La proposta di introdurre un ora di religione islamica all’interno delle nostre scuole

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Ad Asolo, durante un dibattito teso evidentemente a spostare sempre più in là l’asticella del politicamente corretto l’on. Urso ha dichiarato la propria disponibilità all’ora di religione islamica nella scuola pubblica italiana.Articolo di Andrea Galli

Questa  proposta del viceministro Urso è impraticabile, demagogica ed improvvisata.

Dopo aver sentito le dichiarazioni del viceministro Adolfo Urso, sulla possibilità d’introdurre un ora di religione islamica all’interno delle nostre scuole vorrei rassicurare i modenesi, soprattutto quelli che si riconoscono nel centrodestra.

Ritenendo tale proposta impraticabile, demagogica ed improvvisata cercherò brevemente di spiegare alcuni dei motivi che la rendono irrealizzabile.

La libertà di Religione è sancita dalla nostra Costituzione soprattutto agli art.3 e 8 ed è evidente che, essendo finito il tempo delle Crociate, i mussulmani residenti in Italia possono, nei limiti delle nostre Leggi, osservare i principi della loro religione.

Detta questa ovvietà si deve ricordare che la religione cattolica è non solo la religione della stragrande maggioranza degli italiani, addirittura Religione di Stato fino al 1984, ma ha un rapporto diretto con la nostra Storia, la nostra Cultura, la nostra Civiltà; siamo intrisi, mi dispiace per gente come Odifreddi, di religione cristiana e, in ultima analisi, non si può che essere d’accordo con Benedetto Croce e con il suo celebre saggio, vecchio di oltre sessant’anni, “Perché non possiamo non dirci Cristiani”.

La nostra gente, persino chi non crede, ha le sue radici in questa Religione e non in altre; i mussulmani, specialmente le nostri genti del Sud, li hanno conosciuti solo come predoni, nemici, pirati. Intere Regioni sono tutt’ora abbandonate per le depredazioni dei secoli scorsi, quando migliaia di nostri compatrioti venivano rapiti e venduti nei mercati del Levante; le Torri di Guardia che vediamo sulle coste della Puglia, della Calabria ed in molte Regioni del Mezzogiorno sono figlie di epoche in cui i mussulmani ci hanno fatto vedere da vicino quello che oggi, ad esempio in Sudan, ci fanno vedere da lontano.

Se vogliamo evitare ghettizzazioni e vogliamo evitare di essere sommersi sotto le macerie della nostra evidentemente stanca Civiltà dobbiamo spiegare chi siamo anche attraverso le nostre Radici ed evitare di chiudere in tanti piccoli ghetti autoreferenziali chi viene in Italia.

L’amena proposta di Urso dimostra anche una cattiva conoscenza dell’Islam che, anche volendo, non potrebbe essere insegnato nelle nostre scuole e non solo per i  dubbi sugli insegnanti ma per la semplice ragione che di Islam ne esistono molteplici, in guerra durissima tra di loro; quale Islam dovremmo insegnare? Il Sunnita seguito, ad esempio dagli irakeni o lo scita degli iraniani? Il sunnita “compassionevole” marocchino o il sunnita “arrabbiato” dei Fratelli Mussulmani, maggioranza in Egitto?

Senza contare che la divisione sancita da Cristo della divisione tra Stato e Chiesa “Dai a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” è assolutamente avversata dalla stragrande maggioranza dei Paesi mussulmani dove l’identità tra Potere civile e religioso è totale; per non dire che, una volta aperta la strada non capisco perché non dovrebbe essere prevista non solo l’ora di ebraismo, religione certamente a noi più vicina ma anche lo studio dell’induismo con oltre un miliardo di fedeli nel Mondo o, perché no, non dovremmo prevedere una bella ora di religione,se ci fossero dei genitori che lo richiedessero, per studiare la Wikka, la religione delle Streghe?

Ma se questa ora di Religione dà tanto fastidio e tutti vogliono tirarla “per la giacchetta” non si farebbe prima ad abolirla ed evitare evidenti boutade?

 

Consigliere Comunale  PdL a Modena

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