La senatrice modenese Mariangela dice che Mariastella….

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Giulia Manzini ci presenta Mariangela Bastico, eletta senatrice nel Pd nelle ultime elezioni politiche ex sottosegretario alla Pubblica Istruzione nell’ultimo governo Prodi, alla quale sottopone alcune domande sulla scuola e dintorni

Mariangela Bastico, nata a Modena nel 1951, si è diplomata al liceo Muratori, si è sposata ed ha avuto un figlio a 20 anni.

Ha conseguito poi la laurea in Scienze Politiche a Bologna nel 1974.

Ha svolto un’esperienza importante vissuta in uno studio di architettura dove ha avuto l’opportunità di intervenire nella riqualificazione dei centri storici nei comuni della provincia modenese.

In seguito l’impegno profuso nella Pubblica Istruzione con i 9 anni hanno di insegnamento di  discipline giuridiche ed economiche nelle scuole serali di Carpi: dove ha maturato il convincimento che tutti hanno diritto all’istruzione, anche quelli che per motivi economici sono costretti ad abbandonare i banchi di scuola.

Grazie alla maternità ed al suo impegno profuso nel comitato di gestione della scuola d’infanzia del figlio conosce Pier Camillo Beccaria, futuro sindaco di Modena, incontro decisivo perchè comincia a militare in politica iscrivendosi al Partito Comunista nel 1977. Nel 1980 viene eletta consigliere di quartiere della circoscrizione Centro Storico, ricopre la carica di assessore alla Sanità ed alle Politiche Sociali dal 1985 al 1992. In seguito l’incarico di assessore all’Urbanistica ed all’Ambiente e dal 1994 la carica di primo cittadino a Modena e l’elezione come consigliere regionale dell’Emilia Romagna nel 1995.

Dal 2000 il presidente della regione Vasco Errani la nomina assessore alla Scuola, Formazione Professionale, Università, Lavoro e Pari Opportunità.

Sua la legge all’insegna del principio “non uno di meno” sull’istituzione di borse di studio per studenti delle elementari, medie e superiori,  sull’istruzione e sulla formazione professionale.

Infine dal 2006 al 2008 l’incarico di sottosegretario alla Pubblica Istruzione e la nomina a Senatrice dell’Emilia Romagna come candidata del Partito Democratico.

Suoi maestri il Sindaco Mario Del Monte e Pier Camillo Beccarla.

Da ricordare il suo bisnonno Carlo Sacerdoti,  Ebreo modenese proprietario di terre a Nonantola dove costruì Villa Emma dedicandola alla moglie Edda Coen. La famosa Villa Emma dove trovarono rifugio i 73 ragazzi ebrei scampati alla deportazione ed allo sterminio divenuti noti come “I ragazzi di Villa Emma”. 

 

Senatrice Bastico in attesa che venga dato inizio alla raccolta delle firme promossa dal Partito Democratico per il referendum abrogativo della legge Gelmini, secondo lei, che direzione imboccherà la considerevole protesta studentesca che è sorta in tutta Italia?

 

Io credo che questo imponente movimento studentesco abbia già conseguito benefici ed effetti considerevoli ed importanti: infatti il Ministro Gelmini ha già fatto una marcia indietro all’insegna del motto “Fermi tutti” promettendo l’erogazione di 135 milioni per il finanziamento di borse di studio per gli studenti e 500 milioni per la ricerca universitaria. Il problema è questo: dopo i pesantissimi tagli derivanti dalla finanziaria approvata nella scorsa estate il Ministro dove andrà a reperire queste ingenti risorse? Perché i tagli a mannaia imposti da Tremonti possono indurci a pensare che la Gelmini per reperire questi finanziamenti potrebbe sottrarre ulteriori risorse stanziate per la Pubblica Istruzione per mantenere la parola data. Dove saranno reperite queste risorse economiche? Usciranno forse dal cilindro di un illusionista?

 Comunque il movimento studentesco e la mobilitazione del Pd che ha deciso di scegliere lo strumento referendario hanno sortito un risultato importantissimo: è stata infatti eliminata la norma prevista nella legge Gelmini relativa al commissariamento delle regioni non ottemperanti  alla chiusura di scuole con meno di 50 allievi e  di plessi scolastici con meno di 500 iscritti che avrebbe dovuto essere applicata già dal 2009. In questo modo abbiamo evitato la chiusura di tante scuole presenti su tutto il territorio provinciale con esplicito riferimento delle scuole di montagna.          

 

Dunque qual è la critica fondamentale che si può indirizzare a Mariastella Gelmini, a questo punto?

 

La Gelmini in Parlamento ha sempre letto testi scritti e non ha mai aperto bocca, non ha mai cercato un dialogo con l’opposizione, nemmeno sul piano informale. La Gelmini purtroppo ha sempre fatto scena muta una volta letto il testo probabilmente impostole dal Ministro Tremonti che forse ha fatto della sua collega preposta alla Pubblica Istruzione una figura spedita in prima linea per prendersi gli insulti e le p
roteste che non si placheranno nell’immediato. Infatti il movimento studentesco, rimasto fuori dalla logica dei partiti perché nelle piazze non si sono viste bandiere di partito, con esplicito riferimento a Modena, non  si fermerà, perché la prospettiva della privatizzazione della scuola pubblica e dell’università è inaccettabile. Una logica di privatizzazione della scuola già adombrata col ritorno al maestro unico nelle scuole elementari con la riduzione dell’orario scolastico dalle 40 ore alle 24 e l’eliminazione del tempo pieno.

Nella legge Gelmini si parla di un eventuale prolungamento dell’orario scolastico da concordare con i genitori che, probabilmente dovranno così accollarsi i costi del tempo pieno che diventerebbe così un privilegio per i più abbienti. Il sistema scolastico italiano non può reggere tagli indiscriminati di questa portata eseguiti senza nessun criterio di valutazione. Il governo Prodi aveva stanziato fondi per il potenziamento delle attività didattiche nelle scuole tecniche, mentre la Gelmini ha fatto tagli fortemente penalizzanti anche per le scuole tecniche professionali con un passaggio dalle 40 alle 32 ore settimanali che comporterà la riduzione di importanti attività di laboratorio dove è stato abolito il docente di gestione pratica e mantenuto il docente che insegna la materia sul piano teorico. Le nostre imprese che dovranno ora affrontare una crisi economica senza precedenti hanno bisogno vitale di periti tecnici elettronici, meccanici, informatici, chimici, ragionieri e geometri ed interpreti linguistici. Adesso noi cominceremo a raccogliere la firme per il referendum ed inoltreremo la nostra proposta di riforma dell’università che non devono diventare Fondazioni dove solo gli studenti abbienti possono godere del diritto all’istruzione. Vedremo l’evoluzione della situazione.        

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