La Scabbia

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Continuiamo , il percorso sulle malattie sessualmente trasmissibili, sperando di fare un servizio informativo utile per tutti e che sia di motito per una protezione sicura.

 

                                                               SCABBIA

 

La Scabbia è causata da un parassita della pelle, il Sarcoptes scabiei, un acaro invisibile a occhio nudo che scava cunicoli sotto la cute umana e vi depone le uova.

Si trasmette, tramite contatto prolungato con una persona infetta, con lenzuola infestate dal parassita, con gli indumenti contaminati.

I sintomi che si possono manifestare sono i seguenti: prurito, specialmente notturno, è il più tipico dei sintomi. Il fastidio è talmente insopportabile che per grattarsi uno si ferisce.

Sulla pelle possono comparire lesioni di vario tipo, come papule (piccole chiazze rosse in rilievo), vescicole e lesioni lineari, corrispondenti ai cunicoli scavati dall’acaro.

Possono essere presenti croste o infezioni della pelle conseguenti al grattamento.

 Le zone più frequentemente colpite sono: gli spazi fra le dita delle mani e dei piedi, i polsi, i gomiti, le ascelle, le regioni al di sotto delle mammelle, l’addome, i genitali maschili e le natiche.

La diagnosi viene fatta cercando un cunicolo sulla cute e cercando il parassita al microscopio, dopo aver prelevato un campione di una lesione.

La terapia si esegue, applicando sulla pelle appositi prodotti detti Scabicidi, acquistabili in farmacia, a base di piretrine o altre sostanze chimiche.

 La terapia va effettuata seguendo scrupolosamente le indicazioni del medico per evitare recidive.

Il prurito permane diverse settimane anche dopo aver debellato il parassita

Se si è venuti in contatto con una persona affetta da Scabbia è consigliabile:

effettuare il trattamento preventivo consigliato dal medico, dopo il bagno o la doccia;

 

sostituire la biancheria personale, le lenzuola, le federe e gli asciugamani dopo ogni applicazione;

 

lavare la biancheria in lavatrice a temperatura superiore ai 60° C;

 

porre in un sacco impermeabile tutto ciò che non è lavabile ad alte temperature (coperte, cuscini, capi in lana), lasciarlo chiuso per almeno 48 ore e poi esporlo all’aria. L’acaro non può sopravvivere a lungo lontano dalla pelle umana.

ULCERA MOLLE O CANCROIDE

 

Si tratta di un’infezione causata da un batterio, l’Haemophilus ducrey, molto raro alle nostre latitudini, ma più frequente nelle regioni tropicali e sub-tropicali di: Africa, America del Sud e Oriente.

Questa MST riguarda quindi principalmente chi viaggia e chi pratica turismo sessuale.

E’ una malattia molto contagiosa e l’infezione può essere facilmente trasportata da un punto all’altro del corpo.

Si trasmette facilmente attraverso qualunque tipo di rapporto sessuale (orale, anale, vaginale). E’ anche possibile la trasmissione da parte di soggetti asintomatici, ossia che non hanno alcuna manifestazione visibile.

L’utilizzo del profilattico offre una discreta protezione dal contagio, anche se non totale.

La malattia si trasmette:

Attraverso rapporti sessuali di ogni tipo (orale, anale, vaginale).

Con il semplice contatto fra genitali.

Utilizzando strumenti a uso genitale contaminati.

Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati.

 E’ possibile le trasmissione da un punto all’altro del corpo.

I sintomi che si determinano sono i seguenti:

Formazione di ulcere molto dolenti a livello dei genitali.

Ingrossamento dei linfonodi inguinali.

Dolore all’ano e sanguinamento.

Perdite uretrali (nell’uomo).

 Perdite vaginali (nella donna).

Se la malattia non viene curata, possono insorgere complicanze, quali: formazione di fistole (piccoli buchi attorno ai genitali, dai quali fuoriesce pus), ulcerazione dei linfonodi, febbre.

La diagnosi per la possibilità di  confonderla con altre MST, quali Herpes o Sifilide, è necessario affidarsi a un centro specializzato per confermare la diagnosi, anche tramite esami speciali effettuati sul liquido che trasuda dalle ulcere.

La terapia è caratterizzata dall’aspirazione del contenuto dei bubboni , mentre la terapia farmacologica si basa sulla somministrazione di antibiotici.

 I malati vanno tenuti sotto controllo per tre mesi, dopo di che devono essere sottoposti a screening per eventuali altre MST.

 

 

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