La Fatina vampira

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Il pensiero di Maria Elena Boschi ricorda quello sovietico. Durante una trasmissione, ha espresso l’auspicio che si possa aggredire il contante nelle case degli Italiani. E’ il frutto del pensiero diffuso fra i nostri politici (di maggioranza e anche non) che ogni Italiano abbia qualcosa da nascondere ai pubblici poteri, un sospetto di colpa che aleggia su tutti.

 


Berlusconi – occhio fino – le aveva detto: “ Lei è troppo bella per essere comunista”. Ma si sbagliava. Maria Elena Boschi è bella e anche comunista. Lo ha rivelato recentemente quando, durante una trasmissione, ha espresso l’auspicio che si possa aggredire il contante nelle case degli Italiani. In passato l’aggressione al denaro della gente, quello che il veronese Scipione Maffei chiamava “ il nostro secondo sangue”, avveniva mediante l’inflazione, resa oggi impossibile dall’euro.

Il pensiero di Maria Elena ricorda quello sovietico. E’ il frutto del pensiero diffuso fra i nostri politici (di maggioranza e anche non) che ogni Italiano abbia qualcosa da nascondere ai pubblici poteri, un sospetto di colpa che aleggia su tutti. Un pensiero che culmina nell’assioma che i guai dell’Italia sarebbero finiti se tutti pagassero le imposte, creando nei singoli cittadini dei “nemici del popolo”.

E’ il pensiero sovietico che prescrive che per la realizzazione di un “fulgido avvenire” bisogna combattere i “nemici del popolo” e che viene illustrato da Andrei Platonov nel suo romanzo “Chevengur” che fece imbestialire Stalin.

Per fare questo occorre creare sempre nuovi e differenti “nemici” con la tecnica che George Orwell ha descritto in “1984”. In Italia con la vendita o delocalizzazione delle grandi industrie e con lo sfacelo delle piccole e medio-piccole “i padroni” sono scomparsi. Occorre allora rivolgersi ad un altro “nemico”: il possessore di contante.

Così, per sequestrarlo in qualche modo, si è intrapresa la marcia contro i nemici interni occultatori di contante. E’ la tecnica usata dai sovietici nel 1932-33 in Ucraina con la lotta ai “Kulaki”, i contadini proprietari che causò un milione e mezzo abbondante di morti per fame. I sovietici avevano creato persino degli eroi farlocchi, come Pavlik Morozov, ragazzino che avendo veduto che i suoi occultavano del grano richiesto dall’ammasso li denunciò alla polizia, che li fucilò debitamente. La storia veniva insegnata quale fatto edificante nelle scuole russe.
Da noi siamo sulla buona strada. Tra gli obblighi di POS, fatture elettroniche, limiti al contante, rientro di capitali, redditometro, spesometro la moneta di carta viene considerata veicolo di evasione e di riciclaggio e non, come realmente è, un normale mezzo di pagamento in uso dalla preistoria ed un “ secondo sangue”.

Adesso aspettiamo la storia di qualche Pavlik Morozov italiano che è andato a denunciare la mamma perché teneva delle banconote nel barattolo del caffè. Gli amici della Boschi la inventeranno senz’altro.

Le prime anticipazioni sulla prossima legge di bilancio sembrano confermare che l’uscita di Maria Elena non era solo una battuta. La possibilità di sanatoria sul contante, di cui si parla, potrà con la paura dare un contributo a qualche “confessione”.

E le libertà costituzionali? Quelle possono attendere.

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