La fumata tricolore

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Siamo davvero sicuri che sarebbe bene, poter essere noi, il popolo, ad eleggere il Capo dello Stato in un prossimo  futuro? Siamo davvero sicuri che faremmo meglio di quanto ha dato mostra di fare la compagine dei parlamentari? Onestamente  si dovrebbe meditare lungamente su questo. Come diceva Oscar Wilde “Attento a quel che desideri, potrebbe avverarsi”. Per ora sarebbe auspicabile che ad  annunciare l’avvenuta elezione  fosse una bella fumata tricolore, colori nei  quali tutti ci riconosciamo. Sarebbe già qualcosa.

 


Fra le innumerevoli polemiche e le vere e proprie baruffe che hanno accompagnato questa combattuta votazione del Presidente della Repubblica, si è fatta  strada, fra una certa parte politica e anche nell’opinione pubblica, l’idea, la speranza, l’auspicio, comunque lo si voglia chiamare, che sia il popolo, la prossima volta, ad eleggere il capo dello Stato.
Non entro nel merito delle procedure per cambiare la Costituzione, dei passaggi obbligati da seguire, degli inevitabili scogli che farebbero convogliare le forze del Parlamento su questo unico lavoro, trascurando tutto il resto, l’immenso resto che, ahimè, a persone normali dovrebbe togliere il sonno, come qualsiasi lavoro gravoso e impegnativo… e che, invece, pare non preoccupi granché i parlamentari.

Detto questo  fingendo che tutto, stranamente, si svolga nelle tempistiche accettabili per un simile radicale provvedimento, nasce spontanea una considerazione:

Siamo davvero sicuri che sarebbe un bene, poter essere noi, il popolo, ad eleggere il Capo dello Stato? Siamo davvero sicuri che faremmo meglio di quanto ha dato mostra di fare la compagine dei parlamentari individuando   candidati validi, rappresentativi, non divisivi…e compagnia bella?

Onestamente  si dovrebbe meditare lungamente su questo.

Come diceva Oscar Wilde “Attento a quel che desideri, potrebbe avverarsi”. Quindi, dovremmo anche ragionare su qualcosa che desideriamo e mitizziamo, come se fosse la panacea universale,  ossia poter eleggere noi cittadini il Capo dello Stato. Figura che, ovviamente, avrebbe anche  poteri differenti rispetto a quelli che la Costituzione attualmente assegna e attribuisce al Presidente della Repubblica.

Vorrei avere più fiducia nell’acume, nel discernimento, nella capacità di giudizio, nello spirito critico di noi italiani. Invece siamo, o diamo l’impressione di essere, più che elettori, “tifosi” che si schierano;  siamo per i dualismi, Coppi – Bartali, Callas – Tebaldi, Lollobrigida – Loren. Senza considerare  poi che siamo troppo facili, mi sembra, all’innamoramento di personaggi che, magari dopo meno di una legislatura ci hanno deluso profondamente. Siamo troppo facili agli entusiasmi, apprezziamo non tanto chi ci dice la verità ma chi ci dice quello che vogliamo  sentirci dire. Ci accontentiamo della patina di bonomia e benevolenza che, tradizionalmente, riveste i dittatori, anche i più spietati,  i quali sono, a parole, vicini al popolo, mentre nei fatti ne sono lontani anni luce. Dittatori di ogni colore,  giusto per par condicio.
Sarebbe spiacevole, impietoso e, soprattutto, ingiusto, giudicare il popolo italiano “immaturo” per potersi dotare di un Presidente della Repubblica eletto direttamente. La mia è solo l’amara considerazione, riandando con la memoria a figure che nei decenni appena trascorsi hanno illuso l’elettorato.

La fazione che, benché a suon di “vaffa…”  e qualunquismo becero,  incredibilmente si è imposta con imponenti consensi… voleva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, facendo piazza pulita di ingiustizie, cricche, favoritismi  e si è rivelata una compagine né più né meno con gli stessi difetti delle altre, con l’aggravante della sussiegosa e costante ostentazione di distanza dalla politica teatrino, dalla politica sprecona, dalla politica  della “casta intoccabile”.

Almeno , gli altri, tenacemente attaccati alle loro confortevoli poltrone, hanno avuto il pudore ( trattando di politici è una parola grossa, lo ammetto…) dicevo  hanno avuto almeno il pudore di non ostentare virtù inesistenti. Per non parlare dell’ingenuità ( a voler essere generosi) per il trionfalismo dopo aver “abolito la povertà”,  semplicemente moltiplicando e dilatando la platea dei beneficiari di assistenzialismo, come e più che in tutti gli anni precedenti.

Quante promesse dei singoli poi, sono state disattese, a partire da Monti che ancora girella per il Parlamento e che considerava la sua opera terminata con il primo mandato… Che dire poi  della virtuosa esternazione anche di Conte che non intendeva proseguire nella politica, e, invece,  non solo proseguì, con il Conte 2 ma è sempre più attivo… Su tutte, domina incontrastata  per incoerenza la rinuncia alla politica attiva da parte  di Matteo Renzi, novello  Cincinnato,  dopo la  sconfitta al Referendum e che, senza alcuna spiegazione, è invece  tornato in assoluta attività, più agguerrito di prima.

Non ci hanno  deluso, queste persone? Siamo così sicuri allora che ci dovremmo impegnare per cambiare la Costituzione considerando l’elezione diretta del Capo dello Stato da parte del popolo, come il rimedio sovrano? Forse, con un po’ di pessimismo, con l’esperienza pregressa, avvalorata da tanti,  troppi esempi, direi che, per quanto indecoroso sia stato lo spettacolo offerto dai nostri parlamentari in queste elezioni presidenziali del 2022 … è sempre meglio che a prendere qualche cantonata siano loro e non sia il popolo,  dopo essersi lasciato incantare.

Il rimedio, non solo a  queste specifico problema, ma ad ogni problema politico,  è strettamente legato alla competenza, alla preparazione, alla rettitudine… che dovrebbero  guidare i passi  di chi  è impegnato nelle istituzioni.

Ma qui  ci addentriamo nella Fantapolitica e, invece, siamo, tutt’al più al circo… Indimenticabile, alla proclamazione  dell’avvenuta rielezione,  la visione di Di Maio  che  applaude freneticamente, al colmo  dell’entusiasmo, lo stesso Presidente per il quale chiedeva l’impeachment.  Vera icona di  queste presidenziali 2022.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più agevolmente il giornale, andando direttamente all’articolo interessato.

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La fumata tricolore

A.D.Z.

La poltrona è salva, la pagnotta anche

Massimo Nardi

Morale, va tutto bene madama la marchesa. Sarà, ma non facciamoci troppe illusioni.       

Dalle braci alla pagella

Alberto Venturi

Superato positivamente lo scoglio del Quirinale, l’elezione del Presidente della Repubblica, che ha tolto dai carboni ardenti la politica italiana, lo archiviamo affibbiando qualche voto qua e là.

Ma davvero Mattarella è stato  così bravo?         

Paolo Danieli

Lì c’è un’altra legge di gravità

Dopo Silvio Berlusconi, poi defilatosi, dal  centrodestra è arrivata la proposta a votare la seconda carica dello Stato come prossimo Presidente della Repubblica. Una candidatura controversa che non ha ma
ncato di  suscitare perplessità.

Ugo Volpi

Immigrazione, un’Italia immatura sta creando le basi del prossimo caos

Bulldog

         

Le aggressioni sessuali della notte di Capodanno in Piazza del Duomo a Milano pur non rappresentando un fatto nuovo in sé – casi analoghi si sono registrati nel passato – impongono alcune riflessioni su come questo Paese sta affrontando la questione immigrazione e su come si stia ampliando il solco fra buon senso e ideologia.

Buona settimana e buona lettura del n. 785 – 477.

 

 

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