La giustizia soltanto sognata

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La giustizia fuori tempo massimo e un sistema di forze dell’ordine volenterose, ma frammentate, obbligate a mansioni assurde come raccogliere le denunce per lo smarrimento di documenti o a fare i bambinai alle milionarie partite di calcio, spingono i microdelinquenti a sentirsi impuniti, alimentando il senso di insicurezza e di paura nei cittadini

 

“Quegli immigrati che commettono reati devono essere fermati e puniti, come del resto avviene per gli italiani che  delinquono”

 

E’ una frase del discorso pronunciato a fine anno dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sacrosanta, ma impossibile, perché in Italia la giustizia è lenta, macchinosa, non so se inefficiente ma sicuramente inefficace, costosissima. In questo non fa differenza fra stranieri e indigeni. In parte la responsabilità è della politica che non riesce a organizzarla; in parte è della magistratura e in parte è di noi cittadini. Quando leggo che un’associazione animalista ha denunciato Sgarbi, perché il suo dare della capra a destra e a manca, non certo per fare un complimento, sarebbe offensivo per l’animale, capisco che ormai siamo ben oltre la soglia di guardia. Volano carte bollate, con avvocati a sfregarsi le mani, per riscuotere l’affitto, per il vicino che insozza il davanzale, per un epiteto di troppo e perfino sui social ‘Ti denuncio!’ è diventato un intercalare ad alta diffusione.

La giustizia fuori tempo massimo e un sistema di forze dell’ordine volenterose, ma frammentate, obbligate a mansioni assurde come raccogliere le denunce per lo smarrimento di documenti o a fare i bambinai alle milionarie partite di calcio, spingono i microdelinquenti a sentirsi impuniti, immediatamente rilasciati anche se acciuffati, alimentando il senso di insicurezza e di paura nei cittadini,  afflitti dai ladruncoli di appartamento, insopportabili per la violazione dello spazio personale e non solo per il danno economico.

Da questa situazione non si esce in un momento e non  sarà la sicumera del presidente del consiglio, con i suoi slogan da Baci Perugina, a farci fare un passo avanti. L’unica via possibile è: siamo qui e vogliamo arrivare là, un passo alla volta, agendo su più fronti contestualmente affinché domani sia un po’ meglio, anche se appena un po’ meglio, di oggi.

Ma non credo lo faremo. Le cosiddette riforme di Renzi in realtà non modificano strutturalmente lo stato e le sue funzioni, ma agiscono come interventi tampone improvvisati e rattoppati, contingenti. E’ da trent’anni che viviamo nell’emergenza, continuando a mettere pezze. Quando cominceremo a costruire, lentamente ma solidamente, la nuova Italia così che gli auspici di Mattarella possano essere possibili e non soltanto pii desideri?

A differenza di Oliviero Toscani che ha paragonato il presidente nel suo discorso allo zio sfigato in tinello, con le luci sbagliate, la solita abat-jour sul tavolo, con orrende stelle di Natale in terra e il suo discorso ‘Banale’, a me sembra difficilmente realizzabile. Quanto alla citazione di Mattarella degli Italiani eccellenti, avrebbe dovuto mettere al primo posto tutti coloro che ogni giorno si alzano e mandano avanti il proprio lavoro e la propria famiglia con un senso del dovere, spesso non riconosciuto e non premiato. In Italia la cosa più straordinaria è la normalità, questo è il nostro problema e comunque non c’è altra via: siamo qua, vogliamo arrivare là, un passo alla volta.

 

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