La “”rivolta”” contro don Giorgio

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Don Zanasi: “”No a preti affaristi””

VIGNOLA. Il delitto di Brodano, un sacerdote che uccide l’amico di sempre, ha ferito l’animo di molti; si è passati dall’incredulità allo sconcerto, fino all’indignazione. Ed è proprio l’indignazione il sentimento che traspare dalla lettera durissima che don Dino Zanasi, anche lui “ministro di Dio” come chi ha brandito il coltello, don Giorgio Panini, ha appeso all’ingresso della chiesa che conduce a Modena. La parrocchia è quella di San Giovanni Evangelista e questa lettera, “ingombrante” e decisa, campeggia a fianco del portone di legno, quello davanti al quale tutti i parrocchiani passano la domenica mattina per andare a messa.

Dapprima don Dino Zanasi sottolinea un fatto: «Oggi si manifesta ripetutamente una dura critica alla figura del prete intrallazzato con i soldi e che ha notevoli attività economiche. Questo sta a dimostrare come la gente vuole che il prete sia come richiede sia la sua vita. Appare evidente che si richiede una figura sobria, distaccata dai soldi e dai beni materiali, non coinvolta in attività economiche e quindi evangelicamente povera. Già la Bibbia da sempre ha messo in guardia, anche il semplice credente, di fronte al pericolo delle ricchezze».

E continua puntando il dito contro quelle che si potrebbero definire come omissioni da parte delle gerarchie ecclesiastiche:

«Mi chiedo (questa domanda l’ho fatta anche nella recente riunione del consiglio presbiteriale): come mai non arrivano dall’alto chiari e forti richiami ai preti perchè testimonino uno stile di vita conforme al Vangelo, nella sobrietà ed essenzialità della vita, rifiutando di farsi condizionare dal denaro che porta ad avere cospicui conti in banca, a giocare in Borsa, ad avere attività economiche?».

Don Zanasi si rivolge anche direttamente ai sacerdoti come lui:

«La chiesa ci insegna che il superfluo appartiene ai poveri e dovremmo noi preti dare un forte esempio rinunciando per primi al tanto superfluo che abbiamo, essendo noi tra le persone più tutelate anche sul piano economico: non abbiamo bisogno di molte cose per vivere dignitosamente. Se fosse dimostrato che il delitto di Brodano ha avuto origine da motivi economici e non è stato causato da un raptus, allora anche la Chiesa tutta avrebbe una grave responsabilità nell’accaduto».

Le parole del parroco di San Giovanni Evangelista pesano come macigni e la diocesi sta meditando una risposta. Ma ha deciso di non anticiparla alla Gazzetta, bensì di consegnarla alle pagine del proprio organo di informazione, il settimanale diocesano “Nostro Tempo”.

Il malessere espresso nella lettera di Don Dino Zanasi raccoglie, molto probabilmente, sentimenti comuni a molti altri sacerdoti, anche dopo le rivelazioni fatte da una misteriosa donna che, intervistata dai microfoni di Studio Aperto, ha affermato di essere la compagna di don Giorgio Panini, che per lei aveva acquistato una villa.

Oggi, giovedì 18 febbraio, a sorpresa la diocesi rilascia alla Gazzetta di Modena, in prima pagina,  un fermo richiamo attraverso la persona di Monsignor Casini : “” Occorre sobrietà e rifuggire dalla ricchezza,ostentazione ed accumulo”” – dice il Monsignore – “”Il rischio del presbitero è di prendere a modello del proprio esercizio del ministero il “”manager

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