La rassegna Vox Mutinae vola alto con quattro straordinari bassi

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Carlo Colombara, Abramo Rosalen,  Ziyan Atfeh,  Bozhidar Bozhkilov, accompagnati al
pianoforte dal M° Roberto Barrali in una serata memorabile dedicata al grande Nicolaj Ghiaurov.
Articolo di Daniela Tagliazucchi
, servizio fotografico di Corrado Corradi

Lunedì scorso, 12 settembre, il cortile del Teatro Tempio ha registrato il sold out per assistere ad un concerto più unico che raro organizzato dall’Associazione Artistico Culturale Actea e all’interno del cartellone autunnale della rassegna “Vox Mutinae”.

Quattro grandi artisti sul palco, bassi di calibro internazionale che hanno tenuto uno straordinario recital in occasione della ricorrenza della nascita del grande Nicolaj Ghiaurov, un’icona del panorama musicale mondiale e nostro amato concittadino acquisito. Ben sedici i brani in programma, tra i quali non potevano mancare alcune delle più famose arie da basso del repertorio verdiano, ma anche Bizet, Bellini, Puccini, Rossini, Boito, Glinka e Rachmaninov.

Grande e meritato successo per tutti gli interpreti.  Bozhidar Bozhkilov, bulgaro, giovanissimo ma che vanta già  una notevole esperienza di palcoscenico in importanti teatri in tutto il mondo, e vincitore di prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui il premio Ghiaurov a Modena nel 2021;  voce dal timbro caldo e sonorità rotonde, ha spaziato dal belcanto della Sonnambula (‘Vi ravviso o luoghi ameni’ ) alla dolente malinconia della ‘Vecchia zimarra’ di Puccini, ai verdiani Trovatore (‘Di due figli vivea…’) e Vespri siciliani (‘O tu Palermo’).

Ziyan Atfeh, formatosi alla scuola di Nicolaj Ghiaurov e di Mirella Freni, si è esibito sia in Italia che all’estero, al Festival Verdi di Parma, al Regio di Torino, all’Arena di Verona; fra i numerosi riconoscimenti ha ottenuto il secondo premio nel 2018 al Concorso Ghiaurov a Modena; con la sua vocalità dal timbro chiaro e dai morbidi passaggi, dopo l’aria e la cabaletta del vecchio Silva (Ernani) ci ha condotto nelle affascinanti sonorità della musica russa (Glinka, Monologo di Ivan, Rachmaninov Aria di Aleko ) e nel repertorio francese (Quand la flamme de l’amour di Bizet ). Sempre da Bizet, abbiamo ascoltato la celebre aria del Toreador interpretata con piglio vigoroso da Abramo Rosalen , reduce dai successi dell’Arena di Verona dovequesta estatesi è esibito con successo in Aida e Nabucco. E proprio da quest’ultima opera è tratta la Preghiera di Zaccaria che, assieme agli altri brani che ha presentato questo grande interprete (le ardue aria e cabaletta dell’Attila verdiano, la grottesca aria dal MefistofeleSon lo spirito che nega’), testimonia la sua grande versatilità e la vastità del repertorio in cui eccelle e nel quale si è distinto calcando le scene di importanti teatri a livello internazionale. Ospite d’eccezione della serata, Carlo Colombara, del quale il pubblico modenese ricorderà il memorabile Attila nella stagione lirica 2017. Questo grande artista di fama internazionale, con grande disponibilità e cordialità, ha regalato al pubblico, non solo la sua voce, ma un suo personale ricordo legato al grande Ghiaurov, e ha offerto indimenticabili interpretazioni di grande intensità e maestria cantando brani del repertorio verdiano, ardui sia dal punto di vista espressivo che per impegno vocale (i contrastanti volumi sonori della dolente ‘Ella giammai m’amò’ dal Don Carlo, le profonde note finali del ‘Lacerato spirito’ dal Simon Boccanegra, i cupi colori di ‘Come dal ciel precipita’ del Macbeth). A Colombara è stata affidata anche l’aria finale del concerto, la Calunnia rossiniana, che ha chiuso in bellezza il programma, coronato da un bis molto particolare, l’ Aria dell’ospite Vichingo dall’opera Sadko di Rimskij Korsakov, in un’originale trasposizione a quattro voci.    

Ultimo per ordine, ma non per importanza, in questa serata ricchissima di musica, un grande plauso al pianista Roberto Barrali, che ha reso il suo strumento capace non solo di accompagnare, ma si può dire di dialogare in armonia con le interpretazioni dei cantanti, per restituire con originalità, intensità e vigore l’intenzione comunicativa del compositore.

A presentare la serata ed introdurre gli interpreti Gianni Coletta, direttore artistico dell’Associazione artistico-culturale Actea a.p.s., presieduta dalla dott.ssa Eddy Lovaglio, giornalista, scrittrice, regista di opera lirica, che ha concluso l’evento affermando che il livello qualitativo del concerto, così come di tutta la rassegna, ben si colloca in “Modena città del Bel Canto”.  L’Assessore Anna Maria Lucà Morandi ha sottolineato quanto sia importante rivitalizzare con la musica i luoghi di aggregazione dei quartieri della città, auspicando altre indimenticabili serate come questa.

(Per informazioni sugli altri concerti della rassegna Vox Mutinae: acteamodena@gmail.com)

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