La Cultura a Modena

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Considerazioni, alla luce delle polemiche per lo “scippo”  dell’evento su PAVAROTTI  da parte dell’ ”Arena di Verona”

 


In questi giorni, si rinnovano a Modena le polemiche sullo “scippo”  alla nostra città da parte dell’Arena di Verona e di Nicoletta Mantovani  dell’evento (del 6 settembre 2017) per la celebrazione dei dieci anni dalla morte del grande tenore Luciano Pavarotti . Non voglio entrare nel merito (anche perché altri, meglio di me, possono pronunciarsi. Tra gli altri si è espresso il bravissimo giornalista “modenese” de “La Stampa” , Alberto Mattioli, che è un eccellente critico musicale , e domenica 19 marzo, ha scritto “ Per anni solo show osceni… per anni si è imposta un’immagine di Pavarotti che faceva torto principalmente a lui, alla sua memoria e alla sua storia e in seconda battuta a chiunque disponga di un minimo di gusto e di cultura… “  .. “dopo aver avallato per anni delle oscene operazioni commerciali con il pretesto di ricordarlo” ), desidero solo sottolineare che a Modena la cultura è valutata sulla quantità e non sulla qualità (segue una mia annotazione in proposito). Inoltre, è “improvvista” : infatti, a sei mesi dalla ricorrenza dei 10 anni, Modena non ha ancora predisposto alcuna proposta operativa seria, quando ( ce lo ribadiscono saggi e manuali delle case editrici “Isedi” e “Franco Angeli”, di autori come   Kostler o l’italiano Lugi Guatri della “Bocconi”), per organizzare un evento occorre sempre ispirarsi alla “pianificazione-programmazione-organizzazione-controllo” ,  dove la pianificazione-programmazione devono avvenire a monte (almeno 2 anni prima) e l’organizzazione con almeno 12-18 mesi  prima della data dell’evento. Non 5-7 mesi prima come pensa (si fa per dire) l’Assessore Cavazza per i 10 anni di Pavarotti e per qualsiasi altro evento(si voglia organizzare) .  

Dai giornali di questi giorni si apprende che “sono quasi finiti i biglietti per l’evento di Verona “(a prezzi compresi tra  44 e 149 euro ciascuno) , e si legge che l’evento sarà ripreso e trasmesso dalla RAI in Eurovisione. Evidentemente i dirigenti dell’Arena di Verona  si sono mossi con anticipo rispetto ai tempi dell’Assessorato alla Cultura di Modena.  Probabilmente i modenesi potranno cercare i biglietti per l’Arena oppure si recheranno a Carpi, dove (proprio sabato 18 marzo viene data notizia)  ci saranno  cinque “star per cinque serate”  (Battiato, Giovanni Caccamo e Robustelli, Niccolò Fabi, Francesco Gabbani e Francesco Guccini ) A Modena invece (notizia di sabato 18 marzo)  avremo “la disfida del supplì con lo chef Massimo Bottura (a mio avviso, eccellente) che combatte contro un team composto dal suo direttore di sala, Beppe Palmieri, da Pierluigi Boscioli –leggendario fornaio romano-,  Arcangelo Dandini, chef di fama internazionale del ristorante capitolino “L’Arcangelo” , da Francesca Barreca e Marco Baccanelli , noti come “The Fooders” grazie al loro micro ristorante “Mazzo” nel popolare quartiere romano di “Centocelle” . Grande disfida all’insegna del “supplì” d’oro.

 

SEGUE NOTA-CONSIDERAZIONI SULLA CULTURA A MODENA
(Roberto Armenia)

CULTURA A MODENA 2017

Anzitutto complimenti vivissimi ai giornalisti Davide Berti, Michele Fuoco e Stefano Luppi che sono riusciti a  “riempire”  due pagine de “La Gazzetta di Modena” di martedì 7 marzo 2017 con le dichiarazioni “ a ruota libera” dell’Assessore Giampietro Cavazza, due pagine sul nulla, dove, parafrasando Ennio Flaiano, “il niente si genera e moltiplica per partenogenesi”. Infatti, nelle pagine 12 e 13 del quotidiano, nei sei diversi servizi e interviste , sulla “Cultura a Modena” , non si trova alcuna linea direttrice , alcuna idea, né, tantomeno, alcuna pianificazione-programmazione sulla cultura a Modena, per l’oggi e il domani.  Non sto a sottolineare l’importanza della cultura (per il sociologo Lewis Mumford –vedi il suo saggio “La città nella storia” –  “è il moto di intelligenza e l’atto di coscienza che fa dell’abitante un cittadino”; per Umberto Eco con la “cultura si mangia e si può arginare anche il terrorismo”  ecc) , che è un “ascensore sociale” , un vero e proprio “motore di sviluppo socio-culturale e di crescita economica” .  Ma piuttosto  occorre che sappiamo cosa si intende per qualità ( non certo quella perseguita attraverso il coinvolgimento di tante, tantissime iniziative a livello “dilettantistico”) . Ricordo che negli anni 60, prima Rubes Triva poi Germano Bulgarelli (da Assessori alla Cultura e poi come Sindaci) cominciarono ad investire in cultura, affermando che l’Amministrazione comunale non doveva limitarsi a fornire certificati o autorizzazioni, ma doveva incidere nella vita e per la formazione (ed il divertimento insieme) dei cittadini . Da lì sono nate splendide mostre d’arte in otto-dieci sedi di tutto rispetto (dalla” Sala Comunale della Cultura”  alla     “Saletta” del “Caffè Nazionale” , alle Gallerie private “La Fonte d’Abisso”,  “Mutina” e, “La Sfera” ecc) con i maggiori, più qualificati artisti ( da  Pietro Arrigoni a Renato Birolli,  Remo Brindisi, Xavier Bueno, Massimo Campigli,  Carlo Carrà, Michele Cascella, Felice Casorati,  Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Giorgio Morandi , Mauro Reggiani ecc   ecc) , è nato il “mitico” “Festival del Libro economico” , che ha portato a Modena 17 tra i maggiori, più prestigiosi editori italiani (da ”Edizioni di Comunità”, a “Giulio Einaudi” a GianGiacomo Feltrinelli con Inge “ , a Livio Garzanti,  a  Arnoldo Mondadori, Angelo  Rizzoli  ecc  ecc- ) con autori (da Alberto Bevilacqua a Luciano Bianciardi, Dacia Maraini,  Lucio Mastronardi, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini,   Cesare Zavattini ecc) presso la “Sala Comunale della Cultura” , presso biblioteche , circoli e associazioni culturali e presso aziende di Modena e provincia. Il tutto a costi zero per la collettività  (un esempio l’allora Assessore all’Economato Giuseppe Gherpelli  dichiarava che le casse del Comune  erano “vuote”. Pertanto, anche i pranzi e le cene  per gli editori e per gli scrittori venivano “sponsorizzate” dalle diverse case editrici che avevano  creduto ed investito in Modena, capitale del libro e della cultura) . L’Amministrazione si limitava a coinvolgere-sensibilizzare e “pilotare” sia il pubblico sia il privato con idee e con una pianificazione –programmazione veramente di qualità. In quegli anni, è nata anche l’ “ATER-Associazione Teatri dell’Emilia-Romagna”  (ricordo i viaggi con Rubes Triva a Roma, Milano per incontrare Maurizio Scaparro , a Bologna per convincere Giorgio Guazzotti a lasciare la Casa Editrice “Cappelli” per dirigere la costituenda “Associazione Teatri Emilia-Romagna”)  . E’ stato costituito l “Ente Manifestazioni Artistico-Culturali Modenesi”  (con tanto di Statuto ) , che prevedeva  un ampio e diversificato programma artistico-culturale in Modena e provincia : con la nascita a Modena del “Centro Studi del Romanico” (da affidare ad Enrichetta Cecchi Gattolin), a Carpi il trasferimento della Collezione Gandini di stoffe e tessuti e la formazione del primo “Museo della Moda”, a Sassuolo il “Museo della Ceramica” e, con l’Orchestra Stabile dell’Emilia-Romagna , diretta dal Maestro Eugenio Bagnoli,  con  i più prestigiosi musicisti e docenti all’allora Liceo Musicale “Orazio Vecchi” : dal  violinista-concertista Sandro Materassi  alla “prima tromba de
lla Scala” Alvaro Persenico al chitarrista Alvaro Company, allievo di Segovia.  Come anticipato, il programma era di grande qualità: una delle prime manifestazioni prevedeva una grande mostra dedicata all’arte, dal realismo all’astratto,  cui avevano già aderito Renato Guttuso e Pablo Picasso ( un viaggio stancante ma entusiasmante a Vallauris, con l’autista del Sindaco, Bettelli)  e –grazie agli interventi e ai buoni uffici dello scrittore francese  Jacques Kermoal e del direttore della rivista “Metrò” , Bruno Zevi-  stava per aderire anche Marc Chagall.  MA TORNIAMO A NOI, ai giorni nostri . Dicevamo  che occorre definire cosa si intende per qualità e sottolineare che (come scriveva Lord Byron) “la bugia è una verità mascherata” e l’Assessore Cavazza non fa che raccontare “bugie” a cominciare dal titolo della sua intervista “Il Polo dell’Immagine porterà pubblico”  , confondendo i contenitori con i contenuti . In proposito , voglio ricordare i risultati di una indagine motivazionale quali-quantitativa effettuata dalla “Demoskopea” :  il 57% delle motivazioni per intraprendere  un viaggio, una vacanza   provengono dalle offerte artistico-culturali ecc  Se e quando queste sono vere-reali, di QUALITA’.  BOLOGNA (e prima  Ferrara, Mantova ed ora anche Piacenza ) ce lo dimostra con  le centinaia di migliaia di visitatori alle Mostre a Palazzo Fava ecc . Questo nello stesso periodo in cui a Modena abbiamo , poco più di 11.000 –compresi gli ingressi gratuiti , difficilmente verificabili per il “Festival Filosofia 2016- per una MOSTRA DI FIGURINE costata più di 200 mila euro, quando l’Amministratore Delegato delle “Figurine Panini” Hugo Sallustro  l’avrebbe “regalata”- gratis-  al Comune,   con anche una sua funzionaria per dare informazioni e fare da guida-cicerone .  RIPETO E SOTTOLINEO QUANTO SCRITTO -8-10 giorni fa- rispondendo alla Lettera del SINDACO MUZZARELLI nella quale  evidenziava-“sublimava” i risultati più che positivi del primo periodo –a metà del guado- del Suo mandato di SINDACO : A MODENA , nella cultura, per la cultura, SI PERSEGUE LA QUANTITA’ e NON LA QUALITA.    E spesso a costi esorbitanti.  Purtroppo

 

 

“nientologo di  tutto, tuttologo del niente “ (Aldo Grasso)

“indossatore del nulla, speaker non leader” (Marcello Veneziani )

 

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