La Giustizia ingiusta e inefficace

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L’accoglienza è una opportunità che deve essere concessa a più migranti possibile, ma non può diventare un diritto da pretendere a prescindere, per cui un reato come lo spaccio, rivolto non solo contro il portafogli ma contro la vita stessa delle persone, deve concludersi, dopo l’espiazione della pena, con l’automatica espulsione. 

Stando alle cronache, per la qualità scadente della cocaina, a Formigine uno spacciatore di nazionalità marocchina litiga e ferisce con una coltellata un cliente, così infuriato da chiedere spiegazioni con un oggetto contundente tra le mani.

Arrestato con l’accusa di tentato omicidio, poi derubricata a ­­­­lesioni volontarie, è stato per questo rimesso in libertà con obbligo di firma e davvero non capisco più questo modo di amministrare la giustizia.

Il nodo centrale della questione  non è capire se ci sia stata la volontà o meno di colpire al cuore o alla gola, ma è l’attività di spaccio, perché avergli ridato la libertà d’azione funzione come un invito a nozze affinché riprenda i suoi traffici.

Del resto, spacciare non è una forma di tentato omicidio,  reiterato e premeditato? Non merita l’isolamento dalla comunità per evitare che sia nuovamente esercitato?

Stiamo scherzando con il fuoco; di fronte all’emergenza immigrazione, abbiamo bisogno di chiarezza e di uno stato forte, capace di fare rispettare le regole.

L’accoglienza è una opportunità che deve essere concessa a più migranti possibile, ma non può diventare un diritto da pretendere a prescindere, per cui un reato come lo spaccio, rivolto non solo contro il portafogli ma contro la vita stessa delle persone, deve concludersi, dopo l’espiazione della pena, con l’automatica espulsione.

Gli stranieri, soprattutto quelli clandestini  e irregolari, sono tentati, per bisogno o per voglia di arricchimenti, di prestarsi come manovalanza delle droga e riescono dopo pochi anni a tornare al paese d’origine con un ingente capitale.

Nel luglio scorso il sindacato di polizia Coisp denunciava come fra i profughi si nascondano spacciatori di droga. Quando arrivano all’identificazione, si rifiutano di essere foto segnalati e di lasciare le impronte digitali; per questo vengono denunciati e rilasciati.  Tra di loro si dicono: “Qui in Italia non ci fanno niente, ti arrestano e ti liberano”.

Si rifiutano di lasciare le impronte digitali e vengono rilasciati?

Così si incentivano la paura, la diffidenza, il razzismo ed è invece interesse in chi crede nel valore dell’accoglienza pretendere dagli immigrati comportamenti rispettosi della legge. Le difficoltà del nostro sistema a garantire la legalità nei confronti dei pesci piccoli della delinquenza, consente alla criminalità organizzata di prosperare perché recluta facilmente la propria manovalanza.

 

 

 

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