“LA RUGIADA DI SAN GIOVANNI” IN PRIMA VISIONE GIOVEDÌ 26 GENNAIO IN SALA TRUFFAUT

Condividi su i tuoi canali:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su print
Condividi su whatsapp
None

“LA RUGIADA DI SAN GIOVANNI” IN PRIMA VISIONE GIOVEDÌ 26 GENNAIO IN SALA TRUFFAUT. AL TERMINE INCONTRO CON L’AUTORE E L’ATTORE

In occasione della Giornata della Memoria, due eventi in sala Truffaut giovedì 26 e venerdì 27 gennaio alle ore 21. Film in prima visione e in seguito incontro con l’autore. Si inizia giovedì con LA RUGIADA DI SAN GIOVANNI (Italia 2016) di Christian Spaggiari. Al termine, incontro con il regista Christian Spaggiari e l’attore Giovanni Sepe.

Gio 26/1

SERATE SPECIALI – Incontro con l’autore

Ore 21

LA RUGIADA DI SAN GIOVANNI  (Italia 2016) di Christian Spaggiari   75’

Prima visione

Il film racconta i fatti accaduti durante la Seconda guerra mondiale nella frazione reggiana della Bettola, dove nel giugno del 1944 avvenne uno scontro a fuoco tra i partigiani e i tedeschi. In seguito a questa azione, furono barbaramente uccisi 32 civili. La colonna sonora è del musicista dei Nomadi Beppe Carletti.

Al termine della proiezione incontro con il regista CHRISTIAN SPAGGIARI e l’attore Giovanni Sepe

CHRISTIAN SPAGGIARI è nato a Reggio Emilia e ha studiato all’Accademia del Cinema di Bologna. È al suo secondo lungometraggio dopo COME IN TERRA COSI’ IN CIELO, che esalta il territorio reggiano dal Po a Bismantova. Il suo corto VITTORIA (2008) vincitore del Festival di Brescello. È anche coproduttore del film.

GIUSEPPE SEPE nato a Modena, inizia il percorso teatrale a 16 anni. Nel 1987 si trasferisce a Milano e lavora per tre stagioni con la compagnia teatrale “Quelli di Grock”. In Francia e negli Stati Uniti perfeziona gli studi di recitazione e prende parte ad alcune produzioni teatrali off Broadway. Nel 1996 rientra in Italia e affianca al lavoro di attore di teatro un percorso come formatore teatrale con adulti e adolescenti tutt’ora in corso. Dal 2007 e` attore di cinema in produzioni indipendenti tra cui DIESIS 2, DIESIS 3 (2007, 2008); LA FUGA DEL CONIGLIO SCIUPACOSE (2012); AISHITERU MY LOVE (2012); TEMPO VIVO, TEMPO MORTO (2013); TELLURICA (2014).

In occasione della Giornata della Memoria

 

VENERDÌ 27 GENNAIO IN SALA TRUFFAUT INCONTRO CON IL REGISTA UCRAINO SERGEI LOZNITSA DOPO LA PROIEZIONE IN ANTEPRIMA DEL SUO ULTIMO FILM “AUSTERLITZ”

Secondo appuntamento in sala Truffaut con la Giornata della Memoria ed altro incontro con l’autore. Venerdì 27 gennaio alle ore 21 verrà proposto il capolavoro di Sergei Loznitsa AUSTERLITZ (Germania 2016, 94’) ammirato all’ultimo festival di Venezia. Al termine incontro con l’autore ucraino.

Ven 27/1

IL TEMPO È LA MEMORIA – Il cinema di Sergei Loznitsa /Serate speciali: incontro con l’autore

Ore 21

AUSTERLITZ  (Germania 2016) di Sergei Loznitsa  94’

Versione originale con sottotitoli italiani

Prima visione

Vi sono, in Europa, luoghi che sopravvivono come dolorose memorie del passato, fabbriche in cui gli esseri umani sono ridotti in cenere. Oggi questi siti sono luoghi del ricordo che, aperti al pubblico, accolgono migliaia di turisti ogni anno. Il film, ispirato all’omonimo romanzo di W.G. Sebald dedicato all’Olocausto, si concentra sui visitatori di questo luogo del ricordo creato sull’area di un precedente campo di concentramento. Perché la gente viene qui? Che cosa cerca? “Dietro il recinto vi è genter che vaga qua e là: turisti. Tutti seguono una logica rigorosa. Da una zona piena di carbone incorniciata con pietre bianche alla prossima zona. Un cartello, un numero di baracca, il prossimo cartello, il prossimo numero di baracca, l’infermeria, una rimessa. Le persone si aggirano da sole o in gruppo. Si interessano a tutto, a ogni pietra, a ogni iscrizione. Questo è il luogo della sofferenza e del dolore. E ora io sono qui. Turista. Con tutte le curiosità tipiche del turista. Senza alcuna idea di che cosa significasse essere un prigioniero in un campo di concentramento, portare un numero, aspettare la morte ogni giorno, aggrapparsi alla vita. Sono qui e guardo questo congegno studiato per lo sterminio del corpo umano. Tracce di vita, tempo fa, qua e là. Che cosa faccio in questo luogo? Che cosa fa qui tutta questa gente? Vengono in mente la buona volontà e quel desiderio di provare pietà che Aristotele collegava alla tragedia. Ma questa spiegazione non risolve il mistero. Perché mai una coppia di innamorati o una madre con il figlio si recano in una bella giornata estiva a vedere i forni crematori? Per cercare una risposta ho fatto questo film” (Sergei Loznitsa).

Al termine della proiezione incontro con il regista SERGEI LOZNITSA

In occasione della Giornata della Memoria

Sergei Loznitsa, classe 1964, arriva al cinema quasi trentenne dopo una formazione e un primo avvio di carriera da matematico. Il primo cortometraggio in bianco e nero è del 1996 ed è un documentario, girato ancora durante gli studi presso la scuola di cinema di stato di Mosca. Di lì in poi la carriera di Loznitsa si costruisce film dopo film come brillante dimostrazione di quanto il cinema documentario di creazione non possa e non debba essere considerato parente povero del cinema a soggetto. Fino al 2000 non c’è altro che pellicola e bianco e nero: ogni film un dispositivo raffinato ed essenziale che lavora sul racconto della provincia russa post sovietica. Poi arrivano anche il colore e il video digitale. Prima di ogni film una lunga ricerca che è più indagine figurativa di quanto sia esplorazione antropologica. Dopo le riprese, un processo di montaggio sempre più articolato con il succedersi e accumularsi del film, sempre più concentrato sulla raffinata tessitura di una colonna sonora costruita a tavolino, in studio, al pari di una composizione musicale, con una struttura interna, elementi ricorrenti, un diagramma di toni e colori che riflettono una partitura emotiva precisa. I film di Sergei Loznitsa costruiscono un racconto implicito e discreto che è immediatamente anche discorso politico fondato sul dialogo tra visibile e invisibile, presente e assente, tra la rimozione del segno assertivo e il riposizionamento dell’ellissi. Nel suo lavoro, nel suo stile Loznitsa mostra una via rigorosa e potentissima al vero cinema politico, lo stesso invocato e rivendicato, molti anni prima di lui, da Sergej Ejzenstejn: un cinema che prende posizione e fa la differenza nelle scelte tecniche, in quelle estetiche e di linguaggio, rifuggendo i pubblici proclami, i film a tema, la riduzione del cinema a veicolo per altro che non sia immagine audiovisiva condensata.

 

 

Associazione Circuito Cinema
Via degli Adelardi 4
41121 Modena
tel 059236288
web www.salatruffaut.it
mail segreteria@salatruffaut.it

 


 

1233598_Sergei-Loznitsa.j… (121 Kb)
 

Download

giovanni.png (2628 Kb)
 

Download

27608-Austerlitz_1____Imp… (1051 Kb)
 

Download

 
[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

“PREMIO EMAS 2022”

L’ Ente Parchi Emilia Centrale vince il “Premio Emas 2022” per la dichiarazione ambientale piú efficace a livello nazionale L’Ente Parchi Emilia Centrale ha vinto

“Cavalleria Rusticana”

Sabato 2 luglio alle 21:30 presso il Piazzale della Rosa di Sassuolo si terrà una esecuzione integrale in forma di concerto dell’opera di Pietro Mascagni “Cavalleria Rusticana”; il prestigioso appuntamento