La coscienza, sì, sempre quella

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Dopo il taglio numerico ora si prospetta il taglio agli emolumenti. Davvero una  brutta aria quella che spira sui nostri parlamentari. Che sia un giusto ridimensionamento di prebende principesche o che sia una poco elegante ricerca di consensi, facendo leva sull’invidia sociale, questo progetto non trova certamente tutti d’accordo in quanto i parlamentari retribuiti in misura minore sarebbero più esposti al pericolo della corruzione. Forse ... ma forse si tratta anche di coscienza.

 


Dopo la sbornia di dati, dichiarazioni, proclami, imposta anche a chi è politicamente astemio, vorremmo tutti tornare  nella quotidianità. Benché, a dire il vero, essa sia  tutt’altro che rassicurante, è comunque preferibile ciò che ha caratterizzato  i giorni successivi alla fatidica tornata elettorale.

Ma non è finita. Ora i promotori del Referendum, ringalluzziti dal successo ottenuto, dopo il numero, parlano di diminuire lo stipendio ai parlamentari, come logico passo successivo.  Forse , a occhio e croce,  un bel risparmio si poteva benissimo realizzare  già  senza ricorrere a cambiare la Costituzione… e poi si poteva  pensare anche a diminuire  il numero dei parlamentari.  A parte ciò, la trionfale promessa di decurtare  anche le prebende ai parlamentari rimasti non trova certo tutti d’accordo.
Quando mai in Italia, soprattutto, una qualsiasi proposta trova  tutti concordi, si dirà? Mai. Puntualmente, anche in caso di diminuzione degli stipendi,  ci sono due scuole di pensiero: è decisamente entusiasta e favorevole chi sostiene che  la cifra attualmente percepita dai parlamentari sia principesca a possa tranquillamente essere  decurtata, senza peraltro gettare sul lastrico nessuno, consentendo  così un risparmio ulteriore; non è  favorevole chi, invece, ritiene che ridurre le entrate di chi ha avuto un trattamento così privilegiato sia un pericoloso errore in quanto una retribuzione  non congrua rispetto all’impegno e al  ruolo ricoperto, potrebbe  esporre maggiormente  i parlamentari alla corruzione.
La Costituzione stessa parla  di  una corresponsione  dignitosa che li metta al riparo da questo.
Purtroppo, benché sia una giusta valutazione, non è  condivisibile del tutto poiché  sono innumerevoli i casi di corruzione nei quali sono implicati personaggi che già percepiscono lauti stipendi, a volte persino veri e propri “Paperoni”  che desiderano, evidentemente,  esserlo ancora di più.
La  ricchezza e gli agi non mettono gli individui al riparo dalla corruzione, così come la povertà, l’indigenza, le difficili condizioni di vita non portano automaticamente  tutti a diventare ladri, assassini, prostitute, truffatori e via dicendo. Sono innumerevoli gli esempi di milionari, in euro e in dollari,  che sono risultati corrotti, avidi e disonesti quanto  e più di tanti “poveri cristi” che  fanno fatica a sbarcare il lunario.
La  differenza, in ricchezza e in povertà, la fa sempre una cosa decisamente fuori  moda, la coscienza. Sì, la coscienza, sempre  quella.  Che la si chiami così o in qualsiasi altro modo, quella è. Invisibile, talvolta molesta, altre volte noiosa, spesso inascoltata ma è quella che guida verso gli abissi morali o verso le vette. 
Forse è proprio quella che manca.
Staremo a vedere. Personalmente, non ne farei tanto una  questione di cifre corrisposte, quanto di capacità e rettitudine, impegno e reale interesse a fare il  bene degli italiani. Anche  queste qualità, sembrano rare a trovarsi. 
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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

La  coscienza, sì, sempre quella

A.D.Z.

Siamo nel pantano più completo

Massimo Nardi

Promesse, tante. Fatti, pochi. Ci è stato detto che ci sono molti soldi in arrivo, ma al momento ci sono soltanto debiti e bonus che si potevano usare abbondantemente meglio. Adesso, per come la vedo io, c’è un baratro, una voragine in cui sono precipitati tanti italiani.

Luis Suarez e l’ostacolo degli esami

Alberto Venturi

Gli esaminatori di Suarez, intercettati, si dicevano: “”Non dovrebbe, deve, passerà, perché con 10 milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il B1″”. Chissà se la stessa attenzione viene riservata agli immigrati che arrancano per 1.000 euro al mese e la cittadinanza italiana è per loro un passaggio fondamentale per costruirsi una vita?

Al Centro Culturale Via Vittorio Veneto di Fiorano: oltre quella porta c’è…

Ugo Volpi

Conferenza stampa di presentazione della nuova serie di appuntamenti nelle diverse galassie dell’Arte, ma insieme, in compagnia, perché è una occasione di incontro e di condivisione.
I Fratelli d’Italia vincono

Paolo Danieli

Uno degli elementi  del successo è l’immagine che la Meloni dà al partito, più tranquillizzante e meno spigolosa di quella di Salvini. Sarà perché donna, sarà perché presenta persone più giovani, sarà perché dice le cose che pensa la gente comune, Fdi vince. Un unico problema adesso: si deve strutturare come un grande partito moderno.
Scuola pubblica game over

Eugenio Benetazzo

Nel 1950 gli studenti all’interno della scuola pubblica erano 5 milioni, nel 1980 sono raddoppiati diventando 10 milioni: in tre decenni la popolazione italiana si è affrancata dalla povertà ed ha intrapreso la strada dell’ascensore sociale pretendendo di avere i propri figli tutti istruiti, se possibile sino all’ultimo livello di formazione (leggasi università).
Questa volta parliamo di Lina

Francesco Saverio Marzaduri

Oscar alla carriera per Lina Wertmuller, la statuetta onoraria con cui l’Academy ne ha celebrato i quasi sessant’anni di prolifica attività, alternando pro
dotti in costume, trasposizioni teatrali e fiction.

Buona settimana e buona lettura del n. 718 – 411.

 

 

 

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