La Sindone e il telescopio Hubble

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Queste righe raccontano delle “impronte”, alquanto misteriose e complesse, di un Uomo sicuramente flagellato prima della sua crocifissione, che, “fotografate”, sono state rielaborate e affiancate con istantanee dallo spazio, tutte raccolte poi in un album di foto formato da “pensieri e considerazioni” di Maria. Formidabile la mente umana!


Devo all’amico Giorgio Milanese, poeta, Presidente del Club dei Cento, la visita alla Sacra Sindone del 20.4.2010. Un suo regalo, una sorpresa, che resterà una delle esperienze più emozionanti della mia vita. 

Tutto è già stato detto, tutto è già stato scritto prima, e meglio, da qualcun altro, sempre e in ogni campo.

Questa certezza non impedisce agli esseri umani, da millenni, di dirsi le stesse cose, nel bene e nel male, sempre come se fosse  la prima volta. Per questo oggi scrivo, pur consapevole di essere fra milioni e milioni di altri, che hanno scritto prima, e meglio, qualcosa sulla Sindone.

Mi sono trovata, stranamente provata dall’attesa, turbata da pensieri di ogni genere, di fronte a quel grande mistero, a quella sfida per l’intelligenza, come l’ha definita Giovanni Paolo II.

Credo di essere una persona equilibrata, per quanto esistano su questo pareri discordanti, e, anche se credente, sono dissimile da quanti della Sindone hanno una sorta di cieca e allucinata fascinazione. Così,con lo sguardo volto alla luminosità del Telo, da ogni macchia e da ogni segno, faticosamente cercavo, con sereno distacco, di ricomporre l’immagine, vista tante volte al negativo.                            

 

                                                                                                                                        (Telescopio Hubble)

Ma l’esperienza sensibile non è l’unica forma di conoscenza. Perchè, da credente,all’improvviso  mi sono smarrita, sentendomi come quando, in qualche testo, o in qualche programma di divulgazione scientifica, mi soffermo ad osservare il minuscolo puntolino che indica il nostro pianeta, come sperduto nell’immensità…

E, a quei dolci tratti sofferenti, a quei segni terribili, si sono sovrapposte, d’un tratto,  certe altre immagini, di stupefacente bellezza, quelle che il telescopio Hubble[1] invia, con diligenza, puntualità, precisione, anno dopo anno, a noi sulla Terra.  

 

(Nebulosa Tarantola, nella Grande Nube di Magellano)

Nebulose, galassie, ammassi stellari, pianeti, asteroidi… Immagini senza aggettivi possibili, per le quali anche i superlativi sono comunque inadeguati.

Hubble ha al suo attivo più scoperte di qualunque altra missione scientifica, e il prezioso materiale che continuamente invia  ci svela sempre nuove meraviglie dell’Universo. Quell’Universo del quale a nostra volta siamo parte, e nel quale vortichiamo, ci affanniamo senza sosta, compiendo  azioni grandiose e macchiandoci d’ogni possibile nequizia, nella disperazione e nella felicità, in perpetua corsa… con l’arroganza di ritenerci importanti…crogiolandoci nell’inganno della buona coscienza, credendo di sfuggire in eterno ad essa. 

Vedere quelle immagini di una bellezza da togliere il respiro, così come essere, per qualche istante, di fronte all’immagine misteriosa, dolce e dolente, dell’Uomo della Sindone, fa sentire infinitamente piccoli.  Lascia intatti i grandi dolori dell’esistenza, ma arriva a dare loro un senso, mentre ridimensiona e riduce a granelli di polvere le cose umane, le ingiustizie, le sofferenze, il male ricevuto…ma, allo stesso tempo, ingigantisce a dismisura le colpe, l’inutile vacuità di certe azioni, di tante menzogne.

         
                                              (Pilastri della creazione -Nebulosa dell’Aquila)

La Scienza, che convince, e la Fede, che consola, mi portano allo stesso pensiero, al Creatore.

Per questo penso che faccia bene ai credenti e anche ai non credenti, questa visita, il cui messaggio, privato, intimo,è tale da poter essere diviso solo con sé stessi.

Non dirò altro.

 

(Nebulosa del Granchio)

 

Sconsiglio questa visita soltanto a chi si ritiene un perfetto cristiano senza curarsi di esserlo realmente, a chi ha la certezza di essere sempre dalla parte giusta, a chi non ha dubbi, a chi non conosce la pietà…Se ne stia a casa, tanto ha già capito tutto della vita.

A tutti gli altri, i tanti, tantissimi altri, dico che sarà un’esperienza indimenticabile che, almeno per qualche giorno, ridurrà a miserabili proporzioni tante ingiustizie, presenti nella vita di tutti…Anche se poi tutto ricomincia, nella quotidianità, scandita dalle comuni piccole e grandi cose di sempre, e si torna ad essere contenti o a soffrire, per le gentilezze e per le cattiverie, per la lealtà e i gesti ingenerosi, per i piccoli eroismi e per le grandi vigliaccherie, nostre e altrui…

Insomma, si torna a volare più in basso.

Maria

 

Dedico questo articolo a Pio Passalacqua [2]

 


[1] Edwin Powell Hubble (Marshfield, 20 novembre 1889 – San Marino, California, 28 settembre 1953) astronomo e astrofisico statunitense. Il telescopio spaziale Hubble è chiamato così in suo onore. Nel 1940 ricevette la Medaglia d’Oro della Royal Astronomical Society. Gli è stato dedicato un asteroide, 2069 Hubble e un cratere lunare.

[2]

Dedico questo articolo a Pio Passalacqua  con ammirazione, gratitudine e affetto. Sono innumerevoli i siti ai quali questo studioso collabora, o nei quali è presente. Ne cito uno solo, secondo me il migliore fra i migliori

  http://osservareilcielo.astrofili.org/

e segnalo una delle sue pagine, che mi desta la più grande emozione, sempre, http://osservareilcielo.astrofili.org/stelle.html

Il difficile è uscire da questo sito meraviglioso. Lo consiglio a chi studia, perché imparerà moltissimo, e con facilità; lo consiglio agli astrofili dilettanti, perché arricchiranno, grazie alle nozioni scientifiche accurate, sempre di più il loro bagaglio di conoscenze; lo consiglio infine a chi, ancora, ha il desiderio e il coraggio di guardare in alto, con umiltà e insieme con l’orgoglio di essere sì, appena un granello infinitesimale nell’Universo, ma di essere un granello intelligente, sensibile,curioso, la cui anima anela all’Infinito.

 

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