La famiglia è in crisi, ancora di più la famiglia intesa in senso cristiano.

Condividi su i tuoi canali:

La famiglia e’ sotto attacco. Il 2005 e’ stato un anno record per le richieste di annullamento del matrimonio al tribunale ecclesiastico di Modena e per il 2006 si prevede un ulteriore aumento. L’allarme e’ stato lanciato dal monsignor Vittorino Tazzioli vicario giudiziale del tribunale ecclesiastico regionale emiliano all’apertura dell’anno giudiziario.

    

Lo scorso anno il tribunale ecclesiastico ha trattato complessivamente 365 cause e ne ha espletate 202. Un vero e proprio record che si traduce in una gravissima crisi della famiglia. Come considera questa situazione?

 

Sono molto preoccupato perché la famiglia è “sotto attacco” da ogni punto di vista: psicologico, formativo, giuridico. La famiglia sta vivendo una situazione drammatica. Nel giro di pochi mesi sono già un’ottantina le cause sottoposte al tribunale ecclesiastico.

Questo dipende dall’incapacità psicologica di assumersi le responsabilità e i doveri che la vita di coppia impone oltre a disarmonie negli ambienti della famiglia d’origine e discutibili modelli culturali.

 

Con questo intende dire che i giovani non capiscono fino in fondo il valore del matrimonio?

 

Si. I dati parlano chiaro! Analizzando le richieste di nullità derivanti dall’incapacità di capire cosa è il matrimonio e di assumersi gli obblighi che questo sacramento comporta, comprendiamo l’immaturità dei giovani d’oggi. Un risultato drammatico con gravi ricadute sul futuro. Se a questo si aggiunge la mancata accettazione della vita e l’incapacità a portare avanti un impegno duraturo e continuativo come l’indissolubilità, è chiaro che la famiglia è in crisi, ancora di più la famiglia intesa in senso cristiano.

 

Cosa spinge una persona a chiedere l’annullamento del matrimonio?

 

Io mi auguro che nella maggior parte dei casi sia per mettere a posto la propria coscienza o per sistemare situazioni irregolari a livello religioso e sanabili solo attraverso l’annullamento del precedente vincolo matrimoniale. Certo vi sono anche richieste non del tutto legittime a livello religioso e per me questo rappresenta un grande dispiacere.

 

Come funziona il Tribunale Ecclesiastico?

 

L’ordinamento della Chiesa dispone di un apparato giurisdizionale organizzato in una sede centrale, presso la Curia romana, e in una sede periferica, presso i Metropoliti ed i Vescovi Diocesani. Chi intende procedere all’annullamento del matrimonio deve presentare una causa al Tribunale Ecclesiastico di competenza, che ne vaglierà i presupposti. Solo se questi sono fondati avrà inizio la fase istruttoria. Le parti in causa vengono sentite dal giudice così come i testimoni chiamati a confermare le loro dichiarazioni. L’istruttoria si chiude ed inizia la fase difensiva a cui segue la sentenza.

 

Quanti sono i giudici del Tribunale Ecclesiastico? Vi sono anche giudici laici? Giudici donne?

 

Si, esistono anche laici che vengono nominati vicari giudiziali dal Vescovo e svolgono le funzioni di giudice per il Tribunale Ecclesiastico. Non abbiamo ancora giudici donna pur non essendo precluso dai codici del diritto canonico. Vi sono difensori del vincolo che sono donne e mi auguro che in futuro possa esserci anche un giudice donna. Attualmente i giudici del Tribunale Ecclesiastico di Modena sono solo sette. Erano trentaquattro quando ho assunto la carica di presidente.

 

Da quanto tempo è in carica?

 

Sono ben trentotto anni. Un elogio che mi viene fatto spesso da altri è quello di essere una persona molto umana. Sono molto fiero di questo.

 


Quale è la giurisdizione del Tribunale Ecclesiastico di Modena
?

 

Il tribunale modenese ha competenza per le aree diocesane di Modena, Carpi, Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Fidenza.

 

In media quanto dura una causa di annullamento?

 

In media durano tre mesi, ma possono arrivare al massimo anche a dieci undici mesi, escludendo i casi in cui vi sia una forte litigiosità tra le parti che arrivano purtroppo oltre i ventiquattro mesi.

 

Un fedele può chiedere da solo la dichiarazione di nullità o deve essere assistito da un avvocato?

 

Può farlo anche da solo, ma ha bisogno di una adeguata assistenza per preparare la documentazione. Vi sono molte cause che hanno il loro corso anche senza l’intervento di un legale.

 

Nel Tribunale Ecclesiastico Flaminio di Bologna si è sentita una leggera inflessione rispetto agli anni passati. Perché? E rispetto a Modena?

 

Si tratta proprio di una leggerissima inflessione. Anche a Bologna hanno molto da lavorare. Il tribunale è più piccolo,  dal momento che riguarda la parte est della regione. Per quanto riguarda la relazione con Modena, Bologna è il nostro tribunale di appello con il quale esiste fondamentalmente un grande accordo. Non ci sono disparità a livello di sentenze tra Modena e Bologna.

 

Il Tribunale Ecclesiastico di Modena si è allineato al resto di Italia riguardo al motivo principale di nullità del matrimonio?

 

Questo punto mi ha sempre fatto pensare. La nostra competenza nella provincia emiliana, riguarda le cinque sei città più densamente abitate della regione, benché più piccole rispetto ad altre realtà del Piemonte e della Lombardia. Nonostante questo il nostro tribunale ecclesiastico ha tante cause quante ne ha tutta la Lombardia.

  

Monsignor Tazzioli al termine del suo intervento, lei ha esortato gli avvocati ad essere più consapevoli del ruolo che svolgono nei confronti dei propri assistiti.

 

Il Codice di Diritto Canonico prevede che il primo tentativo, anche in sede di iter processuale, è la conciliazione. Ogni qualvolta si intraveda la speranza di buon esito devono essere adottati i rimedi pastorali necessari affinché, se possibile, i coniugi restaurino il consorzio coniugale. Io vorrei che gli avvocati, prima ancora di presentare una causa, tentassero una conciliazione tra le parti. Mi rendo conto che in certi casi è impossibile soprattutto in presenza di rapporti già fossilizzati, ma vorrei che un tentativo fosse fatto anche dagli avvocati.                                                         

 

Cosa ne pensa dei divorziati incolpevoli e di quelli che subiscono la domanda di divorzio ed ugualmente non possono accedere ai sacramenti?

 

E’ un vero e proprio dramma che mi addolora tanto. Al momento non esiste alcun rimedio. E’ un dramma….

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

La tragedia di Firenze

Il disastroso crollo nel cantiere edile in via dei Martiri, a Firenze,  oltre al problema della sicurezza, drammaticamente ha rivelato cose che purtroppo, pur essendo

Mons. Giacomo Morandi e il suo Non Expedit

Subito dopo l’Unità d’Italia, alcuni sacerdoti prima e poi voci della Chiesa  sempre più ufficiali dichiararono sconveniente e quindi inaccettabile la partecipazione dei cattolici alle