La Crisi a Modena, azioni e strategie

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""Stanno terminando i benefici degli ammortizzatori sociali e molte imprese vedono la ripresa sempre più lontano. Tutto ciò sta scaricando sugli enti locali costi sociali imprevisti, in un momento difficile per le economie della pubblica amministrazione"" articolo di Francesco Ori


Spesso si sente parlare della necessità di “”fare sistema””, della necessità di unire le forze che il nostro territorio esprime per affrontare le sfide che ci aspettano. Ora, la crisi economica, rende ancor più necessario dare concretezza a questo auspicio.

Nel corso del 2010 conosceremo gli effetti più evidenti della crisi economica su migliaia di lavoratori e sulle loro famiglie.
Stanno terminando i benefici degli ammortizzatori sociali e molte imprese vedono la ripresa sempre più lontano.
Tutto ciò sta scaricando sugli enti locali costi sociali imprevisti, in un momento difficile per le economie della pubblica amministrazione.

Come Provincia abbiamo lavorato a diverse proposte per provare a limitare il più possibile gli effetti della crisi, penso al protocollo firmato lo scorso anno che ha permesso a molti lavoratori di percepire la cassa integrazione attraverso l’anticipo degli istituti di credito. Nelle scorse settimane abbiamo anche approvato la programmazione delle risorse europee per la formazione professionale, altro strumento fondamentale per consolidare le proprie competenze professionali o per acquisirne di nuove: la formazione è uno degli strumenti più efficaci per prevenire l’espulsione dal mercato dal lavoro e essere più competitivi. Cerchiamo inoltre di essere presenti nelle vertenze più complesse per aiutare le parti sociali a trovare gli accordi migliori per salvaguardare i posti di lavoro.

La Regione Emilia-Romagna ha messo in campo i cosiddetti ammortizzatori in deroga grazie ai quali tutti coloro che prima del 2009 non potevano accedere a strumenti come la cassa integrazione oggi possono farlo (artigiani, commercianti, apprendisti, lavoratori somministrati da agenzie, soci lavoratori di cooperative), beneficiando anche della possibilità di attivare contemporaneamente la cassa integrazione e corsi di formazione. Sempre la Regione ha introdotto l’esonero dal pagamento del ticket per i disoccupati e per  cassaintegrati.

Diverse sono state anche le risorse investite in innovazione attraverso la rete dei tecnopoli, strumento che permetterà anche alla nostra Provincia di puntare sulla “”competizione per qualità”” e non alla “”competizione per quantità””, modello quest ultimo che rischia di essere alimentato dalla falsa convinzione che con il solo abbassamento del costo del lavoro si possa attraversare la crisi economica.

Insufficienti invece si sono ad oggi dimostrate le azioni del governo: manca in particolare la capacità di mettere in campo proposte in grado di riflettere su una visione strategica di ampio respiro in grado di uscire dalla semplice bagarre sull’esistenza della crisi o sui suoi tempi. Sono in primo luogo le aziende ed i lavoratori a dirci che la crisi non è alle nostre spalle.

Si sta quindi operando contemporaneamente su due fronti, da un lato la tutela dei lavoratori e dall’altro investimenti per le imprese che investono in innovazione. Certo questo non è sufficiente e molto altro dobbiamo mettere in campo per fronteggiare la progressiva precarizzazione del lavoro e le difficoltà che tante aziende hanno nel rapportarsi con gli istituti di credito. Proprio questi ultimi due problemi mi permettono di soffermarmi su un tema da non sottovalutare, su cui poter applicare con efficacia quel “”fare sistema”” con cui ho iniziato questa breve considerazione sulla crisi economica: la crisi non colpisce la piaga del lavoro nero, anzi la  aggrava introducendo forme di concorrenza sleale tra imprese e mettendo a rischio la sicurezza dei lavoratori, crea dei vuoti che la criminalità organizzata può facilmente occupare illudendo tanti imprenditori di poter trovare una facile via per risolvere i problemi economici che la loro azienda sta vivendo.
E’ per questi motivi che ad esempio abbiamo recentemente firmato una convenzione con la direzione provinciale del lavoro di Modena per migliorarne la funzione ispettiva e che nelle prossime settimane presenteremo alle organizzazioni sindacali ed alle categorie economiche altre misure utili a difendere il nostro territorio e la qualità della vita che l’ha, fino ad oggi, contraddistinto.

Il modo migliore per reagire è “”fare insieme””, discutere e trovare la soluzione giusta, insieme.
Anche ai lettori di “”da Bice si dice”” ci proponiamo per approfondire alcuni dei temi che ho solo elencato e per raccogliere idee, proposte e denunce.
Gli amministratori locali non devono venir meno al loro ruolo di ascolto dei cittadini, soprattutto se da questa relazione può nascere una scelta giusta o si correggono le scelte fin qui fatte.
Forse, questo, è il modo migliore per ridare dignità al valore della partecipazione civile e politica e per svolgere al meglio la funzione che mi è stata assegnata.

 

Francesco Ori


Assessore
Formazione Professionale e Mercato del Lavoro
Provincia di Modena

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