La politica di oggi tra eroi e traditori saltellanti.

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Il cambio di casacca e la compra vendita di parlamentari è diventato il tema dominante della politica nostrana. Un argomento che merita di essere approfondito anche dai lettori. Art. di Dieffe

Accolgo volentieri la sollecitazione di Pasquino al mudnes che in suo commento all’articolo Aspettando il giorno del “giudizio”. concentra la sua attenzione sull’argomento che in questi giorni  inquieta sia la politica nostrana che il comune sentire dell’opinione pubblica: il cambio di schieramento da parte di parlamentari o di eletti in istituzioni periferiche.

Una prassi che si sta diffondendo, che si divide ovviamente, non sempre in modo coerente, in pareri favorevoli e contrari, ma che suscita molto sconcerto e diffuse perplessità  perchè le varie risposte e motivazioni a sostegno di tali cambi di partito non sono sempre del tutto convincenti. Certamente non ho la presuntuosa pretesa di riuscire a fare chiarezza sui quesiti posti da Pasquino, ma volentieri accetto la sua sollecitazione con l’auspicio di suscitare ulteriori approfondimenti sia da parte di lettori che di qualche politico militante in qualche istituzione del modenese.

Ciò premesso ritengo opportuno chiarire preliminarmente di cosa stiamo parlando e per questo cercherò di scomporre questo fenomeno secondo casistiche che prescindano da questioni personali in  modo tale da mettere fuoco il problema nella sua essenzialità per rendere poi chiaro dove, come e se intervenire. Quali siano e dove si annidano  le malformazioni da correggere, quali terapie o prevenzioni adottare per evitare il ripetersi di questi atteggiamenti che ai molti appaiono insensati sono argomenti che lascio ai lettori che vorranno intervenire per approfondire.

Le figure da mettere sotto i riflettori di questa nostra analisi sono essenzialmente  due : Sua Maestà il Re che fa da sfondo e gli eletti dal popolo.

Sono questi ultimi il centro del nostro dibattito, perché storicamente sono stati pensati come  giusto “contrappeso” al “potere esecutivo“ del Re ; per impedirne sue decisioni illiberali e contrarie al bene del popolo.

Come mai allora dobbiamo gridare allo scandalo se il “rappresentante del popolo” contesta apertamente il suo Re?

 

I partiti e il cittadino

I partiti sono lo strumento che raccoglie le volontà e le istanze dei cittadini, il canale che le convoglia e le affida agli eletti per concretizzarle poi con scelte di governo.

Nel nostro sistema sappiamo che negli anni hanno perso molto questa funzione assumendo sempre più un nuovo ruolo di occupazione sistematica del potere ad ogni livello al punto da configurare “ partitocratrica” la nostra Repubblica.

La promessa non mantenuta  di portare in Italia una trasformazione  “liberale” riguardava proprio l’insieme di queste derive che dovevano essere superate e vinte.

Nella pratica al contrario la partitocrazia è divenuta sempre più imperante e oggi più di ieri rimangono sconosciute e taciute ai più i criteri con i quali i candidati, i nostri portavoce, vengono scelti e proposti nelle liste per essere da noi votati. In generale non si conosce che tipo di meritocrazia venga adottato per farne degli “eletti” , di quale spessore culturale, di quale candido curriculum sono portatori;  in quale scuola sono stati formati per assumere il ruolo e la funzione di nostra classe dirigente competente e degna di questo nome.

Per certi partiti il come venga individuata, maturata, designata la volontà degli iscritti e simpatizzanti   al loro interno è un mistero. La creazione dei circoli come efficace strumento e fucina di elaborazione politica dal basso non sta dando i risultati sperati. La messa in opera di gazebo per calarsi in mezzo alla gente non ha nulla da spartire con il formarsi e lo svilupparsi dei contenuti e dei programmi di governo che nascono dai cittadini . Solitamente viene affidata  ad un gruppo di esperti e di saggi la stesura dei rispettivi libri dei sogni ad uso competizione elettorale che poi i rispettivi leader cercano di vendere agli elettori. Chi è più abile non solo nel vendere quei capitoli contenenti molte illusioni ed inganni, ma al contrario di convincere che saprà materializzarli vince.

Questa insana realtà politica costituisce  ormai prassi diffusa e trasversale, è la regola perversa che guida il percorso   politico nei nostri paesi perché l’opinione pubblica s’indigna a chiacchiere, ma poi ciascuno condizionato dal proprio personale tornaconto finisce poi per mettere la testa a posto e si  reca a votare conseguentemente. Questo i partiti lo sanno e per questo hanno  predisposto un kit di sostentamento per gli organismi maggiormente debilitati.

Il  male minore, il meno peggio, la scelta di votare turandosi il naso è diventato il massimo di virtù civica che in ipotesi estrema viene suggerito di adottare, ma è diventata prassi. Una scusante rifugio minimalista che i partiti hanno individuato essere molto diffusa per cui la delegittimazione dell’avversario, la sua raffigurazione della sua figura come male assoluto è l’abbondante pasto che ci fanno trovare ogni giorno sulla
tavola.

Per chi è al governo ciò che non si riesce a realizzare  è colpa dell’opposizione, o del meteo ostile, di forze oscure che remano contro.

Alla sciagura della “partitocrazia” , sistema di governo  dove i partiti sono i nuovi sovrani dai quali tutto discende e ai quali tutto è dovuto, si è ora aggiunta la scoperta che questi devono avere alla guida un leader carismatico.

Così tutto l’organico è composto da una nomenclatura composta  da yes men!

Il dissenso non è ammesso, le nomine, l’occupazione dei posti, le promozioni e le varie nomine vengono decisi dal leader o da suoi proconsoli. Se dissenti anche per questioni nobilissime sei invitato a tornartene a casa. Se perciò per dignità e per coerenza abbandoni consegnando il tuo posto al partito, come un novello Pietro Micca crei un botto che non sente nessuno e che non produce nulla, anzi sei considerato un minus  che non ha capito niente della politica , delle sue regole e del suo funzionamento

Se invece abbandoni la squadra originale per passare ad un’altra sei un vile traditore degli elettori i cui voti non ti appartengono perché sono del partito o del suo leader.

Tutto è sminuito in un deteriore “così è se ci pare”.

Dove stia il giusto e la verità è diventato non un dato  oggettivo ma una visione di parte.

Carissimo Pasquino ma ci stiamo rendendo conto dove siamo arrivati e di che cosa stiamo parlando?

Trattasi di una ulteriore polpetta avvelenata buttata sulla mensa di un popolo sempre più frastornato e affamato di verità che vengono negate e  nascoste tra le nebbie dell’attuale sciocco e puerile politichese.

Penso che occorra una cura disintossicante per liberarci da questo torpore  nel quale, chi più chi meno siamo tutti divenuti vittime.

Senza questo nostro diffuso e salutare risveglio che ci faccia riappropriare di un minimo di dignità morale ed intellettuale aprendoci gli occhi e sollecitandoci a compiere atti conseguenti la vedo buia.

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