La ‘digitalizzazione’ berlusconiana: un altro fallimento documentato

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Uno dei capisaldi del programma di questo governo era la cosiddetta (impropriamente chiamata) digitalizzazione, cioè, per dirla correttamente, la introduzione di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT).

In sostanza l’introduzione e l’uso di Internet e dei relativi strumenti informatici ai fini dello sviluppo del paese (‘internetizzazione’).

Già sappiamo che di sviluppo non s’è ne è vista traccia, purtroppo. Ma anche in fatto di ‘internetizzazione’ siamo messi malissimo nonostante che Berlusconi avesse a suo tempo strappato un valente dirigente, Stanca, alla notissima IBM per garantirne il successo.

Un altro fallimento del ‘ciocapiatt’ Berlusconi, se dobbiamo credere al Network Readiness Index (indice di ‘internetizzazione’) del Global Information Technology Report 2005-2006 del World Economic Forum pubblicato oggi, che ci relega al 42° posto, penultimo in Europa e solo davanti alla Grecia, sulle 115 nazioni censite che vanno dagli Stati Uniti, primo in classifica per la terza volta in cinque anni, alla Etiopia, ultima.

Davanti a noi ci sono paesi come il Qatar, il SudAfrica, Cipro, Malta, Cile, gli Emirati Arabi Uniti (Dubai, Abu Dhabi, etc.), Portogallo, quest’ultimo 27° con un punteggio triplo del nostro.

I paesi nordici sono in testa alla classifica europea: Danimarca, Islanda e Finlandia ottengono rispettivamente la 3a, 4a e 5a posizione, mentre la Svezia è poco distante all’8° posto.

Negli ultimi cinque anni questi paesi si sono mantenuti costantemente tra i primi 10 in classifica mondiale, presentando elevati tassi di penetrazione nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT). Il loro ottimo posizionamento rispecchia la medesima serie di fattori che ha sospinto tali economie ai vertici della graduatoria della competitività

mondiale.

Tra questi figurano un sistema educativo altamente sviluppato che ha promosso una forte cultura dell’innovazione; la trasparenza della pubblica amministrazione che ha contribuito all’emergere di un clima favorevole per le nuove attività produttive; una forte predisposizione ad adottare le tecnologie più avanzate, tanto nel settore pubblico quanto nel mondo delle imprese e nella società civile.

Per quanto riguarda gli altri paesi, si distinguono la Svizzera, (9° posto), Regno Unito (10° posto), Paesi Bassi (12° posto), Norvegia (13° posto), Germania (17° posto) e Austria (18° posto). L’Estonia primeggia tra i paesi dell’Europa centrale e orientale, attestandosi 23a sulle 115 nazioni censite (guadagnando due posizioni rispetto allo scorso anno), grazie in parte a un eccellente quadro normativo per le ICT.

«Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione rappresentano attualmente uno dei più importanti fattori propulsivi dell’efficienza e della produttività nell’odierna economia globale in rapida evoluzione. I paesi nordici sono stati per molti anni i centri nevralgici delle ICT, riuscendo a sfruttare le tecnologie più avanzate per migliorare l’efficienza delle loro economie e accrescere gli standard di vita. I loro ottimi posizionamenti sono riconducibili a una combinazione di fattori che si rafforzano a vicenda: buona gestione delle finanze pubbliche che consente ai governi di investire in istruzione e ICT, quadri normativi favorevoli all’attività del settore privato, nonché elevati livelli di trasparenza e apertura all’interno delle amministrazioni pubbliche, che alimentano la fiducia delle imprese» ha dichiarato Augusto Lopez-Claros, Direttore del Global Competitiveness Network presso il World Economic Forum e co-redattore del Rapporto.

 

Dimenticavo di dire che in Francia il costo di un abbonamento mensile ADSL, a parità di banda, è meno della metà delle tariffe italiane. Anche le tariffe della nostra Telecom che opera anche in Francia sono la metà di quelle che la stessa Telecom ci pratica in Italia dove ha un mercato di monopolio di fatto, protetto dalla legge, specie per le attrezzature di centrale, dai modem al doppino che arriva in casa nostra.

Per quanto riguarda invece l’introduzione del digitale terrestre, una nuova tecnologia per la trasmissione del segnale televisivo che permette a Mediaset di valicare i limiti precedentemente posti sui tetti della raccolta pubblicitaria, e quindi di ulteriormente incrementare gli utili rimbecillendo vieppiù gli italiani con programmi trash da seminfermi mentali, siamo davanti anche agli USA.

Vorrei inoltre fare notare che all’ultimo CEBIT di Amburgo, la rassegna mondiale di Informatica (ICT), la nostra presenza era limitata al servizio di mensa (ottimi spaghetti, mi dicono) ed alla fornitura di astucci pregiati, firmati dai nostri grandi nomi della moda, per telefonini e PC portatili fabbricati altrove e da noi acquistati devastando sia la bilancia dei pagamenti internazionali, che quella valutaria, entrambe in un coma cronico da prof
ondo rosso.

 

Giuseppe Venturi

 

Global Information Technology Report 2005-2006

 

Graduatoria-Paese-Punteggio

 

1 United States 2.02

2 Singapore 1.89

3 Denmark 1.80

4 Iceland 1.78

5 Finland 1.72

6 Canada 1.54

7 Taiwan 1.51

8 Sweden 1.49

9 Switzerland 1.48

10 United Kingdom 1.44

11 Hong Kong SAR 1.44

12 Netherlands 1.39

13 Norway 1.33

14 Korea, Rep. 1.31

15 Australia 1.28

16 Japan 1.24

17 Germany 1.18

18 Austria 1.18

19 Israel 1.16

20 Ireland 1.15

21 New Zealand 1.14

22 France 1.11

23 Estonia 0.96

24 Malaysia 0.93

25 Belgium 0.87

26 Luxembourg 0.80

27 Portugal 0.56

28 United Arab Emirates 0.54

29 Chile 0.52

30 Malta 0.51

31 Spain 0.47

32 Czech Republic 0.36

33 Cyprus 0.36

34 Thailand 0.35

35 Slovenia 0.34

36 Tunisia 0.33

37 South Africa 0.30

38 Hungary 0.27

39 Qatar 0.25

40 India 0.23

41 Slovak Republic 0.19

42 Italy 0.16

43 Greece 0.08

44 Lithuania 0.08

45 Mauritius 0.07

46 Kuwait 0.06

47 Jordan 0.03

48 Turkey 0.00

49 Bahrain 0.00

50 China –0.01

51 Latvia –0.03

52 Brazil –0.04

53 Poland –0.09

54 Jamaica –0.11

55 Mexico –0.14

56 Botswana –0.16

57 Croatia –0.23

58 Romania –0.23

59 El Salvador –0.24

60 Kazakhstan –0.24

61 Ghana –0.25

62 Colombia –0.27

63 Egypt –0.29

64 Bulgaria –0.31

65 Uruguay –0.31

66 Panama –0.33

67 Pakistan –0.34

68 Indonesia –0.36

69 Costa Rica –0.37

70 Philippines –0.37

71 Argentina –0.38

72 Russian Federation –0.39

73 Azerbaijan –0.40

74 Trinidad and Tobago –0.42

75 Vietnam –0.47

76 Ukraine –0.49

77 Morocco –0.51

78 Namibia –0.53

79 Uganda –0.60

80 Serbia and Montenegro –0.63

81 Venezuela –0.65

82 Macedonia, FYR –0.67

83 Sri Lanka –0.68

84 Tanzania –0.69

85 Peru –0.70

86 Armenia –0.72

87 Algeria –0.72

88 Gambia –0.72

89 Dominican Republic –0.73

90 Nigeria –0.74

91 Kenya –0.75

92 Mongolia –0.76

93 Tajikistan –0.77

94 Moldova –0.78

95 Mali –0.78

96 Georgia –0.82

97 Bosnia and Herzegovina –0.87

98 Guatemala –0.88

99 Cameroon –0.88

100 Honduras –0.89

101 Mozambique –0.94

102 Madagascar –0.99

103 Kyrgyz Republic –1.01

104 Cambodia –1.03

105 Zimbabwe –1.04

106 Albania –1.04

107 Ecuador –1.07

108 Benin –1.07

109 Bolivia –1.10

110 Bangladesh –1.11

111 Guyana –1.11

112 Nicaragua –1.14

113 Paraguay –1.23

114 Chad –1.36

115 Ethiopia –1.39

 

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