La cena con le Acide ed i commenti di Ugolino (3)

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Più che un commento Ugolino riscrive il giudizio su alcuni cattolici impegnati in politica non risparmiando alcuni, così detti, padri della repubblica. Argomenti a tutt'oggi ancora di scottante attualità che non possono affievolirsi tra l'indifferenza dei lettori e dei politici.

Dopo aver servito le scaloppine al Madera, ti sei concentrato sul brasato al barolo ed hai spostato il collimatore su un piano religioso e politico ad un tempo:

Disse il cardinale Ratzinger alla vigilia della sua elezione, il 18 aprile 2005, davanti a tutto il collegio cardinalizio: “La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata… gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale, dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via … Quante volte la Parola di Cristo viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie…”[1]: Ritenete siano conciliabili queste parole dell’allora futuro Pontefice con le teorie ideologiche, le esternazioni, le decisioni, di coloro che, pur professandosi cattolici, (magari di un “cattolicesimo adulto”), albergano in compagnia o addirittura all’interno di tali ideologie[2]?

Pioggiacida:

Ombrello Aperto sa bene che dopo l’unità d’Italia un “NON EXPEDIT” consigliò i cattolici a non immischiarsi nella politica. Quando poi fu permesso a questi la libertà di manifestarsi pubblicamente, la mediazione tra Fede e Politica, che necessariamente ne seguì non fu monocorde. Per esempio in occasione della disputa sull’intervento dell’Italia nel conflitto mondiale del 1915, non essendo quello questione teologica o di dottrina della fede, il mondo cattolico si divise tra neutralisti ed interventisti guidati nel pensiero da rispettivi Vescovi e Cardinali.

Stessa musica con l’avvento di Mussolini, che alcuni guardarono con simpatia, mentre altri, come certo Don Sturzo, presero invece la strada opposta. La DC nata nel dopoguerra era in maggioranza formata da esponenti provenienti dal mondo cattolico e guarda caso si articolava in due anime: una di destra l’altra di sinistra, ed avevano entrambe collegamenti con alte gerarchie della Chiesa.

Quindi ricercare nella politica italiana chi è, oggi il vero interprete del cristianesimo o del cattolicesimo rappresenta bene il livello infimo nel quale  è sprofondata la nostra cultura e sensibilità politica. Non dimentichiamo che spesso e volentieri sono gli stessi “zelanti” i primi a storcere il naso se il Papa esprime un concetto diverso dal loro pensiero. Mi meraviglio delle gerarchie che si fanno strattonare per la tonaca da questa ressa di “credenti vecchi e nuovi” alla sola ricerca di un voto in più e non certamente zelanti testimoni del messaggio del Cristo che non si è occupato di patto di stabilità, di sindacato né di comunismo, liberismo, capitalismo, socialismo, statalismo, mercato, PIL, immigrazione clandestina, pillola del giorno dopo…tranne che riconoscere il diritto di Roma Ladrona di riscuotere le tasse. Mi auguro che i leghisti continuino a non accorgersi di questo piccolo particolare.

 

Penna Acida

Ah, questa è una domanda semplice, eh? Lei Ombrello Aperto mi fa una certa soggezione quando parla di spiritualità…perché alla mia pochezza fa da contrasto la cultura specifica che lei ha…Mi ero ripromessa di dare risposte sincere, anche se talvolta esse possono apparire insufficienti. Rispondo NO. Tutti questi sostantivi con la desinenza “ismo” citati  sono, secondo me, soltanto tentativi di conciliare i nostri comportamenti, le nostre concezioni dell’esistenza e del mondo, alla religione… cui non sappiamo né vogliamo rinunciare… e allora la “adattiamo “ ai nostri desideri, alle nostre mancanze, alle nostre cadute…Siamo solo esseri umani…e la religione cristiana, con la sua profonda interiorità, con la sua assenza di ambiguità, su quello che è bene e quello che non lo è, è davvero molto difficile. Ma, pur  con i dubbi e le angosce presenti nella mia anima come in quella di ogni essere umano,  ho una  certezza profonda: Dio, il solo che legge nel cuore dell’uomo, è infinitamente più indulgente dei Suoi ministri. Diverso è chi sfrutta politicamente le debolezze umane, i  sogni, le diversità, le idee … imponendoli come giusti…arrogandosi persino il diritto di insegnare al Papa a fare il Papa “un po’meglio”…senza sbagliare .

 

Ugolino

Fortunatamente il piatto successivo era il brasato al barolo (che mi hanno confidato essere stato superbo) che non soffre per l’eccesso di cottura, perché Pioggiacida ha tenuto il pallino per un bel po’. Se fossero state le scaloppine al Madera, si sarebbero abbrustolite, come capitò alle mie scaloppe al Marsala …

A parte questa digressione, caro Ombrello Aperto, devi essere grato a Pioggiacida che ti ha ricostruito la storia dei cattolici in politica, a cominciare dal “Non expedit” che il lungimirante Don Giacomo Margotti porse, sotto forma di “né eletti, né elettori”, su un aureo vassoio al Beato Pio IX. Ignorante come sei avresti corso il rischio di dire qualche baggianata.

Tuttavia la nostra abile Pioggiacida, a differenza di Penna Acida che si è espressa con un bel “no” tondo tondo, ha tentato di eludere il quesito di fondo sulla “compatibilità”, tirando in ballo anche l’Interventismo, Mussolini e Don Sturzo: ci mancavano solo don Romolo Murri e Alcide De Gasperi  e poi, per quanto riguarda personaggi di rilievo, saremmo stati al completo. In effetti, alcuni fra codesti personaggi, hanno tentato di conciliare l’inconciliabile, e così hanno fatto in seguito i loro nipotini: Rodano, Dossetti, La Pira, Fanfani, Moro ed i vari don Mazzi, don Milani, don Girardi, dom Franzoni, S. Em. Card. Pellegrino, etc. etc.

Ammaliati dalle sirene del socialismo taluni, e del comunismo talaltri, hanno preteso di piegare la parola di Cristo, il Suo insegnamento, la tradizione cristiana, i Pontefici stessi alla loro visione del mondo e del Cristianesimo. Questa pretesa, di profilo filosofico – religioso, venne trasferita sul piano squisitamente politico (meglio sarebbe dire partitico), quando si tentò di attestare, cosa che accadde dagli anni ’50 in poi, quell’ossimoro ideologico che si chiama “cattocomunismo” o “congregazione delle anime belle”.

Lo spazio e la pazienza dei lettori, non illimitata, m’impongono concisione, quindi, alle corte:

  • Non credo che il Cristianesimo abbia alcunché da imparare da chicchessia, in fatto di carità e di amore per il prossimo.
  • Gesù Cristo indica la via, i principi base su cui impostare il rapporto fra gli uomini e per modellare la società nel fluire del tempo. Se questa via fosse seguita da tutti con sincerità e coerenza, la comunità umana sarebbe in pace e le ricchezze della terra distribuite equamente [3] .
  • Le ideologie definite di sinistra (marxismo, social-comunismo) vagheggiavano, e purtroppo da noi ancora vagheggiano, una società appiattita sul basso, caratterizzata, da un lato, da un’eguaglianza nella miseria per quasi tutti (fanno sistematicamente eccezione il politburo ed i suoi accoliti), dall’altro, dalla totale assenza di speranza, carità e fede in Dio.
  • Queste ideologie affermano l’autodeterminazione dell’uomo e, conseguentemente, l’ateismo, con le derivate etiche che conosciamo fin troppo bene. Sia l’ateismo materialista, sia le derivate etiche sono in totale, incontrovertibile, assoluta dissonanza con i Comandamenti e con il messaggio di Cristo contenuto nei Vangeli.
  • Il cristiano cattolico, anche se “adulto”, presbitero, Monsignore, Abbas ad instar Episcopi diocesani [4] , Vescovo, Arcivescovo o Cardinale, deve obbedienza, possibilmente non ipocrita,  al Romano Pontefice.
  • Sarà un caso, ma a cominciare dalle lungimiranti encicliche “Qui pluribus” (1846) e “Quanta cura – Syllabus errorum” (1864) de
    l Beato Pio IX, proseguendo con l‘enciclica “Rerum novarum” di Papa Leone XIII (1891), a sua volta riferimento costante delle encicliche:
    • “Pascendi Dominici gregis” di San Pio X (1907),
    • “Quadragesimo anno” di Pio XI (1931),
    • Mater et magistra” (1961) del Beato Giovanni XXIII
    • “Populorum progressio” di Papa Paolo VI (1967),
    • “Centesimus Annus” di Papa Giovanni Paolo II (1991),
    •  sicuramente ne avrò dimenticata qualcuna,

la condanna al materialismo, al comunismo, al marxismo, all’ateismo, che ne è matrice, nonché alla logica di odio che è connaturata in queste teorie, è senza riserve, senza ombre, totale, assoluta e definitiva.

  • Il 1° luglio del 1949 il Sant’Uffizio decretò la scomunica per i comunisti ed i loro fiancheggiatori, e il Papa Pio XII la approvò. Nel 1959, il 4 aprile, la scomunica venne confermata da Sant’Uffizio (che si era fatto cogliere da un dubbio), e il Beato Giovanni XXIII approvò il nuovo decreto.
  • Tutto ciò, oltre alla parole pronunciate dal cardinale Ratzinger, significherà pur qualcosa? O tutti i Pontefici che si sono succeduti sul Soglio di Pietro negli ultimi centocinquant’anni sono da ripudiare perché, con l’esprimere e confermare un concetto diverso dal pensiero delle anime illuminate, hanno fatto storcere il naso ai vari Rodano, Dossetti, don Mazzi, don Milani, don Girardi, dom Franzoni, S. Em. M. Pellegrino, La Pira, Fanfani, Moro, Donat Cattin, etc. etc. ed ai loro proseliti, cioè a dire a tutte le anime belle del cattocomunismo? Alcuni di costoro, chiercuti, furono sospesi “a divinis”, altri furono scomunicati: significherà pur qualcosa?
  • Le anime belle che si professano cattoliche e adulte, nipotine dei vari Dossetti Giuseppe, La Pira Giorgio, Fanfani Amintore, Moro Aldo, etc. etc, che albergano gioiosamente a Montecitorio: Bindi Maria Rosaria, Turco Livia, Prodi Romano, etc. etc., ritengono, come i loro augusti predecessori, di avere trovato l’oracolo della compatibilità o di appartenere ad una casta di bramini, unica detentrice della verità e dell’ortodossia cristiana?
  • Dalla fine degli anni ’60 in poi le cosiddette forze (?) del centro-sinistra, convinte di reggere le briglie del calesse, nonostante la loro patetica deriva sempre più a sinistra, sono state in realtà progressivamente fiaccate e fagocitate dai compagnucci della parrocchietta rossa, fino alla conclusione che si conosce. La loro totale inconsistenza ha raggiunto l’acme quando, intenti come sempre a gingillarsi ed a spartirsi poltrone, poltroncine e strapuntini, non hanno neppure saputo interpretare e cogliere il gratuito frutto del crollo del Muro, conseguenza tangibile dello sgretolamento del paradiso comunista sovietico.
  • Negli anni ’90, le anime belle e illuminate videro sfasciarsi tutto, non ci capirono più nulla, non seppero nemmeno più per chi votare, diventarono tutte orfane. Non si accorsero nemmeno che ad annientarle, scientificamente, erano stati proprio i loro amati compagnucci della parrocchietta rossa.

  • Ultima considerazione: so bene che la logica non è una delle prime doti di chi persegue e rimane abbarbicato a queste ideologie, che privilegiano invece la dialettica, quando non l’eristica o la sofistica; tuttavia, almeno su un punto, si dovrebbe, s
    eppur a fatica, concordare: quando un teorema, una sequenza che appare coerente, un’ideologia che appare affascinante, portano a risultati assurdi o errati, clamorosamente errati
    [5] , significa che:
    1. I postulati, le basi del ragionamento, non sono vere, del tutto o almeno in parte, mentre la catena logica derivata da quei postulati è corretta.
    2. I postulati del ragionamento sono corretti, ma uno o più anelli della catena logica sono deboli, o inconsistenti, o fasulli.
    3. Entrambe le evenienze a e b sono vere.

Nel caso specifico temo che l’ipotesi “c” sia quella corretta. E ciò spiega il totale fallimento.

Se non si vuole ammettere il fallimento non resta che negarlo. Ma, ahinoi, è sotto gli occhi di tutti.

Due eminenti personaggi tanto cari alla congregazione delle anime belle: un uomo politico aretino di cui andavano assai fieri, tanto da definirlo “pony di razza”, destinato a restare nella storia per la propensione a bucherellare dighe, ed un Monsignore, ebbero rispettivamente a dire:

“”Siamo noi i responsabili, abbiamo allevato degli individui mediocri””. (Il pony di razza)

“”State zitti, lasciateci almeno piangere in silenzio per la vergogna“”. (Il Monsignore)



[1] Da un articolo di Antonio Socci su Libero il 19 maggio 2006

[2] Ateismo, marxismo, sincretismo ecc.

[3] Equamente non significa uguali per tutti, ma in proporzione ai talenti, alle responsabilità, all’impegno ed ai meriti.

[4] Abate a guisa di un Vescovo diocesano.

[5]
Ad esempio: Credevo fosse amore invece era un calesse.

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