La forza di Modena passa attraverso azioni condivise e responsabili

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“”L’Assemblea generale di Confindustria Modena è sempre un’occasione per ‘misurare il passo’ della nostra economia, verificando analisi e proposte per assicurare a Modena tutte le opportunità, grazie all’opera di imprenditori, lavoratori ed amministratori, che stanno lavorando (al di là di posizioni a volte tattiche) nell’interesse dello sviluppo della comunità.Credo dobbiamo partire da quanto affermato dal prof. Dominick Salvatore, il quale ha sottolineato, in un’analisi non certo priva di affermazioni dure e crude sul sistema Italia e sulle sue difficoltà a competere nel nuovo mercato mondiale, che Modena e l’Emilia-Romagna, sono un territorio dove le cose vanno bene, ma l’Italia non è né Modena né la nostra Regione. Credo sia un buon punto di partenza, che ci stimola a rafforzare il gioco di squadra ed a cercare chiari accordi per lo sviluppo.Concordo quindi sulla necessità di operare insieme, condividere le idee e concertare azioni comuni, nelle quali ognuno deve fare la propria parte per nuove opzioni di sviluppo. Ritengo perciò che debba essere superato il ‘vuoto di memoria’, per ripartire dalla situazione reale del Paese: il debito pubblico crescente e la necessità di manovre finanziarie che riassestino i conti e consentano una vera ripartenza dell’economia, in una fase molto delicata dove si cominciano ad avvertire segnali di ripresa.Le illusioni e l’entusiasmo eccessivo degli ultimi anni pesano.Occorre un metodo diverso, dopo cinque anni di promesse non rispettate dal Governo di centrodestra. Per rafforzare le chances di Modena, dobbiamo ribadire alcune priorità che stiamo già portando avanti: per la mobilità ferroviaria, l’Alta Capacità, lo scalo merci di Cittanova/Marzaglia/Dinazzano, la Bologna-Verona; relativamente alla viabilità, il tema della bretella autostradale ‘Campogalliano-Sassuolo’, da riprendere dopo l’inerzia del centrodestra; la Cispadana, la cui delibera è stata licenziata oggi dalla commissione ‘Territorio Ambiente Mobilità’, prima autostrada a totale competenza regionale, per la quale serve un sostegno collettivo ed un impegno forte degli imprenditori; la Pedemontana e gli assi di penetrazione verso la montagna. Ancora, dobbiamo lavorare perché tutte le imprese possano giovarsi della ricerca e dell’innovazione industriale, collaborando con l’Università per fare crescere il polo ‘Democenter – ex Sipe’ che permetta a chi fa impresa sul nostro territorio di aggiornarsi continuamente, e, se scommette sul futuro con progetti di qualità, ricevere risorse. Altra priorità riguarda il tema energia, oggi uno dei punti deboli del sistema Italia: occorre lavorare per cercare aumento di produzione energetica, risparmio energetico e miglioramento delle tariffe. Risultati possibili solo se sapremo trovare alternative ai combustibili fossili, che sono esauribili, inquinanti e di elevato costo. Il Piano energetico regionale è un riferimento per le nuove scelte. Ricordiamo quindi cosa è successo negli ultimi cinque anni, senza vuoti di memoria, per sostenere insieme un metodo serio ed operativo di confronto, con tempi, modalità ed azioni condivise e partecipate, superando le singole convenienze per migliorare la competitività del sistema.Sono proposte concrete per rafforzare la competitività e la coesione sociale: proposte forti per potere contare di più come ‘sistema Modena’””.

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