La vergogna sale e il silenzio impera sovrano

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Fra dibattiti, discussioni, commenti e quant’altro le giornate scorrono. La tensione fra Renzo e Prissy si è leggermente attenuata, ma entrambi sanno che la questione non è finita: il fermento della popolazione di Sassuolo continua, si raccolgono firme per far scagionare i due carabinieri, per farli reintegrare, inviando perfino una petizione al Capo dello Stato.

Il 10 marzo mattina la Gazzetta di Modena riporta a tutta pagina il titolo del dramma: “Commerciante accoltellato a morte”. Si tratta di Claudio Venturelli, di 40 anni, di Pavullo. I fatti sono noti in tutta la loro tragica drammaticità. Prissy cerca inutilmente un argine, uno spunto di difesa sul suo quotidiano preferito, ma l’articolo su Repubblica riporta solamente la cronaca del fatto. Poi, finalmente, legge un editorialino sulla Gazzetta di Modena e lo fa proprio:

          Renzo, hai letto l’editoriale di Mascolo?

          No, che dice?

          Invita a mantenere la calma, – esordisce Prissy, poi passa decisamente alla lettura: – dice che “Dalla “terra di nessuno” di Sassuolo alla “morte per strada” di Pavullo, per la gente, il passo è breve, naturale, e probabilmente legittimo. Modena è ormai un’emergenza nazionale. Ma purtroppo quello che succede nella nostra città e provincia è la “normalità” in tutta Italia. Con queste leggi, con questi meccanismi e difficile far qualcosa di più e di meglio nella tutela della sicurezza collettiva. Adesso che c’è anche un cadavere, bisogna andare adagio con criminalizzazioni e generalizzazioni e scorciatoie.”

          Non mi paiono concetti molto chiari: o Modena è un’emergenza nazionale, o è la normalità nazionale. A parte ciò, a quali leggi si riferisce? A quelle che per circa vent’anni hanno aperto porte e finestre a tutti, vanificando il concetto di illegalità insito nella locuzione “immigrazione clandestina”? O sta tentando di accreditare la responsabilità di un simile sfacelo civile e sociale a chi si è trovato a dover gestire una situazione ormai completamente degenerata e fuori controllo? Che cosa dice poi? – Chiede Renzo.

E Prissy riprende a leggere:

          Ma è anche vero che questo Paese da martedì 14 legittima l’assalto degli extracomunitari alle questure italiane: sono stati distribuiti un milione di moduli e le quote solo per 160.000 persone. È così difficile prevedere che potrebbero succedere tumulti? Anche a Pavullo come a Sassuolo la gente firma petizioni per la sicurezza, la polizia non ha nemmeno la benzina per le auto di servizio e l’assalto alle coste continua sempre più massiccio. Ci vuole calma anche se è tremendamente difficile. Ci vuole calma e l’impegno reale di tutti per evitare che scatti una ancora più folle caccia all’uomo.

          Bene – soggiunge Renzo – una logica ferrea, non c’è che dire. Ci troviamo in casa oltre due milioni di immigrati (e solo Dio sa quanti sono effettivamente i clandestini), e, quando si tenta di mettere un poco di ordine o, quantomeno, di contarne una buona parte, non trova di meglio che parlare di assalti, di presunti tumulti e di benzina che mancherebbe alla Polizia. Chi li ha fatti entrare i due milioni e passa di clandestini e, soprattutto, cara Prassede, perché?

Renzo sa bene di toccare un nervo dolente, ma Prissy è ferrata in materia e comincia a recitare le solite litanie:

          il multiculturalismo è una ricchezza e inoltre abbiamo il dovere di accogliere …

          Lascia perdere la tua brodaglia fredda e rancida, Prissy. La conosco a memoria e il risultato di codeste insulse teorie è sotto gli occhi di tutti. La verità è che tutto ciò è parte di un disegno politico che mira, da un lato, a porre un’opzione di rilievo su un bacino di voti su cui i tuoi sognano di mettere le mani, dall’altro a mantenere attivo uno scellerato patto di scambio di favori: porte aperte in cambio di qualche aiutino.

Questo è un argomento che fa letteralmente imbestialire Prissy. Renzo lo sa bene, ma non manca mai di citarlo. Fuori di sé dalla rabbia, paonazza e con la voce stridula russo-jervolinista, Prissy reagisce:

          Smettila di dire simili idiozie. Noi non abbiamo bisogno di ricorrere a finanziamenti occulti: i giochi di prestigio con le scatole cinesi li fanno i tuoi.

          Bene, lasciamo perdere per ora la questione dei finanziamenti. – riprende Renzo – Torniamo al fondo di Mascolo. Fa bene a predicare la calma. È ora di finirla di incendiare moschee, bandiere islamiche e di lanciare colpi di mortaio sulle case di via Adda a Sassuolo. Qui se la situazione degenera c’è caso che qualche scalmanato scenda a valle da Pavullo e si metta a rapire e sgozzare qualche “straniero”, come li chiama la Gazzetta. Diamoci una calmata, bisogna dialogare, bisogna aprire le porte ed essere filantropicamente accoglienti. Anzi, corriamo da quel principe del foro che vuole raccogliere le firme per far espellere i due carabinieri dall’Arma e firmiamo tutti. Così si deve fare. Magari, già che ci siamo, facciamo insignire con una mezzaluna di cavaliere lo “straniero”: la mezzaluna di cavaliere è come il sigaro: non si nega a nessuno.

Prissy non ha più frecce nella sua faretra e preferisce tacere.

Renzo, invece, riflette fra sé e sé.

I fatti ormai sono sufficientemente noti.

La verità e le falsità, anche se non completamente, sono emerse.

Le tavole rotonde, ovali e quadrate, ove si dovrebbe rettificare, ammettere di aver dato una lettura superficiale e in gran parte errata, dove sono?

Non ci sono più i moderatori, gli editorialisti indipendenti, i sociologi, gli esperti, i cattedratici, i politologi, i tuttologi, i sessuologi (che vanno sempre bene) e il prete?

E quel tale, quel Giorgio Bocca, quello che negli anni Settanta aveva capito tutto delle brigate rosse, quello che ha scritto l’articolino su Repubblica, intitolato “Inciviltà con la divisa”, quello dello stracotto che sfrigola, che fine avrà fatto?

Starà sicuramente scrivendo un articolo dove canta il mea culpa, ammette di avere preso un abbaglio, e si scusa con coloro che ha definito “incivili in divisa”.

Non c’è da aspettarsi proprio un bel nulla, conclude amaramente fra sé.

Chi è abituato a impersonare la parte dell’”utile idiota” (absit iniuria verbis: è una definizione dell’ossequiato Togliatti) non smetterà mai: basta guardarsi in giro.

Invece, chi ha subito il processo sgangherato e fazioso da parte della stampa e delle reti tv, non ha e non avrà possibilità di essere risarcito con la stessa enfasi e con la stessa risonanza.

Dovrà accontentarsi della stima, della riconoscenza della gente comune che, seppur silenziosamente, senza clamori e senza tavole rotonde, continuerà a tributare all’Arma e ai due Carabinieri rispetto, gratitudine e affetto.

Fine

(i precedenti articoli sono stati pubblicati il 28 ed il 21 marzo)

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