La guerra di Troia, vera e propria guerra mondiale, vista da Valerio Massimo Manfredi.

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La guerra di Troia, vera e propria guerra mondiale,  vista da Valerio Massimo Manfredi. Mercoledì 12 agosto ore 21,15  alla “Rocca di Vignola”.                                                                                                                          ( Mercoledì 5  agosto, a partire dalle ore 23,10, su RAIUNO, Valerio Massimo Manfredi parla della fede – programma di 45 minuti, dal titolo mutuato dal film di Sergio Leone “buono, brutto, cattivo”- )

Mercoledì 12 agosto 2015, a partire dalle ore 21,15, presso la “Rocca di Vignola” –Piazza dei Contrari- l’archeologo-scrittore Valerio Massimo Manfredi sviluppa la sua “lectio magistralis” su uno dei temi più suggestivi e “misteriosi” di tutti i tempi, “La guerra di Troia”. E’ il terzo incontro del programma “La guerra. Le guerre. Pensieri sull’esperienza umana” , ideato e voluto dalla “FondazionediVignola” (di cui Manfredi è Presidente) , programma a cura di Claudia Baracchi , con la collaborazione di Roberto Alperoli.

Valerio Massimo Manfredi è a disposizione per rispondere alle domande dei presenti e per dedicare copie dei suoi libri (compreso l’ultimo, in ordine di tempo, “Le inchieste del Colonnello Reggiani”, raccolta di 5 racconti pubblicata dall’Editore Einaudi, in occasione dei 200 anni dell’Arma dei Carabinieri)

L’ingresso è libero, aperto a tutti

Riportiamo un testo ricavato da un’intervista al Prof. Valerio Massimo Manfredi:                                        “La guerra troiana è il prototipo di tutte le guerre, nella tradizione occidentale. E’ una vera e propria “guerra mondiale” , come la definì Piero Boitani . Vedeva contrapposte la coalizione di decine di baroni micenei, guidati da Agamennone e, dall’altro lato, Priamo con i suoi alleati asiatici e africani.  Infatti, nel ciclo esisteva un poema chiamato “Etiopide” , che raccontava le vicende di un eroe nero, Memnone (che significa “colui che tiene duro” “colui che rimane”. Fu ucciso da Achille), che  giunse  in soccorso di Priamo , con il suo esercito di neri africani , etiopi.                                                                                                                            Recenti studi  e la pubblicazione e interpretazione degli ultimi scavi diretti da Manfred Korfmann dell’Università di  Tubinga,   hanno dimostrato che Troia era molto più grande di quella che appare oggi , che è soltanto la cittadella  e la rocca. Inoltre, la lettura e l’interpretazione di documenti finora inediti in lingua hittita e in lingua luvia (lingua indoeuropea appartenente al sottogruppo luvio del ramo anatolico parlata a sud ovest della capitale dell’impero ittita, Hattusa), sembrano dimostrare che Ilio/Troia/Wilusa (ittita) era la città alleata dell’impero Ittita. Quindi la storicità di Ilio/Troia/Wilusa pare assodata.  Sono state inoltre ricostruite le situazioni ambientali in prossimità della città con il mare che si incuneava in un golfo lungo e stretto fin quasi ai piedi della Rocca. Stranamente , pare che Troia non avesse una flotta ma sfruttava la sua posizione all’imbocco dei Dardanelli ricavando enormi profitti. Tutte le navi che erano dirette verso il Mar Nero dovevano sostare nel suo porto, aspettando che il vento di Nord Est, oggi Meltemi, si calmasse. C’è chi pensa che il rapimento di una regina e dei suoi tesori da parte di un principe troiano avrebbe anche potuto accadere realmente e costituire il casus belli che la potente coalizione  dei re achei aspettava, forse, da tempo. Barry Strauss  della Columbia University (nella sua opera” La guerra di Troia: una nuova storia”)  li chiama i Vichinghi dell’età del bronzo. L’affascinante storia narrata nei poemi omerici e nei poemi perduti del ciclo (una decina per oltre 120.000 versi. Lo stesso Omero li cita), riemerge grazie alle ricerche sempre in atto sui grandi poemi, pilastro della testualità dell’Occidente”                            Valerio Massimo Manfredi incontra i cittadini di Vignola e i modenesi su questo affascinante argomento, a partire dalle ore 21,15, di mercoledì 12 agosto 2015, nella Piazza dei Contrari della Rocca della “FondazionediVignola”, come terzo incontro del ciclo “La guerra. Le guerre. Pensieri sull’esperienza umana” ideato e curato dalla Professoressa Claudia Baracchi , con la collaborazione di Roberto Alperoli.

Va ricordato che, come sottolinea Mario Calabresi “ la Prima guerra mondiale, vista un secolo dopo, è una storia piena di coraggio, dolore e sacrificio, di cambiamenti che avrebbero segnato a fondo la società italiana e di decisioni che oggi ci appaiono incomprensibili. Prima tra queste la strategia comune a tutti i campi di battaglia, degli attacchi frontali a ondate contro le trincee nemiche, una tecnica che sacrificò moltissime vite e che continuerà fino al 1917” 

Valerio Massimo Manfredi

 

 

Valerio Massimo Manfredi alla “Festa della Marineria 2014 (ottobre) ” di La Spezia

 

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