La Destra

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Si è costituito questo nuovo movimento politico. Abbiamo chiesto al coordinatore regionale Paolo Casolari di spiegarci i contenuti, i contorni e le aspettative

Paolo Casolari, modenese, classe ’60, sposato, due figlie, giornalista professionista, laurea in legge, vanta una ventennale esperienza di cronista e articolista in testate nazionali e locali e di dirigente alla comunicazione in pubbliche amministrazioni.

L’esperienza politica lo ha visto attivo a Modena sin dalla fine degli anni Settanta con il Centro culturale Ulixes, poi nel Msi e in Alleanza nazionale, dove è stato Consigliere capogruppo al Comune di Modena dal 1999 al 2004. Insieme a Storace, Buontempo, Musumeci ed altri ha fondato, il 26 luglio scorso, la nuova formazione politica La Destra

 

 

La Destra: perché si è formato questo nuovo movimento politico?

 

Perché non può dirsi di destra chi ostenta laicismo sulla fecondazione assistita, chi propone il Corano nelle scuole, chi annuncia la battaglia per il voto agli immigrati senza alcuna contestualizzazione, chi insomma, come Gianfranco Fini, sbriciola poco a poco i valori tradizionali della destra italiana – raccolti intorno ai suoi due pilastri d’identità e socialità – procedendo per strappi “mediatici” progressivi e mai discussi o meditati col partito. Tutto questo ha creato un vuoto di percorsi e strategie non, come qualcuno dice, alla destra di An, ma in An stessa. Un vuoto che ora la nostra nuova formazione politica sta finalmente andando a colmare.

 

Storace guidava già una corrente all’interno d’An. Perché quest’ulteriore scelta?

 

Perché in An è soffocata la democrazia interna ed è leso il sentimento di dignità politica. Quindi, una corrente aveva armi spuntate. Non a caso la destra sociale di An oggi, di sociale ha solo il nome.

 

Ma tutto questo non è un altro contributo a dividere le forze dell’opposizione?

 

In edicola lei trova tanti giornali, ma alla fine ne acquista solo uno. E se questo giornale fa inchieste vere che altri non fanno e piace, perché non distribuirlo?

Inoltre, abbiamo idee molto chiare sulla Cdl, senza i tentennamenti di qualcuno al vertice del mio ex partito. Vogliamo Berlusconi come leader di una coalizione di centrodestra di cui facciamo parte con lealtà.

 

Tra i vostri primi obbiettivi cosa avete messo?

 

Innanzitutto la nostra Assemblea Costituente del 10 e 11 novembre al Palazzo dei Congressi di Roma, dove potranno partecipare tutti gli iscritti – si badi bene gli iscritti, non i delegati – de La Destra. Quindi democrazia interna. Poi le grandi battaglie di contenuti: contro le caste e i costi della politica, l’identità nazionale e la difesa della comunità italiana di fronte agli sbracamenti verso l’immigrazione; la tutela della vita e il no all’eutanasia, la difesa delle tradizioni cattoliche del nostro paese e, soprattutto, la grande attenzione alla socialità e alle fasce deboli, per una destra che ai salotti preferisce i luoghi della sofferenza.

 

Eppure ogni nuova aggregazione che nasce ha dei costi, anche perché non può vivere d’aria. Non c’è un po’ di contraddizione tra il vostro essere e il volere essere?

 

Noi non pesiamo sul contribuente italiano, anzi, offriamo un nuovo interessante prodotto a costo zero: non abbiamo auto blu, non abbiamo contributi pubblici a giornali e, nonostante abbiamo tre senatori, tre deputati e un europarlamentare, non abbiamo il finanziamento ai partiti perché è sinora mancato un appuntamento elettorale nazionale. Il Congresso costituente lo pagheremo da noi, volontariamente, con le adesioni che andiamo raccogliendo ad un ritmo esponenziale. Questa povertà, mi passi il termine “evangelica”, è forse il miglior biglietto da visita per confermare che ne La Destra non c’è contraddizione alcuna”. Anche in questo siamo “politicamente scorretti”.

 

 

Secondo Lei questo governo cadrà per vostre spallate o per un terremoto al suo interno?

 

Considerato l’assetto “variabile” del Senato, il Governo cadrà quando lo scontro sotterraneo in corso e in crescita tra i centristi di tradizione trasformista (Mastella, Dini  Fisichella et similia) e la sinistra laburista e radicale arriverà a un punto tale di non ritorno da far sì che il continuare assieme provocherebbe danni maggiori, alla loro consistenza, che separarsi ed andare al voto. In tutto questo sarà interessante capire ruolo e peso del nascente Partito Democratico che, nonostante la grancassa di media amici (l’80%), non sta bucando il video, cioè l’attenzione della gente, e soprattutto paga, nel momento per lui più sbagliato, la fragilità e la confusione di chi sta riorganizzando le truppe con una operazione di vertice.

Bene, lei dirà, ma allora cade o no sto Prodi?  Sarebbe un bene per l’igiene d’Italia e, se posso azzardare una previsione, questa iattura finto-soporifera non andrà oltre la prossima primavera.

 

 

In tal caso cosa proporrete nuove elezioni o governo d’emergenza?

 

Nuove elezioni subito, con l’attuale legge elettorale integrata dalla preferenza e dal collegio unico nazionale al Senato.

 

Chi vede come nuovo leader del centro destra del futuro prossimo?

 

Berlusconi, senza dubbio alcuno.

 

Paolo Casolari chi è e cosa ha in mente di fare in Emilia Romagna ?

 

Il mio impegno come Coordinatore regionale de La Destra è stato assorbito, dalla fondazione del Partito il 26 luglio scorso ad oggi, dalla costruzione di una rete di Comitati in tutte le nove province della nostra regione.

La visita in Emilia-Romagna, il 15 settembre, del Segretario nazionale Francesco Storace ha chiuso questo ciclo e certificato l’assetto – che a brevissimo vedrà i nascere strutture territoriali provinciali del Partito – con una serie d’incontri tra Piacenza, Mirandola, Bologna e Ferrara. Queste manifestazioni hanno visto la partecipazione d’iscritti e simpatizzanti superiore ad ogni aspettativa; solo a Bologna eravamo il doppio dei presenti in sala, mesi prima, al congresso regionale di An.

Ora si passa alla battaglia politica, incentrata sui due grandi filoni della destra italiana, con qualche variabile tutta emiliana che non posso ancora anticiparle. Due esempi recenti. Su fronte “sociale” abbiamo denunciato un caso di gravissima malasanità a Piacenza, che ha fatto il giro di tutti i media d’Italia: un Welby all’incontrario che vuole vivere ed al quale la regione Emilia-Romagna passa un’elemosina. Poi l’”identità”, con la guerra annunciata del La Destra alla costruzione della più grande moschea d’Europa a Bologna.

Infine, non ultimo, sarà l’impegno organizzativo per la Costituente del 10/11 novembre.

 

 

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