La Potestà

Condividi su i tuoi canali:

Ugolino questa settimana ci riporta tra le mura domestiche di Renzo e Prissy, ma la loro conversazione prende il largo...

Mancano pochi giorni al Ferragosto; Renzo, sonnecchiante sul divano di casa, la tv accesa ma sprezzantemente ignorata, attende pazientemente che il caldo si allenti un po’.

Ogni tanto sfoglia distrattamente un quotidiano, quando un sottotitolo del telegiornale attrae la sua attenzione. Alza leggermente il volume e dopo pochi secondi esclama, quasi parlando a sé stesso:

          Toh! Guarda, guarda, una Potestà.

Prissy, da tempo afflitta e ipersensibile per le “disavventure” della sua parte politica, intuisce nell’esclamazione di Renzo un’allusione sarcastica allo sceriffo di Bologna, e non si lascia sfuggire l’occasione per impartire una lezione allo zotico consorte:

          Non farti ingannare dalla desinenza, Renzo: podestà è maschile, e poi non con la t di tonto, ma con la d di democratico: il podestà. Se proprio devi fare dell’ironia di bassa lega sul sindaco di Bologna, usa almeno parole di cui conosci il significato. Del tutto fuori luogo inoltre l’epiteto fascista nei confronti di un democratico difensore dei diritti della povera gente, degli operai e della pace.

Numerose prese di posizione del sindaco in questione infatti le erano rimaste indigeste e Renzo aveva già più volte girato la lama nella ferita, peraltro la difesa d’ufficio era ineluttabile.

Egli tuttavia non sembra curarsi molto della lezioncina e insiste:

         Una Potestà radiosa e sfolgorante nel suo impeccabile abito nero. Vieni a vedere Prissy.

Incapace di resistere alla curiosità la buona donna si avvicina al televisore. Le appare l’immagine austera di un tizio con la barbetta, che, con cipiglio severo e celestiale disdegno, afferma:

« … Nessuno ha avvisato nessuno perché io non ero da un’altra parte. Nessuno doveva avvisarmi perché io non ero da un’altra parte. Le indagini le facevo io. Non c’è alcun fantomatico rapporto. …»

Disorientata dalla dissomiglianza con il sindaco di Bologna e dalle parole di ostico senso, intuisce di essersi esposta imprudentemente e, per rimediare, chiede con aria dimessa:

          Chi è?

          Te l’ho detto, una Potestà[1]. Una creatura celestiale appartenente alla seconda Gerarchia. Lasciami ascoltare le stille di saggezza che grondano dalla sua barba.

« … Non c’è alcun fantomatico rapporto. Sono io ad aver detto ai poliziotti: questo torna a uccidere. Quello che vedeva la polizia lo vedevo anch’io. Quello che facevo io, la polizia lo vedeva. Ero io ad indagare e a interrogare l’indagato.»

          Ma certo – sbotta Renzo – questo essere angelicato che indaga, interroga, governa le indagini, l’anno scorso, dopo che la precedente fidanzata[2] di Luca Delfino venne trovata morta sgozzata nei vicoli di Genova, decise che non c’erano sufficienti prove per arrestare l’assassino. Così ne ha uccisa un’altra[3].

Ormai Renzo è un fiume in piena e Prissy, ammutolita, non ardisce fermarlo.

          Costui ha anche osato negare l’esistenza delle immagini riprese dalla telecamera che hanno immortalato Luca Delfino[4] e Luciana Biggi (la sua prima ex fidanzata poi trovata uccisa) pochi minuti prima del delitto e a pochi metri di distanza dal luogo del delitto. La radiosa Potestà ha affermato: «non è mai esistita un’immagine del genere. È stata una contestazione fatta da Sanfilippo[5] a Delfino, sperando di prenderlo in contropiede e farlo confessare». Poi, probabilmente posto di fronte all’evidenza sull’esistenza dell’immagine della telecamera, corregge il tiro. Non è che proprio non esista del tutto. «Le ultime immagini che inquadrano Delfino sono in piazza delle Erbe, almeno 20 minuti prima del delitto». Non mesi prima, due decine di minuti prima, e neppure dall’altra parte della città.

Nel frattempo l’intervista prosegue:

«Faccio il magistrato da vent’anni … Se non c’è un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti della persona sospettata, è perché non c’erano gli estremi per emetterla. … Mi dispiace per i genitori, ma ho applicato la legge””.

Per fortuna ora gli atti sono passati al ministro della giustizia e finalmente si discuterà di questioni tecniche. Lasciando alle spalle il clima di sciacallaggio che mi circonda in questo momento.»

Renzo, ascoltate le ultime parole della sfolgorante Potestà, si lascia sfuggire un:

         Come no! È offesa dal clima di sciacallaggio la Potestà! Come si osa dubitare della sua capacità investigativa, della sua professionalità? È stata uccisa un’altra ragazza innocente, e allora? Come osano i suoi genitori aver da ridire? Ha applicato la legge: punto e basta. Ora che ha mandato qualche paginetta al ministro siamo a posto. Dopo vent’anni di militanza nella Gerarchia angelicale di mezzo, il nostro radioso eroe di nero vestito e con la barbetta che stilla saggezza, riceverà un solenne encomio per come ha condotto le indagini, per come ha saputo difendere la vita degli onesti cittadini, per come ha saputo individuare i colpevoli di delitti, per come li ha messi in condizione di non nuocere assicurandoli alle patrie galere.  «Ho applicato la legge, ho applicato la legge, ho applicato la legge …», ripete la Potestà come un disco rotto. E così passerà alla Gerarchia superiore: diventerà un Ophanim[6], per la soddisfazione dei genitori della povera Maria Antonietta e la gioia di tutti noi.



[1] Nel “De Caelesti hyerarchia”, Pseudo-Dionigi aveva indicato alcuni passaggi del Nuovo Testamento, nello specifico gli Efesini 6:12 e le Epistole Colossesi 1:16, sulla cui base costruire uno schema di tre Gerarchie, Sfere o Triadi di angeli, nella quale ogni Gerarchia contiene tre Ordini o Cori. In decrescente ordine di potenza questi sono:

Prima Gerarchia :Serafini, Cherubini, Troni o Ophanim
Seconda Gerarchia: Dominazioni, Virtù, PotestàTerza Gerarchia: Principati, Arcangeli, Angeli

[2] Luciana Biggi, di anni 36.

[3] Maria Antonietta Multari, 33 anni.

[4] L’assassino.

[5] Il capo della Squadra Mobile di Genova: dr. Claudio Sanfilippo.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

**NOI CONTRO LE MAFIE**

Incontro con GIUSEPPE ANTOCI Venerdì 10 febbraio ore 21 Istituto Alcide Cervi via Fratelli Cervi 9 – Campegine (RE) conduce Pierluigi Senatore Giuseppe Antoci, ex