La panchina negata e la fauna stanziale

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Riprendo, dopo l’attenta lettura dell’articolo della signora Manzini, (pubblicato sul n.120 di Bice cfr.

http://www.dabicesidice.it/articolo.asp?file=120immigrati.xml )

il tema degli extracomunitari, dei clandestini, dei presunti cittadini di serie B, secondo l’Autrice, che tesse l’elogio dei lavoratori extracomunitari, che implicitamente (e anche apertamente) paragona a noi italiani presentandoli come più meritevoli, come sfruttati dal padrone, come tiranneggiati, come esclusi…come se fossero, appunto, cittadini di serie B.

Titolari, si direbbe, solo di diritti, diritti negati per giunta.

Ci sono temi che sembrano sfuggire a chi ha redatto l’articolo, ma non sfuggono a chi ad esempio tratta l’argomento asili nido (cfr.

 http://www.dabicesidice.it/articolo.asp?file=121psi.xml

a firma Giovanni Bertoldi).

Come pure, evidentemente, le sfuggono le profonde e articolate argomentazioni dei commenti di Pasquino el Mudnes, (cfr.

 http://www.dabicesidice.it/agora/index.asp?id=1096#prova )

e le infinite altre situazioni nelle quali emergono, invece, tante e tali problematiche da lasciarci sconfitti, semplicemente.

E dalle quali si evince che, ad essere di serie B, o forse di qualche altra serie cadetta, siamo noi.

Parliamo dei “regolari”, come con sussiego vengono definiti coloro i quali hanno il permesso di soggiorno?

Questo documento, detto per inciso, non li fa esimere dal delinquere, da violentare, da guidare ubriachi e uccidere innocenti, dal falsificare i contrassegni dell’assicurazione, da guidare senza aver mai conseguito la patente, da spacciare, da fare le rapine in villa o anche nelle nostre semplici case.

Parliamo della clandestinità come reato?

Facendo sempre il paragone con un ospite che entri in casa nostra, esso normalmente entra dalla porta, non entra dalla finestra, o da un lucernaio, queste cose le fa chi è  malintenzionato.

Chi, pur disperato e sprovveduto, vuole fuggire dalla miseria e dalla fame, non nasconde accuratamente il passaporto e non approda nottetempo alle ospitali nostre coste, pagando migliaia di euro, quando con quella cifra, in patria, ci costruirebbe una casa.

Quello dell’assenza di documenti, inoltre, è il più efficace dei mezzi posti in essere da questi signori per non essere rimpatriati, in quanto un “signor nessuno” non può essere rimpatriato se il paese di destinazione non lo riconosce, e quindi lo accetta.

Quindi diventano nostra fauna stanziale.

Nemmeno un cenno, nell’ articolo, ai problemi che la convivenza con i predetti crea in ogni città, in ogni paese, in ogni nostra zona.

Non una parola sulla popolazione carceraria in crescita esponenziale, grazie all’operosità instancabile degli extracomunitari,(clandestini o regolari, tutti sono ben rappresentati colà).

Non una parola sulla loro pervicacia, nell’esigere rispetto per le loro usanze, i loro riti, i loro corsi di studio, i loro cibi…le loro abitudini, non solo terribili come mutilare e umiliare le donne, ma anche cose all’apparenza meno importanti (anche se io le trovo atroci) come la macellazione halal, per sgozzare e far morire tra lamenti e forti convulsioni, un animale innocente, magari nel cortile condominiale.

Tutte cose che essi esigono, risentendosi assai se talvolta non l’ottengono (come nel caso della macellazione) senza che neppure li sfiori l’idea di essere, invece, ospiti della nostra nazione e che, come ospiti, dovrebbero rispettare, adeguandosi alle sue leggi e ai suoi costumi, rispettando anche ciò che è loro estraneo o addirittura inviso.

Parlo di cosucce come chiese, crocifissi, festeggiamenti di Natale, o di Pasqua…che spesso sono stati eliminati e banditi dalle scuole per non offendere la sensibilità dei musulmani, la cronaca è piena di tali esempi.

Gliene faccio uno io, adesso, fresco di giornata,anche se è davvero marginale e trascurabile, rispetto a tante altre gravi cose.

In una zona centrale della mia città , una grande città del nord, si stanno togliendo delle panchine.

Oltre che gradevoli complementi d’arredo urbano, (sono in pregiata pietra rosa) esse erano per gli anziani soprattutto, una cosa assai utile e gradita. Permettevano una sosta, se erano affaticati, oppure una salutare chiacchierata al sole, con i coetanei o con i nipotini loro affidati…Purtroppo era divenuto impossibile trovarne anche una sola libera, perché la fauna stanziale, composta di nerboruti giovanotti forse nemmeno trentenni, le occupava tutte. Stabilmente.

Non solo, ritenendole di loro proprietà, questi signori le usavano come sede per spacciare, come luogo ideale per bivaccare, riempiendo di lordume sia le panchine sia le zone sottostanti e intorno.

E, inutile sottolinearlo, le usavano come latrina, per bisogni di ogni tipo, imponendo le loro sgradite esibizioni  agli ignari e sbigottiti passanti .

Refrattari a ogni richiamo, persino alle contravvenzioni, che non pagano, questi signori “nessuno”, in teoria indigenti, ma con cellulari da 400 €, in teoria sobri musulmani, ma capacissimi di sbronzarsi sfracellando le bottiglie sotto i piedi dei passanti, in teoria ansiosi di lavorare, in pratica titolari di prosperose attività di spaccio, rendono la vita un po’, diciamo un po’ solo, per decenza, assai difficile a noi italiani.

Rovinando l’immagine a quelli che, fra loro invece sono onesti, e che purtroppo verranno sempre da noi mal giudicati, grazie
a loro.

Eppure trovano sempre i “buoni” che li difendono.

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