La Direzione provinciale Pd valida gli indirizzi programmatici

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La Direzione provinciale Pd valida gli indirizzi programmatici

Ora la discussione, per i prossimi tre giorni, si sposta sui Circoli di città e provincia

 

La Direzione provinciale del Pd modenese, nella riunione di martedì 16 gennaio, ha validato la bozza di documento contenente alcune delle linee programmatiche, messe a punto dalla Segreteria provinciale, che, nei prossimi tre giorni, verranno portate alla discussione e alla integrazione nei Circoli Pd della città e della provincia. Il dibattito nei Circoli dovrà, inoltre, orientare la definizione di una rosa di proposte che prende le mosse dalla ricandidatura dei cinque parlamentari uscenti che hanno dato la propria disponibilità: Davide Baruffi, Edoardo Patriarca, Giuditta Pini, Matteo Richetti e Stefano Vaccari. La Segreteria provinciale avrà poi il compito di fare sintesi di quanto dibattuto nei Circoli: da quella sede usciranno le proposte che il Pd modenese porterà all’attenzione delle istanze superiori del partito. Ecco una sintesi delle linee programmatiche approvate dalla Direzione provinciale:

 

SPUNTI RIFLESSIVI PER LA STESURA DEL PROSSIMO PROGRAMMA ELETTORALE

 

Ci sono temi su cui il Pd dovrà portare proposte concrete nel proprio programma elettorale in vista delle elezioni politiche del 4 marzo: i più urgenti sono il sistema fiscale, il lavoro, l’ambiente, gli Enti locali e l’innovazione istituzionale, diritti, uguaglianza e povertà, la cultura e la formazione, e l’Europa.

Il sistema fiscale deve diventare più equo e più giusto, al fianco dei cittadini e delle imprese virtuose.

Il lavoro deve garantire che il futuro dei nostri giovani possa essere costruito su cemento e non su sabbia: occorre aumentare le possibilità di stabilizzare il lavoro e di rendere la maggiore flessibilità uno strumento che garantisca la ricerca delle opportunità senza mettere in discussione la tenuta del tenore di vita.

La tutela dell’ambiente è condizione per la tutela più generale del futuro delle nostre comunità. In questo l’Emilia-Romagna rappresenta un modello per creare l’autosufficienza dei territori. In particolare sul grande tema della gestione e dello smaltimento dei rifiuti occorre procedere verso un azzeramento delle discariche, incentivare al riuso, aumentare la raccolta differenziata e l’effettivo recupero, di modo che l’utilizzo dei termovalorizzatori di nuova generazione possa diventare marginale per completare il ciclo e produrre energia secondo gli standard europei.

Gli Enti locali devono essere messi in condizioni di costruire efficaci risposte per le comunità amministrate. La nuova stagione deve essere fondata su due parole chiave: distinzione e autonomia. Distinzione perché gli Enti locali virtuosi non possono essere sottoposti ai vincoli e alle limitazioni degli Enti in dissesto. Autonomia di modo che gli Enti locali possano orientare politiche e macchina amministrativa verso le necessità dei territori. Fondamentale, poi, un riordino organico di tutti i livelli istituzionali e delle rispettive funzioni assegnate.

Occorre riaffermare i valori dell’uguaglianza sostanziale delle persone. Se la politica lascia indietro, al di fuori o anche solo ai margini pezzi di società, questi pezzi reagiscono e si organizzano in discontinuità, rottura e purtroppo spesso in conflittualità con essa.

La cultura e la formazione sono il vero asse del futuro.

L’Europa rimane ed è, ora più che mai, la nostra prospettiva comune e nell’idea di Europa albergano le speranze di crescita, sostenibilità e più n generale di futuro per le nuove generazioni.

 

 

 

 

 

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