La musica è finita

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Quando, dopo i sacrifici imposti al corpo, la fame, le preoccupazioni, la perdita del lavoro, si impongono i sacrifici alla mente e all’anima , siamo davvero alla fine.
art. di Maria

Una violinista suona, in lacrime, e in lacrime  sono altri musicisti e in lacrime è il coro.

Le immagini  compaiono  ovunque, sui giornali cartacei, sul Web e nei notiziari  televisivi. Rimarranno le icone  indimenticabili  di  quanto è accaduto in Grecia poche ore fa… La chiusura dell’Orchestra sinfonica nazionale greca, dopo 75 anni di attività, per mancanza di fondi.

Adesso siamo davvero alla fine.

Quando, dopo tutti i sacrifici imposti al corpo, la fame, le preoccupazioni, la perdita del lavoro,  si impongono i sacrifici  alla mente e all’anima  di un popolo, siamo davvero alla fine.

Gli esseri umani  devono mangiare, devono curarsi, devono lavorare, per sopravvivere … ma per vivere  davvero, per essere “”persone”” devono poter studiare, devono poter  leggere, devono poter nutrire lo spirito con il cibo della Cultura e dell’Arte.

Quando le  necessità estreme di una nazione impongono scelte come queste, per far sopravvivere i suoi cittadini, risparmiando e tagliando in questi campi, quando non c’è tempo, né spazio, né denaro, se non per il soddisfacimento dei bisogni primari…sappiamo  che così rinuncia a una parte della sua Umanità.

Si può fare dell’ironia, sul fatto che, a stomaco vuoto, anche la sinfonia più bella, la musica più celestiale o il concerto più grandioso non rivestono alcuna importanza o interesse.

Certo, è difficile elevare lo spirito, levando lo sguardo da terra, quando si muore di fame…Meglio cercare e preservare il cibo, che salva la vita delle persone e fa proseguire il cammino.

Ma è una vita senza bellezza, nella quale si sopravvive, e non si vive  veramente, una vita nella quale si è davvero molto poveri.

Un’ingiustizia, intollerabile,  tanto quanto la povertà che uccide  per la fame.

 

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