La guerra sdoganata

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Nella nostra società è avvenuta una metamorfosi di cui nessuno parla: la guerra è stata sdoganata.

Di metamorfosi ne sono avvenute parecchie tra la prima metà del ‘900 ed oggi. Sono mutati gusti e mode. È cambiato il modo di vita e sono stati sdoganati perfino dei comportamenti considerati riprovevoli. Ma nel fluire dei cambiamenti il rifiuto della guerra è sempre stato un punto fermo, forse l’unico sul quale si sono trovati tutti d’accordo, destra e sinistra, ricchi e poveri, cristiani e laici. 

La credenza marinettiana che fosse la ‘sola igiene del mondo’ era stata spazzata via dalla bomba atomica. Una guerra nucleare con le sue immani devastazioni e la contaminazione radioattiva dei contemporanei e dei posteri tutto potrebbe essere, meno che igienica. 

Per 80 anni a nessuna persona di buonsenso, a nessun politico, a nessun intellettuale e perfino a nessun militare è mai passata per l’anticamera del cervello l’idea che la guerra possa anche solo essere presa in considerazione come semplice ipotesi. È stata la pace il valore predominante.

Al punto che perfino gli interventi militari, come in Afghanistan, in Iraq o in Bosnia, sono stati definiti ‘missioni di pace’. Altrimenti non sarebbero mai stati accettati dall’opinione pubblica. Così, chiamandola missione di pace, anche se fatta con armi, bombardamenti, morti e civili, diventava accettabile.

La pace bene supremo. Come la vita e la salute. La guerra, sua antitesi, il male.  Poi la metamorfosi. Lenta, ma neanche tanto. Nel giro di un anno, con l’invasione dell’Ucraina, la guerra l’hanno sdoganata. E’ ricomparsa nel vocabolario di tutti i giorni. E’ tornata ad essere un’opzione possibile. 

I manipolatori del pensiero e delle coscienze hanno lavorato di fino, per gradi. Il metodo è stato semplice. Messe in evidenza certe ‘ingiustizie’ e coinvolta emotivamente la gente attorno ad esse, il passo successivo è stato quello di far passare un concetto elementare: no justice, no peace. Non ci può essere pace senza giustizia. Quindi là dove si ritiene che vi sia una situazione ingiusta è lecito rinunciare alla pace. Cioè, fare la guerra. 

Sono riusciti a far rientrare dalla finestra quello che la storia aveva cacciato dalla porta. Con il risultato che oggi, a differenza di dieci o vent’anni fa, la guerra sta diventando qualcosa di apparentemente accettabile. Se ne parla tutti i giorni. Bombardamenti, distruzioni, morti e feriti sono ormai immagini quotidiane. Risultato: l’assuefazione. Come se la guerra fosse qualcosa di normale. E quel che interessa è vincere, non far cessare i combattimenti. E si forniscono le armi.

La 3^ guerra mondiale

E noi, direttamente o indirettamente, siano chiamati a pagarne i costi. Che poi ci siano milioni di persone che soffrono e muoiono è diventato secondario. Per ora. Se è vero, come dice il Papa, che la terza guerra mondiale è già cominciata. Solo che viene combattuta a pezzi. 

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