La Politica, il potere, i partiti degli onesti…

Condividi su i tuoi canali:

Queste note sono la seconda parte di “Una politica indisponente” pubblicato su Bice n.283 art. di Dieffe

 

 

 

La politica è quella attività mirata a conquistare e poi a gestire il potere in tutte le sue molteplici forme ed emanazioni. E’ poi grazie alla militanza nei movimenti o nei partiti che si forma la classe dirigente che il cittadino elettore volta per volta sceglie per essere da questa governata. Questo percorso può essere intrapreso indifferentemente sia mediante regole e metodi democratici sia in modo «atipico». Se tutto ciò è possibile legittimeremo l’eletto a prescindere; lo scioglieremo da ogni vincolo di mandato: e fu così che le tradizionali regole interne che si trovano nei partiti democratici e popolari di massa dell’occidente , tra gli evviva e gli entusiastici applausi ed ovazioni di tanti , pian piano hanno dovuto lasciare il campo a quelle strane, innovative, inquietanti ed atipiche formule e regole supportanti la creazione di un nuovo partito  in funzione della sua leadership!

 

Sarebbe frutto di ingiustificata ipocrisia non chiamare le cose con il proprio nome: la tempesta speculativa che ci sta investendo in questi giorni, tra le tante cose che sta dimostrando ci dice anche della inconsistenza della così detta “politica del fare” tanto propagandata da questo governo, che infatti si sta rivelando un soggetto che millanta traguardi virtuali, esistenti solo a parole abilmente spiegate, promozionate e decantate.

 

Nonostante questo rischio di scivolare in un deteriore qualunquismo, ma riconosco che il penoso risultato che ferma all’uno per cento la crescita complessiva dell’Italia in questi ultimi dieci anni se va addebitato per la maggior parte alle responsabilità del governo di centro destra di contro, bisogna riconoscere che non esiste il rimpianto per una strada alternativa  suggerita dal centro sinistra,  ma stoltamente non seguita.

 

Di sicuro però ci stiamo accorgendo ora della reale e sostanziale inconsistenza del nostro premier che è ben lontana dall’immagine di  se che egli voleva fare apparire autodefinendosi «il migliore presidente del consiglio degli ultimi 150 anni».

 

Così il sole che i leader  teneva in tasca non sta più scaldando i cuori e le speranze degli italiani  e questo nuovo evento porterà delle significative ripercussioni anche nel partito da lui fondato pensato e disegnato a sua immagine e  somiglianza anche se (ammettiamolo) nelle elezioni politiche del 2008 aveva raccolto oltre 13 milioni di voti. L’appassionata testimonianza di Olga Vecchi che si può leggere nell’Agorà di Bice, pur tra comprensibili voli dettati dall’ entusiasmo inciampa in una sequenza di contraddizioni che ci aiutano a capire come sia disumano il compito affidato ad Alfano: una mission impossibile se si pensa a che tipo di partito eredita, ma nel quale in tutti questi anni si è riconosciuto ed al quali fino a ieri ha applaudito, ma che oggi dovrebbe rivoltare come un calzino.

 

Di fronte a questo oggettivo ritardo culturale rispetto agli altri partiti, ciò che maggiormente sgomenta è la colpevole solitudine, è l’assenza totale del supporto di un idoneo staff che dovrebbe affiancare gli uomini di governo o i segretari di partito chiamati a compiti tanto gravosi.

 

Negli Stati Uniti lo staff è solitamente formato da professori, specialisti, esperti, tra i migliori sul mercato, che si pongono al servizio del «presidente» per fornire tutte le risposte sul “che fare”: domande che giornalmente pone una nazione che vive, produce, pulsa, combatte, crede. Chiedere un partito degli onesti è fondamentale, ma è pura retorica: è una delle tante pleonastiche pre-condizioni su cui fare riferimento, ma la sostanza da ricreare richiede ben altro…

 

Chi sono le «le teste d’uovo» che aggiornano Umberto Bossi , oltre  a suggerirgli, ormai ogni tre x due, il dito medio alzato, sulla linea strategica da suggerire ai militanti la lega nord? Ma chi tiene la barra politica in un centro virtuoso negli incontri settimanali tra Umberto Bossi e Berlusconi? Potremmo anche chiederci chi fa ed elabora una nuova sintesi dialettica che deve scaturire oggi nel Pd se non vuole essere annientato dalla incomunicabilità latente tra una parte della sua classe dirigente formatasi alla scuola del PCI e quella proveniente dalla sinistra democristiana?

 

Come ci si muove nel partito di Di Pietro o di Casini?

 

Eppure le problematiche più stringenti sono quelle che deve affrontare Alfano segretario del primo partito italiano disciplinatamente avvezzo ad aprire i suoi lavori con il  cantare «
meno male che Silvio c’è». Auguri!!

 

 In queste ore il parlamento ha votato sul così detto testamento biologico, mentre continua essere materia di discussione tutto ciò che concerne e ruota attorno al “concepimento” della persona.

 

Tra il suo principio e la sua fine oggi la durata della vita dell’uomo si sta attestando verso gli ottanta anni: si tratta di un periodo di tempo nel quale si verificano molti passaggi significativi per l’umana avventura. Bene, sono tutti argomenti di cui tutti i partiti con ambizioni di governo dovrebbero farsene carico per una loro puntuale messa a fuoco. Infatti, senza per questo sconfinare in una concezione da Stato etico, è il diverso modo di intendere l’uomo che giustifica la presenza di più partiti in  forte dialettica fra di loro. In assenza di tutta questa linfa vitale, il tutto viene svilito in bieca propaganda…e i risultati si vedono

 

Quale partito italiano oggi sta facendo molto seriamente dell’altro? Quali e quante scuole di politica sono messe a disposizione dei giovani che intendono partecipare alla vita interna dei partiti?Sono tempi questi nei quali la passione da sola, la volontà da sola non sono sufficienti a disegnare un passabile percorso politico.

 

Senza adeguata preparazione, senza ideali e valori da testimoniare inesorabilmente ci si trasforma da persone per bene in “casta politica”

 

Un approdo dove tutti i gatti sono bigi; dove  tutti possono divenire idonei per essere fatti scherno dal lancio di monetine, dove la soluzione più onorevole consigliata, dopo anni di onesto lavoro in politica, è quella di lasciare il paese e scappare.

 

E pensare che c’è tanto ancora da fare e che l’Italia si merita molto di meglio della attuale classe politica.

 

Per questo motivo invito i giovani a reagire: dopo aver ottenuto pregiudizialmente precise garanzie , date la vostra  piena disponibilità a spendervi per questo rinovato «servizio civile»: scegliete i tempi e i modi per garantire al nostro paese il vostro prezioso impegno politico: così facendo avrete impreziosito ulteriormente  la vostra vita.

 

 

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...