La commensale “schizzata”

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Per diritto di replica pubblichiamo la risposta di Ugolino a pioggiacida anche se per interposta persona. Ovviamente lo facciamo non tanto per valorizzare il duello tra i due, ma per approfondire la storia politica del nostro paese dal dopoguerra fino a tangentopoli secondo angolazioni culturali diverse. Qualche ulteriore contributo o testimonianza inerente quel periodo storico , da parte di modenesi noti e meno noti saremo ben lieti di pubblicare.

Tanto per cambiare Ugolino non vuole rispondere direttamente al commento di Pioggiacida, intitolato “Insopportabilmente vergognoso e squallido”, apparso il 20 luglio 2006 alle ore 22.04, ed ha affidato a me il difficile compito di rispondere. Lo faccio malvolentieri anche perché si era degnato di scrivere, parlando di me: “… Ignorante come sei, avresti corso il rischio di dire qualche baggianata”. Ma non gli serbo rancore: è fatto così.

Evito di riportare tutto il commento di Pioggiacida, che potrete agevolmente consultare sul sito nel numero precedente, e provo a rispondere quindi ad alcune Sue affermazioni.

Gentile Pioggiacida, mi rendo conto che la verità talvolta fa male, e, in questo caso, deve aver colpito nel segno. La Sua risposta, determinata forse anche dalla cattiva digestione (saranno stati i filetti di ricciola al Madera?), di là dalla forte irritazione che denota già dal titolo, mi pare leggermente scomposta (le mie figlie direbbero “schizzata”).

Vediamo in breve:

… (Ugolino) stronca certi nomi altisonanti, solitamente ritenuti “intoccabili” …

“Intoccabili” perché? Guide sicure per giungere alla vita eterna? Interpreti illuminati dell’autentica ortodossia cristiana? Mi sembra inizi già da qui la sindrome della “casta bramanica”.

Giudizi non supportati da fatti e circostanze documentate ed ineccepibilmente riprovevoli, quindi ci ha servito stroncature frutto di sue valutazioni che in quanto tali sono discutibili …

Credevo che il tracollo del paradiso comunista sovietico, la fine cruenta della DC per mano di un plotone di raffinati appartenenti all’italico kgb, le Encicliche pontificie, fossero circostanze e fatti sufficientemente documentati.

… non ci spiega chi, a suo modo di vedere, sarebbe stato il migliore e quali doti avrebbe dovuto avere… per non essere “un’anima bella”. Sicuramente di nomi migliori da proporre e da spendere Ugolino non ne ha …

L’oblio talvolta torna utile: è un buon paravento. Tuttavia, si sforzi Pioggiacida di ricordare che, da un certo anno in poi, chi esprimeva idee avverse al sinistrismo becero o semplicemente idee non allineate alla sinistra, veniva immediatamente bollato con l’epiteto, l’insulto più grave per quegli anni, di “fascista”. Non che la cosa importasse molto a chi subiva codeste cortesie, perché la provenienza dell’epiteto qualificava chi lo pronunciava per quello che era. Però si veniva etichettati e trattati di conseguenza; il che significa che, quando andava bene, si era considerati fior di imbecilli e non era consentito di agire efficacemente in alcun modo, se invece andava male … . E questo atteggiamento, seppur con sfumature diverse, era benevolmente elargito anche da parte delle forze (?) che si proclamavano democratiche e cristiane o socialdemocratiche. La medesima cosa, a maggior ragione, accadeva anche in Parlamento. Ci fu anche, (ricorda Pioggiacida?), quell’esempio di alta democrazia, quella inqualificabile, ignobile pagliacciata[1] chiamata “arco costituzionale”.

La frase successiva, troppo lunga per essere riportata, denota una spiccata tendenza all’eristica. Cercare motivazioni ed attenuanti attraverso gli gnomi della piccola politica nazional – locale non serve a capire. Il problema non è di stampo partitico, o di piccolo cabotaggio politico; si tratta di problema di ordine filosofico – religioso. Ugolino sostiene che chi è cristiano non ha alcuna necessità di Karl Marx, del suo materialismo, del suo ateismo, del suo odio di classe, della sua rivoluzione armata, dei suoi gulag, delle sue foibe, dei suoi aborti, dei suoi divorzi, della sua oclocrazia, della sua demagogia, delle sue mistificazioni storiche, delle sue menzogne, della sua pseudo cultura, in una parola dei suoi sovvertimenti etici. Dove hanno portato queste belle idee lo abbiamo visto e lo possiamo constatare tuttora, là ove è stato applicato, che si sia o meno credenti in Dio. Ugolino, insomma, mi sembra abbia posto l’accento sulla totale incompatibilità filosofico – etico – religiosa fra l’ateismo di Stato, con tutto il codazzo di obbrobri che si porta dietro, ed il Cristianesimo. A proposito di Vangelo: Matteo 6: 24 Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona.

 

Le stesse Encicliche ci danno indicazioni di come si deve operare per rimanere in strada, ma a volte per esigenze politiche occorre spostarsi in mare.

Esigenze politiche? Sbaglio o, una volta in mare, si è bevuta molta acqua, magari con l’aiuto di qualche colpo di remo sul capo per facilitare l’affogame
nto? Gentile Pioggiacida, ostinarsi a cercare di interpretare la verità percorrendo le vie degli schieramenti politici, delle alleanze utilitaristiche, dei compromessi più o meno storici, del “tu dai una cosa a me io do una cosa a te” oppure del “se tu taci su quello, io faccio passare questo”, insomma flirtare con mammona, non giova, ripeto, alla comprensione del problema posto da Ugolino. Le Encicliche pontificie i Cattolici le osservano e le seguono. Possibilmente senza farisaiche ipocrisie.

… che non rispondono a questa contro-lettura di quegli anni …

La si chiami come meglio si crede: “lettura” o “contro – lettura”; a me sembra che quella descritta da Ugolino sia la verità: la realtà, seppur dolorosa, di ciò che è accaduto. O vogliamo continuare a credere ai miti ed alle leggende, come per l’inaffondabilità del Titanic e la grande perizia del suo comandante?

 

 



[1] Apprezzate per cortesia l’uso dell’eufemismo.

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