“” La cucina e’ di per sé scienza”” al MEF

Condividi su i tuoi canali:

Ha introdotto e  coordinato l’ incontro il giornalista Roberto Armenia, stimatissimo giornalista modenese, che dal 1962 ad oggi   ha organizzato e  quasi sempre anche condotto, oltre seimila  incontri  con autori  

 

Presso il “MEF” di Modena si è svolto  un ghiotto  appuntamento sulla magia del cibo e sulla salute, con la guida dello “scienziato-scrittore” modenese Mario Celso Baraldi, che ha presentato il libro-novità “Il cibo come scusa” .  

Ha introdotto e  coordinato l’ incontro il giornalista Roberto Armenia, stimatissimo giornalista modenese, che dal 1962 ad oggi   ha organizzato e  quasi sempre anche condotto, oltre seimila  incontri  con autori.  Armenia, che dal 1 settembre 2013 è consulente della “Fondazione Rocca di Vignola” per la Comunicazione, l’Ufficio Stampa , le Relazioni Esterne e direttore del periodico “Fondazione informa”,  ha organizzato  anche otto edizioni del “Premio giornalistico-letterario Città di (con  autori prestigiosi   tra cui anche Norberto Bobbio ,  Mario Luzi,  Eugenio Garin,  Michail) e  più di cinquecento  incontri in 23 anni al “Club La Meridiana” . “La cucina è di per sé scienza. Sta al cuoco farla diventare arte” , scrive Gualtiero Marchesi.  “Il cibo come scusa” è il curioso, intelligente e prezioso libro-novità del modenese  Mario Celso Baraldi .  Mercoledì 24 febbraio,  presso  il “MEF Museo casa Enzo Ferrari” di Via Paolo Ferrari a Modena,    Mario Baraldi  ha presentato  il suo divertente e intrigante libro “Il cibo come scusa. Opinioni sulla vita di oggi. I modi di dire sul cibo sono un pretesto , una scusa” (“Edizioni Il Fiorino”) , che è una raccolta di cento aforismi, modi di dire ed espressioni popolari sul cibo, con caustiche e divertenti considerazioni sui vari cibi e sulla salute, a cura dell’autore , che è un famoso e stimato scienziato e –nel tempo stesso- un arguto divulgatore degli abbinamenti cibo-salute, con continue, divertenti considerazioni , tra l’ironico e il faceto, su argomenti di attualità, su fatti e avvenimenti quotidiani. 

L’incontro ad inviti,   avvenuto  grazie alla organizzazione e sponsorizzazione  di “Maserati Automobili” e “Mediolanum Banca”,  è stato arricchito da un mini-concerto del musicista Claudio Mattioli   e dalla proiezione di diapositive dedicate alle dieci  bellissime opere di pittura (acquerelli e tecnica mista) di Giuliano della Casa, ispirate al cibo e alla salute . La copertina è un inno al “pane e al vino” come abbinamento base del mangiare di nutrizione e per soddisfazione. Particolarmente apprezzate  le presenze e partecipazioni del regista – showman Guido De Maria, e del fotografo “Beppe Zagaglia. Il primo  ha intrattenuto  i presenti con un mini spettacolo di teatro cabaret , con l’accompagnamento musicale di Claudio Mattioli. Il secondo  ha proiettato (con il commento di Mario Baraldi)  alcune sue fotografie  dedicate a Modena (Duomo, Ferrari day, Palazzo Ducale ) e alle sue eccellenze enogastronomiche .   Mario Celso Baraldi ,  Professore di Farmacologia e Farmacognosia della Facoltà di Farmacia  all’Università di Modena e Reggio Emilia, ha approfondito le proprie conoscenze nel campo della Neuropsicosifarmacologia , lavorando al NIMH di Washington (USA) dal 1977 al 1980. E’ autore di 233 pubblicazioni scientifiche sulle maggiori, più prestigiose riviste internazionali del settore. E’ membro dell’ “Accademia nazionale di Scienze, Lettere e Arti” di Modena e socio, di lunga data, del “Rotary Club” di Modena (di cui è stato presidente ed ora è ”  Past Discrict” Governatore –PDG- del Distretto 2072).   Dal  2014 è anche Responsabile del “Progetto internazionale di Pace per il Mediterraneo” del Rotary  Internazionale (nomina a Berlino) . Nato a Modena, ha vissuto, in prima persona, i drastici cambiamenti della società italiana dal dopoguerra ad oggi. 

Armenia, nell’introduzione alla serata, tra l’altro , ha ricordato l’importanza degli AFORISMI attraverso i secoli : dall’antichità – vedi Ippocrate ( “fa che  il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo”)  e Platone che riferendosi a Socrate , dice: “gli uomini vivono per mangiare, Socrate mangia per vivere” (fino al 1769 gli aforismi erano incentrati sul cibo e  sulla medicina con Ippocrate e la Scuola Medica salernitana “prima digestio fit in ore” –la prima digestione avviene in bocca-).  Durante il Rinascimento c’è stato un’esplosione di aforismi, che via via prosegue nell’Ottocento (filosofi come Arthur Schopenauer,  poeti come Giacomo Leopardi e Friedrich Nietzsche ) e nel Novecento . Anzi nel XX secolo (specialmente dopo la fine della seconda guerra mondiale ) c’è stata una nuova esplosione di letteratura basata sugli aforismi, dal poeta Umberto Saba ad Ennio Flaiano , a Giovanni Papini  Celebri gli aforismi di Albert Einstein. Negli anni 48-50 , furoreggiavano in Italia giornali umoristici come “Marc’Aurelio” e “il Travaso delle idee” a Modena invece “Mo che ghegna “ e poi “il Sandrone”, ricchi di aforismi e modi di dire . Per Indro Montanelli “una vignetta o un aforisma sono più immediati ed incisivi caustici di un intero articolo”. Lo stesso Umberto Eco –che è stato maestro nel coniugare l’erudizione con la leggerezza. Va sottolineato che   ai presenti, al “MEF” mercoledì 24 febbraio 2016, è offerta la possibilità di visitare il “Museo casa Enzo Ferrari” , che, da mercoledì 17 febbraio ospita una MOSTRA UNICA e IRRIPETIBILE dedicata alle LEGGENDARIE “FERRARI” legate alla storia del cinema. Con automobili “Ferrari”  che hanno alimentato la leggenda del cinema, dalla “Ferrari” che valse l’Oscar ad Al Pacino per il remake di “Profumo di Donna” alle Rosse di “Miami Vice”, la popolare serie televisiva,  alla mitica “Ferrari Cabriolet Pininfarina” amata da Marilyn Monroe ( che “scorrazzava” su questo bolide-scultura per le strade di Beverly Hills). In chiusura, Guido De Maria e il musicista (fisarmonica) Claudio Mattioli hanno offerto un mini concerto musicale con un altrettanto mini spettacolo di teatro cabaret.  Come anticipazione dello spettacolo che faranno  giovedì 10 marzo 2016 presso l’”Antica cantina Gavioli” di Nonantola  dal titolo  “Tanto rumore per sette note” con testi di Mario Audino.

 

 

 

 

Annotazioni-considerazioni (PER CHI VUOLE SAPERNE DI PIU’ ) a cura di Roberto Armenia

  • Molte storie e parabole della “Bibbia” parlano di cibo e di tavola. Tra le tante rivoluzioni fatte da Gesù, c’è anche quella di avere rivoluzionato il modo di concepire il cibo.
  • Mai come in questi giorni, sono di moda e attuali i cuochi (o chefs) , che si trasformano sempre più in protagonisti di programmi radiotelevisivi e di films  (Baraldi nel suo volumetto “Il cibo come scusa” apre proprio con Alberto Sordi in “Un americano a Roma” che vuole “parlare e mangiare americano ma poi , schifato, si butta su un piatto enorme di pasta e dice in romanesco “Macaroni!  I me te magno”)
  • Il “New York Times” ha raggiunto il milione di abbonati, di lettori digitali e per arrivare al raggiungimento dei due milioni si propone di offrire servizi, newsreport di qualità dedicati al cibo e alla salute. Cioè servizi di utilità quotidiana. 

A comprova dell’interesse crescente per la cucina e per la salute. Il  volumetto di Mario Baraldi “ Il cibo come scusa” affronta , in modo ironico e divertente, proprio il tema cibo-salute ed è arricchito da dieci  bellissimi acquerelli a colori di Giuliano Della Casa , che al tema del cibo si era già dedicato, illustrando, per l’editore “Ein
audi”,  una preziosa edizione (nella collana “I Millenni” ) del famoso e diffusissimo  “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi.                              Va ricordato che “Il cibo come scusa” è una raccolta di cento aforismi e di citazioni sul cibo e la salute e, come sottolinea il poeta Andrea Zanzotto, “la letteratura esiste quasi come invito a entrare in un coro di citazioni”. Nel corso dell’incontro , l’autore Mario Baraldi e il giornalista Roberto Armenia hanno letto e commentato alcuni dei cento aforismi (come suggerisce l’autore ) “sempre con un occhio alla realtà” . In particolare  hanno letto  e commentato 1)  l’aforisma numero 1 “ Parla come mangi” ;  il numero 14 “non si vive di solo pane”  (“per una buona salute, occorre avere un’alimentazione varia e possibilmente ricca”); il numero 18 “essere il gallo della checca”  che, come il dottor Dulcamara nell’opera lirica “Elisir d’amore” di Donizetti, “egli è il gallo della checca, tutte vede, tutte tocca” ; il numero 28 “povero chi ha la gallina che fa le uova in casa d’altri” (detto tornato di attualità con  il problema dei cervelli in fuga); il numero 44 “meglio un uovo oggi che una gallina domani” (che aggiorna il concetto di Orazio “Carpe diem”)  ; il numero 63 “la salute del contadino è cuore allegro, pane e vino”  (la felicità e la salute sono legate alla conduzione di una vita fatta di cose semplici”, come la vita del contadino, appunto) 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Gettare il sasso e nascondere la mano…

È un copione assai noto: c’è chi lancia pubblicamente un metaforico sasso, offendendo, insinuando, accusando… in modo voluto e inequivocabile, qualcuno e poi, vigliaccamente, nega

Appunti sulle Amministrative

ASTENSIONISMO All’appello dei votanti manca la metà degli aventi diritto… e stiamo parlando di votare per la propria città, non solo per la lontana Europa.