La Dirigente del Barozzi ha comunque fallito

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Alla fine, è arrivato il provvedimento di sospensione per 12 giorni a Damiano Cassanelli, lo studente del Barozzi, rappresentante degli studenti, che aveva espresso in una intervista, durante uno sciopero, critiche sul funzionamento della scuola.

La dirigente scolastica Lorella Marchesini ci tiene a fare sapere che la decisione è stata assunta dal Consiglio d’Istituto a larga maggioranza e c’è da domandarsi quale grado di rappresentatività abbia, quando gli studenti hanno espresso solidarietà a Damiano, così come i suoi insegnanti.

La dirigente poi, nella sua prima nota pubblica sulla questione,  spiega che il rappresentante d’istituto non è stato sanzionato per avere espresso le sue critiche al funzionamento della scuola, ma per “dichiarazioni denigratorie nei confronti dell’istituzione e dell’intera comunità scolastica”. Sarebbe stato più chiaro se avesse riportato le esatte parole espresse dallo studente, invece che questa fumosa frase. E’ stato per gli episodi avvenuti l’ultimo giorno di scuola dell’anno scorso? Foto, video e dichiarazioni di studenti sembrano dare ragione a chi parla di perquisizioni o comunque di controlli uno ad uno. E’ stato per la frase “Vogliamo fare gite all’estero e questo ci viene impedito, ma siamo studenti di lingue”? E’ questo che denigra l’intera comunità scolastica?

Si lancia poi in un pistolotto sull’educazione: “Valutare sul piano dell’educazione questo comportamento non è cosa banale né scontata perché chiama in causa un tema educativo per eccellenza: fin dove può spingersi la libertà di esprimere il proprio pensiero senza ledere la dignità e la reputazione altrui? Tutti siamo convinti che la scuola sia il luogo del dialogo e del confronto ma anche dell’educazione alla responsabilità”.  La libertà può spingersi fin dove non va contro le leggi, ma in quel caso si chiede il ricorso della magistratura.

In realtà, per giudicare questa vicenda, basta guardare il risultato ottenuto: un ragazzo con ottimi voti a scuola, che per mantenersi agli studi lavora, che parla quale rappresentante degli studenti e quindi con un ruolo che merita tutela, paga pesantemente le sue opinioni e rischia di averne danni sul suo percorso scolastico.

La dirigente scolastica sostiene: “Il Barozzi non è una scuola autoritaria e punitiva”. In realtà è stata autoritaria, si è cioè avvalsa dei suoi poteri e delle sue influenze e senz’altro ed è stata esageratamente punitiva, per nulla educativa, incutendo negli studenti la paura ad esprimersi per paura di ritorsioni.

Niente autorevolezza, niente dialogo con gli studenti, nessuna volontà di appianare ma soltanto di farla pagare.

Comunque vada la dirigente scolastica ha fallito e a uscirne con le ossa rotte non è il Barozzi, è lei e dovrebbe trarne le conseguenze.

PS. Sarebbe interessante che la maggioranza dei consiglieri d’istituto che hanno espresso segretamente il loro voto, ora spiegassero pubblicamente le loro motivazioni,

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