La stella che brilla di più

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Non sono solo certe persone qualsiasi, ad essere smaniose di mettersi accanto ai notabili, per comparire nelle foto, nei filmati; anche i VIP hanno questo vezzo, ci sono anche fra loro i personaggi più ambiti, quelli che danno più lustro … e la Segre sicuramente appartiene a quest’ultima categoria.

Notoriamente, la “prima della Scala” è un grande evento mondano, una commistione fra potere, politico ed economico, tra moda, spettacolo e varia umanità…  tale da destare interesse talvolta superiore o far passare comunque in secondo piano, l’opera stessa scelta per aprire la stagione.

Per la cronaca, il 7 dicembre 2023, era il “Don Carlos” di Verdi. 

Alla Prima della Scala, in sintesi, ci si va per farsi vedere, per essere visti, più che per assistere allo spettacolo e non sono mancati i classici pezzi da novanta fra gli intervenuti, personaggi del calibro dell’ex premier Mario Monti, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi,  Pedro Almodovar, Patti Smith,  Ornella Vanoni, Linus e sua moglie Carlotta, l’ex presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro, la ballerina,  “étoile”  della Scala, Nicoletta Manni,  il giornalista Roberto D’Agostino e molti altri volti noti che hanno assistito alla Prima nella giornata dedicata a  Sant’Ambrogio.

Forse più dell’esecuzione del Don Carlos, come detto, all’inizio, si è parlato della composizione del Palco Reale… composizione discussa e incerta fino all’ultimo.
A contendersi la vicinanza con la senatrice a vita Liliana Segre, c’erano Ignazio la Russa, Presidente del Senato, e Beppe Sala, Sindaco di Milano nonché presidente della Fondazione Scala. Un privilegio, quello di voler stare accanto alla stella più luminosa della serata, rappresentativa e al disopra di ogni critica e di ogni possibile fischio, per il quale Sala e la Russa si sono presentati agguerriti e decisi come non mai.

Dapprima era previsto che la Segre sedesse in platea, con accanto il Sindaco Sala … Il palco reale, disertato quest’anno sia dal Capo dello Stato Mattarella, sia del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, avrebbe visto la presenza dell’On. La Russa, Presidente del Senato, con altri rappresentanti del Governo come il Ministro Salvini e come  il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi che, in proposito ha detto:

«Per quello che rappresenta Liliana Segre è più che doveroso che sieda nel palco reale. La sua presenza assume un significato importante, simbolico con quello che succede nel mondo e in particolare in Medio Oriente».

Liliana Segre, oltre che indiscusso simbolo di tutte le vittime dell’Olocausto è anche oggetto di contesa, tutti   smaniano per essere al suo fianco… per brillare di luce riflessa. Non sono solo le piccole persone qualsiasi, meschinette, ad essere smaniose di mettersi accanto ai notabili, per farsi le foto, per comparire nei filmati, per avere qualche briciola di notorietà … anche i VIP hanno queste debolezze, anche fra loro ci sono quelli più ambiti, quelli che danno più lustro… e la Segre appartiene sicuramente a questa categoria, sempre osannata e riverita, personaggio intoccabile, al di sopra di qualsiasi critica e contestazione. Pertanto, faceva comodo averla accanto, sia al Sindaco Sala che è anche Presidente della Fondazione del Teatro alla Scala, sia all’on. La Russa, Presidente del Senato.

Per un certo momento ho pensato che questi due si comportassero come le persone dappoco che, appena è nel loro raggio di visuale una persona nota, subito si precipitano in modo da “uscire” accanto a loro in bella mostra… invece, e forse è  ancora peggio, quello  che Sala voleva era dare un segnale politico, servendosi, per la  verità con una buona dose di  cinismo, di un personaggio  intoccabile come la Segre per lanciare un inopportuno messaggio… senza temere alcuna contestazione.
Idem per La Russa che aveva fatto sapere che, se la Segre sedeva in platea, lui si sarebbe seduto accanto a lei…

Francamente avrei preferito che si trattasse solo di ridicolo protagonismo.

Morale, sono finiti tutti sul palco reale, dove, perfettamente a suo agio e ben lieta delle attenzioni e degli applausi che le sono stati tributati, la Segre ha fatto man bassa di battimani, indirizzi d’affetto e di stima. Proprio come accade a Mattarella che lei definisce “come un fratello” … superandolo anzi, di parecchie lunghezze, nella durata dell’applauso.

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