La storia ed Modna

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Mordace, divertente e spassoso il libro “La storia ed Modna: acsè a la bouna, come al cunteva me non, divertente e divertita storia della città scritta in vernacolo modenese dal grande scrittore ed umorista Luigi Zanfi, pubblicata da Il Fiorino di Pietro Guerzoni. Zanfi, noto col scutamai (soprannome) “Gigein dla mestra”, come ha scritto Franco Mantovi su un numero di Vivomodena diretto da Roberto Serio, è stato uno dei più importanti e vivaci scrittori dialettali modenesi, al pari di Ugo Preti, Luciano Zanasi, Franco Bisi e Giuseppe Di Genova: l’Olimpo letterario del vernacolo modenese in versi e in prosa fondatori ed esponenti dell’Associazione culturale dialettale “La Trivela”. Nel 2009 sarà doveroso dedicare tante iniziative a ricordo di  Zanfi che nacque appunto a Modena nel 1909 e morto nel 1994 all’età di 84 anni; fu  fecondo e meritorio insegnante nelle scuole modenesi attività che gli valse il diploma di 1° classe medaglia d’oro della Pubblica Istruzione, Cavaliere al merito della Republica, iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 1962, fu cronista presso varie testate modenesi e divenne celebre per la spassosa rubrica settimanale “La Bonissima” pubblicata sulla Gazzetta di Modena. Fu cultore di storia locale e di dialetto modenese, e nel 1980 gli venne conferito il prestigioso premio “La Guglia d’Oro” per il giornalismo e l’ancor più prestigiosa “Trivella d’Oro”, una sorta di ambitissimo Oscar del dialetto conferitogli nel 1971 per la genialità  e comicità della sua prosa dialettale. Infine il premio “Carlotta” in qualità di Modenese Benemerito. Fu anche socio della deputazione di Storia Patria e dell’Accademia dello Scoltenna e presidente incontrastato per anni del Gruppo Dialettale Modenese “La Trivela”. Nella insolita e curiosa “Storia ed Modna” ricompaiono gustosi medaglioncini già pubblicati nell’introvabile “Al Rezdòr 1979: tòtt i dè un pzigòt come ‘na présa ed macubèin”: una agenda annuale ripubblicata e rimpolpata con questa  simpatica ristampa realizzata dall’editore Pietro Guerzoni titolare de Il Fiorino. Nella ristmpa ritroviamo tante altre chicche dialettali giornaliere scritte da Zanfi poi confluite nella più divertente storia di modena che sia stata mai scritta. “Luigi Zanfi è un modenese verace – annota con stile impareggiabile lo scrittore Franco Bisi – nei cui scritti fa capolino la maliziosa furbizia pavironica che ha scritto una storia di Modena in un racconto tutto modenese per i modenesi”

I libro è infatti ristampa dell’edizione del 1985 a cura di Modena Libri, illustrato ed impreziosito dalle esilaranti vignette del grande Koki Fregni. Zanfi, affettuosamente sopranominato Gigein dla Mestra scrive nella prima pagina “La geint capésa ch’as fa meno fadiga e vléres béin che a litigher.

Esilarante la Venere di Savignano ritratta nella famosa scultura del paleolitico risalente al 30.000 a.C. scoperta a Savignano dal professor Adolfo Venturi. La più antica  modella del mondo, più grassoccia di quelle filiformi ed anoressiche attuali, così prorompe: “Vèe rimbambìi, a sam in d’l’era glaciale, fam mo al piasér de sgagèret!. Un libro eccellente ed utilissimo per quanti volessero eventualmente fare un corso accelerato ed intensivo nell’apprendimento del nostro dialetto. Per non parlare della famosa marcia su Modena fatta dallo spietato Attila, re degli Unni, risalente al 452 d.C. dove il barbaro poco democratico nella periferia modenese che incontra un furbo modenese che fa il finto tonto dicendo “Un modenese – Modena? Moo…mai sintida numenèr…qui essere solo acqua e tanta fumana…capìto fumana? Qui nix Modena…piò avant, piò avant!. Pare così che anche la pavironica furbizia contadina valse a salvare Modena dalle devastazioni dei barbari, oltre alla grazia concessa da San Geminiano con un miracoloso intervento dal paradiso.

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