La firma del Patto per Modena sicura rimandata per sopravvenuti impegni del Ministro Maroni

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Dalle pagine di Bice i Cittadini Modenesi Scontenti si rivolgono al Ministro dell'Interno, in occasione della firma del nuovo Patto per Modena Sicura.


 

Di poliziotti abbiamo bisogno, ma le soluzioni dei problemi sono a nostro avviso altre

Non siamo a conoscenza di quel che è scritto nel nuovo Patto per Modena Sicura, che avrebbe dovuto essere rinnovato il 18 luglio 2009.

Ma, anche se sappiamo che lei, Ministro Maroni è persona “adulta e vaccinata”, vorremmo metterlo in guardia – naturalmente nel senso più costruttivo possibile – dal controfirmare con eccessiva “leggerezza” tale Patto.

Perché i cittadini modenesi si aspettano molto da un simile accordo, e sono ormai stanchi di non veder tutelati alcuni propri diritti fondamentali, oltre ad avere l’impressione che da più parti si giochi a scarica barile.

Perché se è vero, com’è vero, che la Polizia a Modena è sotto organico come in altre città e occorre porvi rimedio al più presto, è altrettanto vero che non è con uno stato di polizia che si possono risolvere i problemi dei nostri agglomerati urbani.

Tali problemi sono infatti sorti in molte zone di Modena n seguito alla nascita – se non proprio promossa, mai contrastata da parte dell’amministrazione – di ghetti commerciali, principalmente etnici, ma anche locali, divenuti poli di attrazione per balordi e fonti di degrado, causa delle proteste dei cittadini che hanno visto peggiorare la propria qualità di vita e i loro immobili deprezzarsi (ammesso che abbiano ancora un mercato).

Pretenda quindi, signor Ministro, che nel Patto per Modena Sicura sia esplicitato l’impegno da parte del Comune di Modena di smantellare qualunque tipo di ghetto etnico o non, commerciale e residenziale, “spalmandone” su tutta la città, omogeneamente, la presenza.

In tal modo si perseguirebbero due scopi: integrare gli stranieri regolari nel tessuto sociale ed eliminare i “mucchi selvaggi”, serbatoi ideali per la malavita e fonte di superlavoro da parte delle forze dell’ordine.

Sono almeno tre anni che andiamo dicendolo, proponendo che a tal fine le risorse attualmente impiegate dal Comune per retribuire cooperative per la “mediazione dei conflitti” siano utilizzate per pagare persone che vadano per i quartieri a proporre ai negozianti etnici in particolare di trasferirsi in altre zone, per far sì che in ogni punto della città la loro percentuale di presenza sia pari a quella media cittadina.

Per proporre loro siti alternativi e per indicare ai proprietari dei locali nuovi inquilini italiani.

Non è infatti con bandi commerciali secondo  noi carenti che si può ovviare a questi problemi.

Altre cose che il nuovo Patto per Modena Sicura dovrebbe prevedere sono, a nostro avviso: la realizzazione di una centrale operativa unica interforze accessibile attraverso un numero verde unificato, avente sia il compito di dirottare gli interventi sul corpo maggiormente competente in materia, sia quello di monitorare un maggior numero di telecamere nelle zone calde; l’applicazione più severa dell’art. 100 del TULPS (alcuni locali recidivi continuano a rimanere aperti) e un controllo più rigido dei contratti di locazione, che ci pare oggi troppo blando.

Sappiamo bene che anche nella nostra città vi sono problemi enormi, come le infiltrazioni mafiose, e abbiamo potuto prendere atto del suo impegno in questo senso.

Ma almeno lei, Ministro, che si è rivelata persona capace e di buon senso, ascolti i cittadini e le loro proposte per affrontare le problematiche relative al degrado, apparentemente meno prioritarie, ma che incidono pesantemente sulla loro fiducia nei confronti delle istituzioni e del mondo politico.

Perché è proprio nella sfiducia nelle istituzioni, signor Ministro, che secondo noi le mafie trovano il terreno più fertile per attecchire e proliferare.

Anche una revisione dell’art. 1 della legge Bersani e delle leggi sull’artigianato (per quanto riguarda specificamente i Kepab, considerate rosticcerie take-away, ma di fatto distributori di cibo e vivande) – per concludere -gioverebbe alla causa.

Siamo sempre stati critici e propositivi, oltre che ad aver sempre collaborato con le forze dell’ordine: se vorrà incontrarci noi saremo disponibili.

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