La giungla urbana

Condividi su i tuoi canali:

il tempo delle chiacchiere è finito, da un pezzo. Si ventilano provvedimenti, inasprimenti di pena, innalzamento di sezioni…ma tutto rimane immobile e invariato. La strada è di tutti, le regole valgono per tutti. E tutti devono  rispettare le regole.

Non c’è giorno, non c’è settimana, che non porti notizia di una tragedia stradale.
Secondo i dati dell’A.S.A.P.S. rispetto al 2022, (che pure contò ben 307 vittime) c’è stato un notevole incremento se, dall’inizio del 2023 ci sono già  stati 163 morti. È un dato aggiornato al 19 giugno cui mancano pertanto chi ha perso la vita in questi ultimi giorni, come la ciclista di Milano uccisa da una betoniera, i due  camerieri investiti  mentre stavano liberando la carreggiata dalla loro auto in panne… e altri ancora.

In ogni sinistro, possono essere presenti la velocità eccessiva, la negligenza, la distrazione, il mancato rispetto delle norme del  Codice della Strada, la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, la scarsa dimestichezza con il mezzo, il guasto meccanico, un malore improvviso del conducente, la tragica fatalità…  in misura variabile.  Analizzando, non con le chiacchiere da osteria (sostituita  oggidì dai post sui  social…) ma sulla scorta degli elementi rilevati dalle autorità competenti, questa percentuale viene debitamente assegnata e si possono  fare le opportune valutazioni.

Il Parlamento deve provvedere. Con assoluta urgenza, alle modifiche al Codice della Strada,  inasprendo le pene, elevando l’importo delle sanzioni ma anche regolando l’uso dei monopattini elettrici, l’obbligatorietà dei caschi  di protezione per i conducenti ma anche e soprattutto prescrivendo l’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile, oltre alla targa per la riconoscibilità del mezzo…
Non è possibile che le strade di metropoli e di città grandi e piccole,  siano alla stregua di una jungla pericolosa. Non è possibile   attendere, i tempi biblici dell’approvazione delle leggi sono, in questo caso soprattutto, deleteri e dannosi.

Ma non è  solo necessario intervenire, come già detto, con l’inasprimento delle pene esistenti… è indispensabile intervenire anche nei concetti, quale ad esempio quello  assai sfumato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti… dovrebbe, invece, essere sufficiente all’incriminazione già la sola positività al test.

Tutti sono padronissimi di assumere droga  e fumarsi un ettaro di cannabis … ma a costoro deve essere interdetto l’uso di un qualsiasi mezzo,  compresi quelli stoltamente considerati innocui, dato che un monopattino, una bicicletta, possono provocare gravi danni. Lo stesso vale per tutti gli irresponsabili che bevono, qualsiasi cosa, anche petrolio, pur di bere e si mettono al volante.  E tutti devono  rispettare le regole. Tutti, gli utenti della strada sono tenuti, da chi guida un TIR o una Ferrari…fino a chi viaggia in bicicletta o è un semplice pedone. Dato che la strada è di tutti, le regole valgono per tutti.
Ma il tempo delle chiacchiere è finito, da un pezzo. Si ventilano provvedimenti, inasprimenti di pena, innalzamento di sezioni…ma tutto rimane immobile e invariato.  

[ratings]

2 risposte

  1. Non basta inasprire le pene

    Come è noto il Nuovo Codice della Strada approda oggi in Consiglio dei ministri e potrebbe essere varato dal Parlamento in autunno.
    Il ddl che propone un nuovo Codice della strada dedica buona parte del contenuto alla disciplina dei monopattini elettrici, con l’obiettivo di tutelare la sicurezza stradale dei conducenti, ma anche di limitare gli incidenti.-
    Nella bozza di dl sono previsti :l’obbligo di contrassegno identificativo, una sorta di mini targa, che sia adesivo, plastificato e non removibile.-l’assicurazione dei conducenti per la responsabilità civile verso terzi.-l’estensione dell’obbligo di indossare il casco anche ai conducenti maggiorenni.–il divieto di circolazione contromano .-la circolazione ammessa solo su strade urbane.-il limite di velocità pari a 50 km/h.-divieto di sosta sui marciapiedi.
    Da quando sono apparsi sulle nostre strade, circa 4 anni fa, questi micro-veicoli sono stati accolti come strumento di mobilità sostenibile ma anche contestati per la pericolosità e perché causa di degrado urbano.
    La Francia ha preso una decisione storica, vietandoli a Parigi.
    L’Italia, con il ministro Matteo Salvini, vuole ulteriormente regolarli.
    Ovviamente il problema non è costituito solo dai monopattini elettrici .Sulle strade italiane si continua a morire in quantità sempre più crescente: a metà anno sono già morti poco meno di 200 persone a causa di incidenti stradali , spessissimo a causa dell’abuso di alcool o di sostanze stupefacenti.
    Come è noto da qualche anno nel nostro codice penale (L. n. 41/2016) sono stati introdotti i reati di Omicidio stradale e Lesioni stradali.
    In particolare il Legislatore ha voluto creare una autonoma ipotesi di reato, ricomprendendo nella stessa quei fatti che prima dell’intervento legislativo venivano ricompresi sotto la fattispecie dell’art. 589 c.p. (Omicidio colposo).
    Attraverso l’introduzione del reato di omicidio stradale, la Legge si è preoccupata di descrivere esattamente le condotte che devono essere tenute dal soggetto agente, aumentando la relativa pena.
    Alcuni reati stradali vengono disciplinati direttamente dal Codice penale.
    Si tratta in realtà di reati contro la persona, nello specifico di delitti contro la vita e l’incolumità individuale :
    Omicidio stradale – Art 589 bis cp – Lesioni personali stradali gravi o gravissime – Art 590 bis cp
    All’interno del Codice della Strada sono previste altre fattispecie penalmente rilevanti quali:Guida sotto l’influenza dell’alcol (in caso di alcolemia superiore a 0,8 g/l) – -Art 186 Cds Guida in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti – Art 187 Cds Comportamento in caso di incidente (fuga e omissione di soccorso in caso di incidente con persone ferite) –
    Che si debba fare qualcosa per ovviare alle stragi sulle strade è pacifico. Ma sono dell’avviso che non basta inasprire le sanzioni. Con la legge (L. n. 41/2016) che ha novellato gli artt 589 e 590 del cp non è cambiato nulla: sulle strade si continua a morire più o meno come prima .
    Bisogna allora risalire a monte. Bisogna vietare l’uso di qualsiasi mezzo di locomozione a conducenti sotto l’effetto della droga o dell’alcool.
    A costoro, in presenza di omicidi stradali od anche di ferimenti gravi per imprudenza alla guida, bisogna togliere la patente per sempre e rinchiuderli in galera per un bel po’ senza sconti.
    Ma è necessario che le leggi si facciano subito, non con i tempi biblici di sempre perché qui si continua a morire ogni giorno sempre più , soprattutto a causa della droga come è avvenuto pochi giorni fa a Casal Palocco, a Roma quando Manuel, bambino di 5 anni, è morto perché travolto da un Suv Lamborghini guidato da un youtuber drogato, che si è schiantato contro la Smart su cui viaggiava il bimbo insieme alla madre e la sorella, rimaste ferite.

  2. In Bulgaria e in Giappone dove ho lavorato, nessuna tolleranza per alcol o droga, sorpreso alla guida con valori diversi da zero ritiro immediato della patente .
    A mio avviso questa è la sola legge e va applicata senza deroghe.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

La tragedia di Firenze

Il disastroso crollo nel cantiere edile in via dei Martiri, a Firenze,  oltre al problema della sicurezza, drammaticamente ha rivelato cose che purtroppo, pur essendo

Mons. Giacomo Morandi e il suo Non Expedit

Subito dopo l’Unità d’Italia, alcuni sacerdoti prima e poi voci della Chiesa  sempre più ufficiali dichiararono sconveniente e quindi inaccettabile la partecipazione dei cattolici alle