di richiedenti asilo.

Bell’iniziativa, ma soltanto in Italia organizziamo all’Olimpico un torneo, che potrebbe essere svolto in un campetto di prima categoria, occupando uno dei più grandi stadi italiani, ovviamente deserto, con le spese conseguenti.

Davvero non riesco a capire il perché di una simile scelta, se non per la smania di farci vedere accoglienti, fra retorica ed esibizionismo.

 
Nel servizio intervistano alcuni richiedenti asilo.

 “Perché sei venuto in Italia?”, “Per farmi una nuova vita”.

Sono contento per lui ma non dovrebbe essere fra i richiedenti asilo, come del resto diversi altri intervistati.

Però tutto scivola nella normalità e il redattore del servizio neanche si accorge di evidenziare una contraddizione; ormai alla favola dei perseguitati sui barconi non crede più nessuno.

Un altro ha risposto: “Perché è l’unico Paese che mi ha accolto” e Salvini incassa.
Dalla fine degli anni Ottanta in poi non abbiamo saputo governare i fenomeni migratori, subendone tutti le conseguenze e lasciando a pochi i vantaggi, ad esempio le imprese per creare concorrenza ed abbassare i diritti fra i lavoratori; o la criminalità organizzata che usa i migranti come mano d’opera. 

Salvini ha promesso il rimpatrio di tutti i clandestini e non posso dargli torto perché il clandestino è una condizione nonsenso in una nazione che crede nella legalità, ma anche il suo non è governare l’immigrazione, come non lo sarebbe fare una sanatoria.

Perché si tratta sempre comunque di azzerare, per ripartire dalla stessa situazione di prima.
Noi abbiamo bisogno di migranti o comunque le migrazioni sono la realtà della globalizzazione. Dobbiamo affrontarlo il problema, senza rifugiarsi dietro al dito dell’accoglienza a prescindere, o delle frontiere chiuse, altrettanto a prescindere, che costituiscono scorciatoie inefficaci.

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

**NOI CONTRO LE MAFIE**

Incontro con GIUSEPPE ANTOCI Venerdì 10 febbraio ore 21 Istituto Alcide Cervi via Fratelli Cervi 9 – Campegine (RE) conduce Pierluigi Senatore Giuseppe Antoci, ex