La povertà potrebbe essere dietro l’angolo

Condividi su i tuoi canali:

O si arriva a una diversa distribuzione della ricchezza, per cui chi più ha, almeno per stavolta, non avrà ancora di più, oppure la famiglia media dovrà ridimensionare le sue aspettative. Sarà più povera o più essenziale secondo la consapevolezza e la cultura con cui affronterà il passo. Fatevi l’elenco, fatevi l’elenco. 

 


Toccatevi e fate gli scongiuri, ma la povertà potrebbe essere dietro l’angolo, per un crescente numero di Italiani, in particolare per i giovani, per le famiglie monoreddito, per chi vive solo. La perdita del lavoro, una malattia invalidante, un nuovo coronavirus o un qualsiasi altro accidente che rende più faticoso vivere, possono trascinarci ai margini e poi nell’indigenza totale.

Sapremmo essere poveri? Sapremmo rinunciare a tutto quello che non è strettamente indispensabile? Sapremmo cioè ritornare a quell’essenzialità che ha caratterizzato la vita di quasi tutti noi che ci ricordiamo il mondo prima del consumismo?

Molti immigrati si recano al lavoro in bicicletta, con il sole, con la pioggia o con la neve. Lo facevano anche i nostri genitori, qualcuno pedalando fino a Modena per risparmiare anche il biglietto del trenino. Essere poveri pretende di rinunciare all’automobile, che costa mediamente più 1.500 euro ogni anno; di rinunciare a Sky,  alle pay tv (almeno 200 euro, a cui aggiungere i 100 della Rai) e via dicendo: la ricostruzione delle unghie, la parrucchiera ogni settimana, la partecipazione ai matrimoni con regali da almeno 150 o 200 euro, i compleanni nei ristoranti, le cene fuori settimanalmente, i vestiti griffati per sé e per i figli, le serate a ballare a centinaia di chilometri, casomai al mare, la palestra, le vacanze in hotel, le domeniche a sciare ecc. ecc.

Essere poveri richiede di ridurre il numero degli elettrodomestici, di ridurre a zero i cibi gettati nell’immondizia, Le colazioni al bar costano almeno 2,5 euro al giorno, quasi 800 ero all’anno.

L’elenco potrebbe essere lungo e ognuno dovrebbe fare il proprio, sperando di non averne mai bisogno, di riuscire per sempre a vivere al livello ritenuto essenziale dal dal consumismo sempre più avvinghiante e più esoso, sempre più lontano dall’indispensabile.

No. Io non credo che ne saremmo capaci e sopratutto non sarebbero capaci i giovani. Questo mi preoccupa perché, se guardo al futuro, non riesco ad essere ottimista. L’Italia è arrivata debolissima alla prova del coronavirus e ne sta uscendo a fatica, debole come infrastruttura e come cultura, in ogni caso aumentando il debito, che un giorno sarà da restituire. Quanto potrà andare avanti la politica dei contributi e dei sussidi?

O si arriva a una diversa distribuzione della ricchezza, per cui chi più ha, almeno per stavolta, non avrà ancora di più, oppure la famiglia media dovrà ridimensionare le sue aspettative. Sarà più povera o più essenziale secondo la consapevolezza e la cultura con cui affronterà il passo.

Fatevi l’elenco, fatevi l’elenco. 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Libri di Storia fatti di pietra

Servizio fotografico di Corrado Corradi ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^Nella giornata di sabato 1° ottobre 2022, in strada Canaletto Sud, angolo via Finzi, c’è stata la cerimonia di inaugurazione