La prudenza non è mai troppa

Condividi su i tuoi canali:

Ritenute espressioni della saggezza popolare, i proverbi contengono una lezioncina morale o danno  consigli e come tali si accettano ; certo a volte sono insopportabili con la loro  sicumera, altre volte lasciano perplessi con il loro cinismo  e altre volte ancora  prendono  delle solenni  cantonate… ma  in generale i proverbi  hanno pur sempre un fondamento condivisibile.

Fra l’altro, il titolo è un adagio di antica saggezza, attribuito a Cicerone, usato anche in giurisprudenza nella versione originaria, abundans cautela non nocet,  stante ad indicare che la precauzione, quandanche sia  eccessiva,  non guasta e usare cautela, anche  esagerata,  non nuoce affatto …  Che sia un detto, un proverbio o un antico adagio,  in sostanza quella che impartiscono è una lezione di  vita. Quando si ricoprono poi  certi  ruoli nelle istituzioni, il riserbo, la prudenza,  sono, o  dovrebbero essere, un obbligo.

Lampante il caso  della Premier Meloni al rientro di Chico Forti dagli Stati Uniti dove era detenuto per condanna definitiva. Certo, ha fatto clamore, forse avrà attirato le simpatie di qualcuno e anche qualche voto, chissà… ma il gesto  di accoglierlo personalmente all’aeroporto, proprio  come una personalità straniera in visita di Stato, a moltissimi altri, invece, ha fatto storcere il naso.  Un comportamento,  quello della Presidente Meloni, giudicato anche da suoi  estimatori, un po’  eccessivo e fuori luogo… Chiaramente i  suoi  detrattori si sono gettati ghiottamente sull’accaduto e hanno sparato a zero, in particolare alcuni  giornalisti, come Travaglio e  opinionisti, come la Lucarelli, che giornalista non è.

Indifferentemente, è cosa nota, a Destra a Sinistra, ci  sono  comportamenti che, si tratti  di dimenarsi come ossesse su un carrozzone al gay pride o fare la spiritosaggine di  coprirsi la testa con la giacca, durante una seduta in  Parlamento, sono  gesti  magari non opportuni, non all’altezza dei  ruoli ricoperti, rispettivamente Segretaria del Pd e Presidente del Consiglio ma, volendo essere generosi, tutt’al più fanno  sorridere di compatimento. Per chi se li fosse persi, accludo i link ai rispettivi filmati.

Elli Schlein balla al Pride di Milano

Giorgia Meloni si copre la testa con la giacca in Aula

Ma, dopo la notizia secondo la quale Chico Forti, nel carcere di Verona, avrebbe  contattato un altro detenuto, “vicino” alla ‘ndrangheta” con la precisa richiesta di  “far tacere”  Travaglio e la Lucarelli, assicurando debita ricompensa una volta uscito dal carcere… quei  titoli, eccessivi e beceri, come Benvenuto assassino, del Fatto quotidiano, tornano alla mente… e non si sorride certo, di fronte all’imprudenza della Meloni.

Apro una parentesi, parere personale: Chico Forti, condannato con sentenza passata in giudicato, si proclama innocente ma una persona innocente, ingiustamente detenuta, ha tutto il diritto di gridarlo al mondo, urla e si dispera… ma non contatta delinquenti per eliminare chicchessia. Chiusa parentesi.
In ogni caso, la richiesta di Forti è apparsa talmente grave al detenuto in questione che ha subito avvisato le autorità. Il Procuratore Capo di Verona, Raffaele Tito,  ha aperto un fascicolo per istigazione a delinquere contro ignoti ed ha avviato l’iter, avvertendo il Dipartimento dell’ Amministrazione Penitenziaria, la Prefettura di Verona, il Tribunale di Sorveglianza e la Dda di Torino.

Tornando alla prudenza, virtù purtroppo misconosciuta, già la Meloni aveva fatto moltissimo per Chico Forti, ottenendo che potesse scontare la condanna in Italia, poteva bastare, non era certo necessario  accoglierlo  come se avesse  compiuto  qualche impresa meritoria. Invece, per dimostrare contentezza al rientro di un connazionale, la Presidente del Consiglio, a mio avviso inopportunamente, è andata ad accoglierlo in pompa magna, commendo  un’imprudenza  che difficilmente le sarà perdonata… soprattutto se  le indagini appena avviate accerteranno che i fatti  corrispondono alle prime indiscrezioni.

[ratings]

2 Responses

  1. Elli Schlein balla al Pride di Milano ? avrà pensato che ai giovani sostenitori piacerà vedere tanto “cameratismo” !

  2. Nihil sub sole novi ( niente di nuovo sotto il sole )

    Della Meloni ho parlato diverse volte e devo ammettere che, a prescindere dalla sua provenienza politica, ho pensato inizialmente che la sua scalata politica sino alla carica di premier fosse stato un evento ineluttabile per tutto quello che si era visto in Italia da mezzo secolo a questa parte.
    Ritenevo che peggio di tutti quelli che l’hanno preceduta non potesse fare.
    Ricordo che ha ereditato un debito pubblico pesantissimo che già superava i 2700 miliardi di euro.
    Mi auguravo che con lei si potesse invertire il trend e si potesse cominciare a pensare seriamente ad una politica di risanamento dei conti pubblici.
    Dopo un anno e nove mesi di governo mi chiedo però se sia mai entrata nel ruolo di premier e se si sia discostata dall’andazzo politico dei suoi predecessori.
    La mia personale sensazione è che sia cambiato poco .
    Ho rilevato in più circostanze che ci sono state numerose cadute di stile, dovute forse all’inesperienza.
    Chi riveste un ruolo istituzionale come il suo non deve lasciarsi prendere la mano, come è avvenuto durante una visita nel napoletano quando la premier ha lanciato una frecciata sorprendente al governatore della Campania, esordendo con un saluto tagliente: “Salve, sono quella str…. della Meloni. Come sta, Presidente De Luca?”.De Luca non ha tardato a rispondere con il suo tipico sarcasmo: “Ho visto che la Meloni ci ha tenuto a comunicare la sua nuova e vera identità e noi non possiamo che concordare ovviamente”, ha dichiarato il presidente della Regione Campania.
    Ho pensato allora che sia l’una che l’altro non hanno le phisique du role, ovvero la consapevolezza di rivestire ruoli istituzionali di primaria importanza.
    Si è avuta la sensazione di assistere a scaramucce tra bambini delle materne o delle scuole primarie. O peggio ad uno scambio di invettive tra due avventori di un bar di periferia a tarda notte in preda ai fumi dell’alcool.
    Per quanto attiene poi a De Luca ho sempre detto, pur essendo campano di nascita, che i politici espressi dalla mia regione sono stati da sempre una palla di piombo al piede frenando lo sviluppo della Campania e dell’intero Sud.
    Siamo passati da Ciriaco De Mita a Bassolino, da Iervolino a Mastella per non parlare di altri che hanno affossato le speranze di riscatto della Regione Campania.
    De Luca sta operando più o meno come gli altri non discostandosi dal loro pressappochismo.
    Ha però una rozzezza comportamentale davvero irritante .
    L’errore più grosso è mettersi sul suo stesso livello e la Meloni l’ha fatto. Passando ad altro: la Rai da sempre è un poltronificio a disposizione di coloro che governano il Paese in quel momento.
    La cosa che fa più rabbia è che tutti i premier , a prescindere dal colore politico , all’atto dell’insediamento dichiarano che faranno di tutto per evitare la politicizzazione del servizio pubblico e che nel fare le nomine si seguirà la meritocrazia e non la prossimità politica.
    E nel poi sistematicamente si segue il criterio della vicinanza e non della competenza.
    Con la Meloni non è cambiato nulla.
    In pochi mesi vi è stato quasi un totale repulisti : tutti volti nuovi e tutti scelti tra i fedelissimi dei leader dei partiti che compongono l’attuale maggioranza e non mi riferisco solo ai vertici burocratici ma anche ai semplici presentatori , alle annunciatrici , le cosiddette ” signorine buonasera “.
    La Rai in quanto servizio pubblico per il quale la gente è costretta a pagare un canone dovrebbe essere di qualità e non dovrebbe essere sacrificata sull’altare della politica.
    Per quanto attiene alla vicenda Chico Forte c’è poco da aggiungere a quanto asserito dall’editorialista , che condivido in toto .
    La mia sensazione è che la Meloni non abbia nessuno che le dia utili consigli e che agisca sempre di testa sua, sbagliando clamorosamente.
    E’ l’esatto opposto della Raggi che, nella veste di Sindaca di Roma , pendeva prima dalle labbra di Grillo e poi dei numerosi consigliori venuti fuori dalla giungla burocratica romana ma non solo.
    Non vi è chi non veda che sia immorale ricevere con tutti gli onori un assassino condannato all’ergastolo in via definitiva negli USA. Poteva essere umanamente comprensibile richiamarlo in Italia per fargli scontare la pena ma è inconcepibile trattarlo a mo’ di eroe nazionale.
    Se poi viene accertato giudizialmente che Forte abbia contattato un altro detenuto, assicurando debita ricompensa a cose fatte , per “far tacere” Travaglio e la Lucarelli, che lo avevano aspramente criticato , ci sarebbero i presupposti per le dimissioni.
    So che non si dimetterà ma dovrebbe dalla incresciosa vicenda ricavare un prezioso insegnamento: non commettere altre cavolate dello stesso tipo da qui in avanti.
    E soprattutto riflettere con estrema cautela prima di operare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Parte il tour itinerante

Al Castello Montecuccolo a Pavullo nel Frignano (Mo) partirà il tour itinerante della copia della corona di Mary of Modena” in occasione sarà illustrato il

Grande fucile, piccolo cervello

L’attentato a Trump  ha mostrato gli incredibili punti  deboli, le falle nella sicurezza, della più grande democrazia del mondo anche se non sono mancati anche

Concorso Futuri Maestri

Sabato 13 luglio alle ore 18.30, presso Spacegallery di via Bonaccini 11, si è svolta la seconda edizione del concorso Futuri Maestri – Eccellenze creative