La Norvegia non ha meloni e neanche pomodori

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Da Oslo ci fanno sapere che non vogliono neanche un extracomunitario benché siano appena
cinque milioni di abitanti con una densità di 14 persone per chilometro quadrato e che quest’anno,
grazie ai proventi del gas se la passeranno ulteriormente bene; inoltre, non producendo meloni e pomodori, non sono neanche costretti a sottopagare il bracciante per mandare il figlio quarantenne, somaro quanto una capra, alla facoltà di legge.

In questi giorni non si fa altro che parlare dell’immigrazione circa regolare che dalle coste africane giunge senza tregua nei nostri porti.

Attenzione!

Non dimentichiamo i dati statistici che attestano che, oltre a noi, altre quattro nazioni affacciate sul mediterraneo subiscono la stessa sorte. Proprio su questo tema decine e decine di persone, tutti i santi giorni ci forniscono un loro personale commento sul problema. Tali interpretazioni sono quasi tutte (e il quasi è un delicato eufemismo) a senso unico. Fatta questa doverosa premessa e mettendo ben in chiaro che non sono per lo sbarramento navale con uso di mitragliatrici e artiglieria pesante, voglio semplicemente rilevare che per estirpare un tumore si usano le terapie necessarie.

Vengo e mi spiego.

I commentatori/soloni citati ci informano che i disperati che rischiano la propria vita su imbarcazioni condotte da scafisti senza scrupoli, pagane cifre esorbitanti a “esseri” il cui posto sarebbero tre metri sotto la sabbia del deserto.  E, qui, casca l’asino. Purtroppo, questo tipo d’immigrazione non nasce qualche anno fa, ma i servizi segreti delle nazioni, sì! Ora, vi sembra possibile che non si riesca a colpire né la bassa manovalanza di queste organizzazioni né i loro vertici? Siamo seri e facciamoci questa domanda. Se qualche autovettura di lusso (e nei paesi che si affacciano sulla costa, ce ne sono parecchie) saltasse in aria, non sarebbe molto democratico ma, a mio avviso, molto efficace.

Ci sarebbe anche un’altra soluzione che personalmente da anni favorisco.

Si tratterebbe di una forza militare unitaria (europea) che creasse zone franche cui poter accedere solo previa autorizzazione. Però, questo comporta il famoso rischio dei sacchi di plastica che nessuna nazione si vuole accollare!

Termino velocemente riallacciandomi al titolo.

Presumo ci siano dei problemi di comunicazione tra la radio vaticana da cui è trasmessa la voce del Santo Padre e la Curia norvegese di estrazione cristiana protestante. Mentre da Roma si lancia il messaggio per un’ospitalità condivisa, da Oslo ci fanno sapere che non vogliono neanche un extracomunitario benché la loro sia una popolazione di soli cinque milioni di abitanti con una densità di 14 persone per chilometro quadrato e che quest’anno riceveranno (grazie ai proventi del gas) un bonus pro capite di diciottomila euro.

Quindi, perché dividerli con chi è ultimo tra gli ultimi? E ancora: non avendo da produrre meloni e pomodori, non sono neanche costretti a sottopagare il bracciante per mandare il figlio quarantenne, somaro quanto una capra, alla facoltà di legge.

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