La cosa nuova necessaria

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L'analisi del voto espresso e le conseguenze sulla governabilitàart. del Sen. Paolo Danieli

 

 

Grillo a parte, restano, nonostante la strepitosa rimonta di Berlusconi, i problemi strutturali del centrodestra italiano. Illudersi che essere quasi arrivati al pareggio con la sinistra significhi poter continuare tutto come prima vuol dire non vedere la realtà e farsi del male.

Berlusconi non è eterno e semmai ci fosse una prossima volta non potrebbe più dire e fare più quello che ha fatto stavolta.

Per i centrodestra i problemi sussistono né più né meno come prima delle elezioni. Sia per il Pdl, sia per la Lega sia per la destra polverizzata, logica conseguenza dell’azione devastante di Fini, finalmente finito.

Non è infatti che per l’exploit del Cavaliere si possa invertire il giudizio sul fallimento della sua rivoluzione liberale, come non si può pensare che il successo di Maroni in Lombardia cancelli il fallimento della politica autonomista attuata dalla Lega per 20 anni.

Pdl e Lega sono accomunati dalla medesima crisi. Non mascherabile. E la destra parcellizzata in tanti gruppuscoli inutili è afflitta da una crisi ancora più grave, data da un individualismo suicida.

E’ quindi tutto il centrodestra ad essere in crisi. Cosa peraltro conosciuta già da tempo.

Adesso bisogna correre ai ripari, prima che anche quegli elettori che sono rimasti fedeli cambino idea. E l’unico modo è cambiare radicalmente tutto facendo una cosa completamente nuova.

Pdl e Lega si devono sciogliere è unire in un solo grande partito. E le destrine che ci sono in giro per l’Italia e che unite potrebbero tornare ad avere il peso politico ragguardevole che aveva sia il Msi che An, devono entrare a far parte di questo nuovo grande partito. Partito che necessariamente non dovrà essere né personale, né virtuale, ma democratico, partecipato, strutturato, ramificato e presente su tutto il territorio nazionale.

Un nuovo, grande soggetto politico modulare, che si adatti alle differenti esigenze dell’Italia. Magari con una forma al nord ed un’altra forma nel centro-sud. D’altra parte non è con questa formula che il centrodestra ha vinto le elezioni nel 1994?

 

 

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