La manifestazione ‘russa’

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Sabato 18 marzo a Modena si è svolta una manifestazione contro la guerra; con un centinaio
di persone a sfilare pacificamente fra slogan e bandiere russe. 

Come riporta Modena Today dal palco hanno detto: “Siamo qui per dire no all’arroganza imperialista del mondo anglosassone”,  Hanno parlato Beatrice de Maio, consigliera comunale di Modena sociale (eletta nella Lega ha lasciato in rotta con il suo partito a causa dell’obbligo vaccinale durante la pandemia), Olga Ignatieva, rifugiata politica, sopravvissuta alla strage di Odessa del 2014. (l’incendio della Casa dei sindacati in seguito a scontri tra fazioni di militanti filorussi e sostenitori del nuovo corso politico determinatosi in Ucraina. Morirono 42 persone,tra filorussi e persone che si trovavano fortuitamente nell’edificio).

È intervenuto anche Fabio de Maio, del circolo ‘La terra dei padri’ (da lui stesso definito un sodalizio di matrice identitaria e sovranista nato dalla buona volontà di un piccolo gruppo di orfani del pensiero libero, che nella nostra città, Modena, era stato accantonato in nome del pensiero unico).

Per i manifestanti “la guerra è iniziata nel 2014 e la Russia combatte contro l’imperialismo americano e contro i nazisti”.

Resta il fatto che il ‘buon’ Putin ha invaso l’Ucraina e si sta macchiando di crimini come la deportazione di bambini ucraini dalle zone occupate ed è innegabile che la sua sia una dittatura nella quale ogni mezzo è valido pur di rimanere al potere.

Per dire, a Mosca la manifestazione di sabato a Modena sarebbe stata frantumata dalla polizia a suon di arresti (e non da immediate scarcerazioni successive) perché l’Occidente sarà in mano a un pensiero unico, ma resta la possibilità di denunciarlo, mentre in Russia c’è soltanto la possibilità di assentire o restare in silenzio.

Però giudicare Putin un Caino non significa fare di Biden un Abele.

Anzi; è innegabile che gli Stati Uniti abbiano compiuto gravi errori, volendo distruggere e non aiutare la Russia dopo Gorbaciov, spingendo in questo anno verso l’allargamento del conflitto più che sui trattati di pace, utilizzando la Nato per trattenere l’Europa sotto il suo ombrello.

Purtroppo, se a Mosca comanda il Cremlino, a Washington comanda Wall Street.

Forse però il Caino più Caino è il dragone cinese, dove economia e politica rispondono ad un unico padrone, ‘lo stato’. A differenza della Russia non combattono il mondo; lo comprano; lo assorbono alternando pugno di ferro come a Hong Kong e in Tibet, o invischiandolo in spire sempre più strette come in Africa.

Non c’è Abele lassù, nella stanza dei bottoni e l’unica speranza potrebbe venire dall’Europa Unita, se fosse davvero unita.

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