La farfalla e l’isola

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Talvolta si ricorre ad esempi forse strumentali, ma verosimili, come quello riguardante l’aroma della cannella di sintesi [1] o la carestia nel Corno d’Africa, o le finanziare truffaldine in Albania, per spiegare una connessione, una possibile ripercussione per ogni evento mondiale, sia esso climatico, economico, sanitario etc. che, da un capo all’altro del “Villaggio Globale” come fa viaggiare le idee e unisce le genti, allo stesso modo avvicina e rende comuni i problemi e ne fa sorgere molti altri.

Volutamente ho fatto esempi diametralmente opposti, in vari campi, per evidenziare quanto quella famosa immagine, presa a prestito dalla Meteorologia, della farfalla che batte le sue delicate ali a Singapore e provoca l’uragano in Florida [2] possa essere ragionevolmente rapportata in ogni altro campo, in cui cause ed effetti sono imprevedibili, di portata non valutabile, talvolta con conseguenze incontrollabili.

Nessun uomo è un’isola, [3] ma neppure una nazione, una regione, una città… possono considerarsi tali, quindi al riparo, dalle “invasioni”, dai contraccolpi sociali, che certi lontanissimi eventi provocano.

Le condizioni di indigenza, precarietà, fame, sovrappopolazione, ignoranza, violazione dei diritti umani, spingono masse di “migranti” più o meno lecitamente, più o meno clandestinamente, più o meno legalmente, a venire in Occidente, in particolare in una nazione come l’Italia, dove tutto risulta essere facile per loro, dove tutto è incredibilmente ben organizzato, funzionante, insomma, il Paese del Bengodi, almeno rapportato alle condizioni invivibili dei loro paesi di provenienza.

Per questo non è pura astrazione, non è leziosità, non è semplice argomento di conversazione parlare di ciò che accade in Tibet, per il quale, oltre all’indignazione di maniera, forse il mondo civile sta facendo ben poco.

E non c’è da ridere, o magari deridere, chi auspica il boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino.

Non è possibile promuovere e sentirsi appagati da certi fittizi affratellamenti universali, come le Olimpiadi, in nome dello Sport, e non vedere ciò che avviene in Cina, e non opporsi alla violazione dei diritti umani e civili, all’atrocità dei laogai [4] , alla repressione sanguinosa di ogni manifestazione, alla sistematica azione di soffocamento di ogni anelito alla libertà, bene per difendere il quale tanti uomini sono morti e muoiono.

Non sono soltanto “affari loro”, sono anche affari nostri.

Le parole di civile protesta, anche quando sembrano inutili, fanno onore a chi le pronuncia, non sono mai parole gettate al vento, e se anche lo fossero, il vento le porterebbe ovunque.

[1] Aroma di sintesi che, immesso sul mercato a prezzi stracciati, avrebbe condotto alla rovina le migliaia di famiglie dello Sry Lanka,( la Ceylon degli Inglesi, dal ’72 tornata al nome antico) che di questo commercio vivevano

[2] Esistono anche altre versioni,  sull’origine del battito d’ali, che avviene invece che a Singapore, a Tokyo, o a Rio, originando rispettivamente un ciclone a Oslo o un terremoto in Giappone.

[3] Nessun uomo è un’ isola,/ completo in se stesso; /ogni uomo è un pezzo del continente, /una parte del tutto. /Se anche solo una zolla /venisse lavata via dal mare, /l’Europa ne sarebbe diminuita, /

come se le mancasse un promontorio, /come se venisse a mancare/ una dimora di amici tuoi,/ o la tua stessa casa./La morte di qualsiasi uomo mi diminuisce,/perché io sono parte dell’Umanità. /

E dunque non chiedere mai /per chi suona la campana: /suona per te. – (J.Donne)

[4] Campi di concentramento, vi sono detenute milioni di persone, in condizioni pessime e costrette ai lavori forzati.

Harry Wu, ex internato, autore di Laogai. I Gulag di Mao Zedong

http://it.wikipedia.org/wiki/Harry_Wu

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