La Storia siamo noi

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Quando la politica diventa baraonda, chiassosa, fiera da sagre popolane è veramente difficile schierarsi. Meglio essere ""intellettuali"" che politici. I primi sono più responsabili perché hanno il tempo per riflettere. I secondi agiscono sempre più per istinto, si sperticano in un linguaggio da toni sempre più animosi, pieni di astio

 


 Tutte le congiure hanno un’anima di umana viltà, per cui  la debolezza insita nell’uomo. La storia siamo sempre  noi è come la viviamo ogni giorno è sempre la stessa,  beffarda, vigliacca, ipocrita. Si congiura per modificare  eventi, dare segnali, comunque, forti, spesso,  destabilizzanti, ma se necessario, anche di “”rinnovamento”” doloroso, faticoso, soprattutto per chi guarda a chi amministra la collettività, con la speranza che gestire la cosa pubblica sia sempre nell’agire per il bene di tutti, quando invece può non essere così. Non so quanto debba ritenersi necessario ordire il complotto, anche legittimo,se poi questo possa recare conseguenze ed effetti di smarrimento, di disagio collettivo, di confusione, nel caso di una destituzione di un Sindaco, quello di Padova, a ragione o a torto. Manifestazioni che rischiano di produrre sempre più distacco dalla politica. Padova è da molto tempo diventata l’espressione di una politica che non funziona perché esiste un atteggiamento fortemente individualistico tra chi, in questo ruolo, la rappresenta. Atteggiamento con forte tendenza al superbo, al riottoso, che non aiuta, certo, a sapere amministrare con coscienza i beni ed i servizi dei cittadini. Quando la politica diventa baraonda, chiassosa, fiera da sagre popolane è veramente difficile schierarsi. Meglio essere “”intellettuali”” che politici. I primi sono più responsabili perché hanno il tempo per riflettere. I secondi agiscono sempre più per istinto, si sperticano in un linguaggio da toni sempre più animosi, pieni di astio o euforia a “”timer””. Se possono schivano il senso delle responsabilità materiali, ma anche morali. Fanno credere con uno smisurato, incontinente, uso della parola, di persuadere abilmente chi deve ascoltarli e così diventano populistici perché il loro obiettivo è una comunicazione diretta allo stomaco, per ottenere l’effetto dei soliti “”standing ovations”” di piazza o di salotto televisivo. Manipolare abilmente con l’uso della parola e quindi di una certa retorica mascherano ciò che non sanno e non vorranno mai approfondire, ovvero, le verità. Spesso, l’ipocrisia è il loro strumento di mestiere, visto che in democrazia, sempre da parte loro importante è procacciarmi il consenso. L’intellettuale è più umile perché può avere uno spazio molto ridotto e comunque diverso, perché è abbastanza libero di dire ciò che pensa, ma se si fa servo dell’ambiguità è doppiatamente colpevole, perché supera il politico.

 

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