La canzone dialettale modenese

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a cura di Giulia Manzini.

In concomitanza con l’edizione 2008 del notissimo ed apprezzato Festival della Canzone dialettale modenese, è stato pubblicato un libro a cura dei due ideatori, promotori e mattatori della kermesse canora  Giancarlo Montanari e il cabarettista e comico Graziano Grazioli, dal titolo “La Nuova Canzone Dialettale Modenese: dieci anni di avventure musicali, Edizioni il Fiorino, col patrocinio del Comune, della Provincia di Modena, in collaborazione con la centenaria Società del Sandrone e l’associazione culturale dialetti italiani ed il finanziamento della fondazione Cassa di Risparmio di Modena giunta al suo 17° anno di vita.

Sono parecchie centinaia i modenesi che non mancano mai all’evento estivo del festival, che quantunque volto a tenere viva la conoscenza del dialetto, per testi e musica può essere tranquillamente considerato come un piccolo Festival di San Remo in salsa emiliana e vernacolare.

Un minifestival dove i numerosi sponsor come Conad, Civ &Civ e Banca Popopopolare dell’Emilia Romagna hanno sempre consegnato di persona un attestato di benemerenza ai dieci  singoli cantanti o al leader della band. 

Una San Remo tutta Geminiana raccontata per filo e per segno con tanto di foto di  note star emiliane e modenesi della canzone, più  spartiti, parole e note delle 180 canzoni cantate dal palcoscenico in occasione dei primi dieci anni del Festival. Con l’augurio che possano seguire tante altre edizioni.

Nel libro si può appurare che tante canzoni sono il frutto di un secolare retaggio di modenesità con refrain e proverbi popolari noti.

Tantissimi i protagonisti e cantanti noti al grande pubblico, in quanto musicisti professionisti come Lello Lelli, Dino Drusiani, Johnny Borelli, Marco Dieci, Oreste Peri e, nella prima edizione del Festival, anche l’immancabile Pippon Casarini, compositore della notissima “Quarantaquattrogatti in fila per sei col resto di due” che cantò in quel lontano 1999 la celeberrima canzone “Modna”, prima edizione del Festival.

Tante anche le valide ed eccellenti interpreti cantanti come Sabrina Gasparini, Marika Benatti e Maeva, la Milva modenese che ha collaborato con Mina e Pierangelo Bertoli. Tanti anche gli autori delle parole e dei testi come Giuseppe Di Genova, Giancarlo Montanari, Rentocchini ed arrangiatori di pregio come Marco Dieci, Giorgio Bertolani e Luciano Diegoli. La musica dialettale ha radici antiche, pare infatti che sia stato Orazio Vecchi il primo ad utilizzare il dialetto modenese nei suoi componimenti per illustrare e musicare un nuovo personaggio burlesco Francatrippa, esempio di commistioni linguistiche originalmente evidenti.

Da allora la musica popolare è però rimasta un po’ ai margini rispetto alla musica liturgica e di corte. Il festival si pone così anche l’ambizioso merito di raggruppare tradizioni, ritornelli musicali e proverbi emiliani in una kermesse, che, se al posto delle parole in vernacolo, ci fosse l’italiano, forse alcuni dei cantanti esibitisi in Piazza Redecocca, potrebbero tranquillamente cantare a San Remo, senza fare brutta figura. Garantito.

 

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