La bella Europa

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La Norvegia si arricchisce con il gas ma boia ladra se spende qualche corona per i
richiedenti asilo

Ci sono nazioni nella nostra bella Europa che hanno come unico scopo il benessere dei propri cittadini. Ora, naturalmente, noi non siamo fra queste. Se loro scavano un buco per terra, fuoriesce della ricchezza, ma se noi facciamo altrettanto, troviamo sempre un utile ignorante sanculotto grillino o ecologista che ci impedisce di trarre vantaggio da ciò che la natura ci ha regalato.

Così, mentre sto scrivendo, ben coperto per evitarmi un malanno (visto che dobbiamo risparmiare in materia di riscaldamento), biondi norvegesi si riscaldano all’aperto bevendo boccali di birra gentilmente pagati dalle nazioni meno fortunate, sotto “funghi” metallici. Qualche settimana fa è andato in onda un servizio televisivo in cui si calcolava che il bengodi creato dall’estrazione del gas norvegese aveva portato nelle tasche di costoro la bellezza di diciottomila euro pro capite.

Noi, invece, al massimo possiamo estrarre qualche centinaio di metri cubi di calore dagli escrementi degli animali. Come sono lontani i tempi in cui “il mortadella bolognese”(alias Romano Prodi) ci raccontava che entrando in Europa avremmo avuto solo dei vantaggi. Tipo? Avremmo lavorato, tutti, meno ore, a parità di salario. Proprio come nelle novelle norvegesi. Restando in tema di estrazioni, avremmo la fortuna di avere dei giacimenti di gas nel mar Adriatico e anche come si “narra” nella pianura padana che non sono sfruttati, mentre le nostre aziende sono costrette a razionare l’energia per restare sul mercato. Ora, forse, qualcosa sta cambiando. La Giorgia nazionale non sembra più disposta a permettere che l’Italia sia usata come il tappetino d’Europa. Purtroppo, però, la nostra affidabilità è inficiata da un gravoso debito pubblico con cui le altre nazioni d’Europa ci ricattano.

Mentre Francia, Germania e altri paesi si sono accorti del cambio di passo, altri credono che sia tutta una semplice motto di spirito. Tutto ciò finirà, quando si renderà conto che la nave battente bandiera norvegese resterà fuori dalle acque territoriali italiane e i richiedenti asili dovranno essere riforniti dall’alto con gli elicotteri di quella nazione.

Il mio non è razzismo. Facciamo certamente sbarcare donne, bambini, malati e minori non accompagnati assicurando loro un’esistenza dignitosa in attesa del famoso ricollocamento per quote. Però, gli uomini che ridono giocando a carte sul ponte della nave, restano lì!

Termino con un appunto sul famoso e quanto mai sconcio rave alle porte di Modena tenuto in un edificio pericolante. Se fosse successo che una parte del fabbricato fosse crollata addosso a questi bravi ragazzi, ovviamente senza ucciderli, avrei fatto loro, o ai loro genitori, certamente pagare le spese mediche. Sì, perché, dopo aver aspettato due anni causa pandemia e altri sei mesi per essere operato, sono ancora in alto mare dopo aver pagato le tasse mediche per una vita intera. Questione di giustizia sociale.

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