La panettiera sudiciona

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""...scomodando la serendipità, spesso accade che cercando una piccola cosa se ne trovi un’altra, assai più importante.""
art. di A.D.Z.

 

Distano fra loro anni luce, ma usano  gli stessi metodi, certi esponenti del PdL e i comunisti del buon tempo andato…appena qualcosa non piace, o dà fastidio, o non si condivide, o semplicemente lede qualche privilegio, ricorrono a paragoni con la psichiatria, la Psikhushka è sempre di moda, evidentemente, trasversale anche alle ideologie.

Stavolta a farne le spese  è la “finanziaria” del  ministro Tremonti, manovra le cui bozze, secondo l’on.  Crosetto, PdL,   ”…andrebbero analizzate da uno psichiatra”. E  all’attualità dei  tagli alle spese (province e quant’altro) è dedicato l’art. del Sen. Paolo Danieli, mentre il colpevole spreco del territorio è l’argomento trattato da Alex Scardina. Anche se il numero era completo, con la Redazione si è concordato di inserire altri due articoli, uno firmato Lorenzo Torniello, l’altro da una persona che desidera mantenere l’anonimato, CdS. Protagoniste di questi articoli di denuncia,  sono le persone, con i loro problemi e le loro difficoltà, ma sullo sfondo, a sua volta protagonista, muta e indifferente, sta la città, Modena.

Ma,indubbiamente, il tema caldo di questa settimana sono le intercettazioni. Criticate da alcuni, difese da altri, esse dividono l’opinione pubblica e, soprattutto, sono fonte di discussione tra politici, giornalisti e il garante della privacy. Il diritto alla quale è incontestabile,  tanto quanto il diritto di ogni investigatore a servirsi delle intercettazioni stesse, indispensabile strumento di indagine. Regolamentare le intercettazioni è doveroso ma solo, almeno a mio parere, per quanto riguarda la loro  pubblicazione.

Perché, scomodando la serendipità, spesso accade che cercando una piccola cosa se ne trovi un’altra, assai più importante.  Così è per certe innocenti, si fa per dire, intercettazioni, su reati minori, che hanno portato a scoprire ben altro.

Quanto agli intercettati, sono del parere che i personaggi pubblici, in particolare quelli che rivestono cariche politiche, istituzionali, rilevanti e influenti sulla vita di altri cittadini e sulla società, debbano vivere, come si dice, in una casa di vetro.

Credo che il comportamento privato, qualunque esso sia, compreso quello depravato, non solo banalmente riferito al sesso, ma anche e soprattutto riferito alla spregiudicatezza negli affari, all’attitudine alla menzogna, al cinismo nel trattare il prossimo, alla disinvoltura nel manipolare la verità, sia un atteggiamento assai rilevante, nonchè pregiudizievole, quando si riveste una carica pubblica.

Non credo alla divisione in compartimenti stagni degli esseri umani,  così come non credo sia possibile che il personaggio pubblico possa, smessi i privati atteggiamenti disdicevoli e negativi, rivestire di dignità e autorevolezza la sua anima, così come riveste  la sua persona con un ineccepibile gessato, smettendo lo stazzonato cardigan che indossa in privato.

Inoltre, tanto per fare un esempio forse scontato ma sempre valido, così come il cristiano è tenuto ad essere testimone coerente dei valori che virtuosamente proclama, allo stesso modo chi ha un incarico pubblico, chi ha un ruolo nelle istituzioni, deve essere anche d’esempio, deve dare un’immagine di sobrietà, di rettitudine, di affidabilità, di misura, all’altezza della carica che ricopre e, soprattutto, all’altezza della fiducia riposta  in lui dai cittadini. Anche per meritarsi, perchè no, un posticino nella Storia, per quanto piccolo, ma onorevole.

Tornando alle intercettazioni, ciò che, invece, lamentano molti VIP, Vippetti e NIP, allarmati dalla pubblicazione inopportuna di brandelli di conversazioni private e non penalmente rilevanti,  è un altro discorso.

Anche se è rivoltante sentire il loro linguaggio e che cosa effettivamente pensano gli uni degli altri, o dei loro amici, o dei loro benefattori, non è giusto che le loro confidenze, per quanto ripugnanti, siano di dominio pubblico, anche se potrebbero tornare utili a  chi, da gente così, vorrebbe potersi difendere. Come si difenderebbe, ad esempio, non andando più a comprare il pane da una bottegaia sudiciona,che indifferentemente e indecentemente fa passare dalle sue mani  panini e soldi…O come si difenderebbe non tornando più in un ristorante di cui vedesse le cucine o le latrine in disordine.

Rimango sempre dell’idea che, anche nel nostro quotidiano, se sapessimo davvero come sono realmente le persone alle quali concediamo rispetto e fiducia, che cosa effettivamente pensano o progettano per noi,che cosa celano dietro l’ingannevole facciata bonaria e dignitosa che offrono al mondo, potremmo cercare di difenderci…Ma questo non è possibile, si sa.

Buona settimana, buona lettura del n. 281 di Bice.

 

A.D.Z.


In copertina un esemplare di ossidiana, bellissima roccia vulcanica,un vetro naturale, creato dal repentino raffreddamento del magma, acido e con alto contenuto di silicio,nel quale la presenza di  feldspati dà origine alle  macchie bianco-grigie, simili a piccoli fiocchi di neve. Da questi deriva  il suggestivo nome.

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